J’adore le déjeuner sur l’herbe

J’adore le déjeuner sur l’herbe!!! (di Cristina Pepe)
La colazione sull’erba – o pic-nic che dir si voglia – è a parer mio uno dei momenti più piacevoli di convivialità che si possano trascorrere, sia che il “convivio” consista in un romantico binomio “lui/lei” sia che invece si trasformi in una gioiosa scampagnata tra amici.
Che dire poi di questi ultimi anni in cui sempre più il pic-nic strizza l’occhio alla nobiltà che addirittura lo sceglie per festeggiare eventi importanti e decisamente significativi? Pensiamo ovviamente al matrimonio civile della coppia Casiraghi-Borromeo, ma non dimentichiamo che addirittura la regina Elisabetta l’ha scelto come forma di festeggiamento per il suo “Diamond Jubilee” nel 2012.
La scelta delle “cibarie da asporto” per queste occasioni è molto vasta e, se volete un consiglio, sia che stiate progettando una gita in campagna tra pochi – più o meno – intimi sia che decidiate di organizzare un evento di questo genere per festeggiare qualcosa di importante, bè, vi prego dal profondo del cuore: state alla larga dai banali panini o dalle tristi e trite insalate di riso!!
Virate piuttosto su insalate fredde di pasta (melanzane a funghetti, capperi e pomodori; pesto e pomodorini; tonno affumicato, formaggio fresco e rucola e..via di questo passo), sbizzarretevi con quiches e torte salate, fresche insalate multicolori e multigusto, una buona selezione di formaggi accompagnati da frutta secca e mostarde di frutta, salumi di qualità ed un ricco cesto di pane di vari tipi.
Scegliete per frutta spiedini colorati di frutta di stagione, bicchierini di fragole o ciliegie, cubotti di melone e anguria e, per dolce, comode monoporzioni di tiramisù o ciotoline di crumbles o gustosi tortini al cioccolato.
Condivido col mio Direttore la convinzione che le déjeuner sur l’herbe sarà un seguitissimo trend nell’organizzazione dei ricevimenti di nozze nel 2016 e, se anche voi deciderete di seguire la tendenza, andando nello specifico, è chiaro che il menu dipenderà dai vostri gusti ma anche dal tono che deciderete di dare all’evento.
Ricordo tanti anni fa il matrimonio di Enrico Papi: festa agreste a Roma in una tenuta di campagna sulla via Ardeatina: covoni di paglia come sedili e tovaglie a quadretti; un contadino che faceva la ricotta al momento e la torta portata alla festa da un trattore!
In questo caso ovvio che il menu seguirà un tema più rustico, ma nulla osta ad organizzare un pic-nic elegante con finger food salato e dolce, dando spazio a tartine con caviale, ostriche e frutti di mare, blinis con salmone, piccole frolle di crema e frutta fresca e…bè le possibilità sono davvero infinite!
Rubando ancora un po’ di spazio al Direttore, però, una ricettina al volo ve la do, confidando che questi gustosi bocconcini possano essere il giusto accompagnamento alle bollicine che Vi consiglierà la mia collega Emanuela!

FOTO MUFFINS

MUFFINS AL PESTO

INGREDIENTI (per 16 muffins):
– 6 uova grandi
– 240 ml di yoghurt bianco naturale
– 160 ml di pesto
– 50 gr di parmigiano grattugiato
– 300 gr di farina
– 1 bustina di lievito per torte salate
– 1 cucchiaino di sale
ISTRUZIONI
Preparate la teglia da muffins posizionando negli incavi gli appositi pirottini di carta e scaldate il forno a 180°.
In una ciotola capiente mescolate bene le uova con il sale. Aggiungetevi poi il parmigiano, lo yoghurt, il pesto e continuate a mescolare.
In una ciotola a parte setacciate la farina con il lievito e, poco alla volta, versate le polveri nella ciotola delle uova. Mescolate velocemente senza far amalgamare troppo: se restano dei grumi va bene (questa è in fondo la caratteristica dell’impasto dei muffins).
Aiutandovi con un cucchiaio o, ancora meglio con un sac-à-poche, riempite i pirottini dei muffins per due terzi e fateli cuocere nel forno caldo per circa 25 minuti o, comunque, fino a che li vedrete raggiungere un bel colore dorato.
Fateli raffreddare su una gratella, dopodichè serviteli tagliati a metà e –tocco chic – spalmati con un velo di formaggio fresco e riempiti di ottimo salmone affumicato!
Un ultimissimo suggerimento: vada per i piatti di carta (che siano di ottima qualità però),ma fatevi un regalo e portate con voi le posate “vere”: volete mettere? (E poi a casa c’è sempre la lavastoviglie…..)
Bon appétit!

Matrimoni e Pic Nic

Wedding Picnic: i parchi cittadini come location. (di Antonella Ravaglia)

Certamente, una delle mode del momento, è quella di fare il ricevimento di nozze con un picnic: informale, con uno stile romantico e anche un po’ retrò, tanto divertimento, aria aperta e buon cibo sono i denominatori comuni per questa festa, senza inoltre sottovalutare l’aspetto economico, con un risparmio che può arrivare anche fino al 50% rispetto ad un tradizionale ricevimento.
Le location ideali per questo tipo di ricevimento sono, ovviamente, strutture organizzate come casali in campagna, cascine oppure i giardini di ville private; anche il parco cittadino va bene, bisogna però ricordarsi, in questo caso, di chiedere al Comune di competenza, presso l’ufficio predisposto all’occupazione di suolo pubblico, quanto costi e se è possibile occupare una parte di parco cittadino per la vostra festa di nozze.

Vediamo quali potrebbero essere, in una città come Milano, i luoghi migliori per il vostro Wedding Picnic.
Sicuramente, il parco più famoso di Milano è il Parco Sempione. Realizzato alla fine dell’ottocento, con i suoi 386 mila metri quadrati di area verde, il parco è circondato dal Castello Sforzesco e l’Arco della Pace, all’interno troviamo l’Acquario, costruito per l’Expo del 1906, il Ponte delle Sirenette e il laghetto, con svariate varietà di piante. Se non avete timore della folla che lo occupa tutti i weekend, è sicuramente un luogo da non sottovalutare.

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Spostandoci un po’dal centro troviamo il Bosco in Città nella periferia ovest verso via Novara. All’interno del parco troviamo la Cascina San Romano dove sono disponibili, su prenotazione, dei portici con tavolate e persino griglie per il barbecue.

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Non molto distante troviamo il Parco di Trenno che, con la sua grande area per i picnic attrezzata con tavoli vicini fra loro è l’ideale per grandi compagnie.

I Giardini della Guastalla si affacciano su via Francesco Sforza di fronte all’Università Statale di Milano, sono tra i più antichi giardini pubblici. Lo stile barocco della vasca peschiera seicentesca, formata da due terrazzamenti comunicanti tramite scale e arricchita da balaustre in granito bianco, fanno di questo parco un autentico gioiellino tra i più apprezzati per un picnic intimo.

Ultimo ma non meno importante il Parco di Monza, uno dei parchi storici più importanti d’Europa. Impossibile non riuscire a trovare un angolo incantevole dove trascorrere una giornata in compagnia dei vostri amici e parenti nel giorno più bello della vostra vita. Tra installazioni artistiche, ville, cascine, mulini e animali è, sicuramente, uno dei posti migliori per dimenticarsi di essere in città.

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Foto: www.comune.monza.it; www.ploonge.com; www.moitoi.it; www.comune.milano.it

Matrimoni e Pic Nic a Roma

Maatrimoni e Pic Nic a Roma (di Alessandra Agostini)

Perchè non replicare la scelta  dei Casiraghi Borromeo anche in una splendida location come Roma? La Capitale offre degli splendidi spazi verdi che ben si presterebbero a pic nic dal sapore shabby chic (sembra uno scioglilingua…!)

Forse è necessario richiedere qualche permesso speciale per utilizzare alcuni spazi, ma potrebbe valerne davvero la pena.

Iniziano con Villa Ada.

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Villa Ada è il secondo più grande parco pubblico di Roma. È collocato nella zona settentrionale della città, sulla via Salaria tra i quartieri Trieste e Parioli. E’ il parco più ricco di Roma per quanto riguarda l’aspetto faunistico e ambientale. Tra gli arredi del parco spicca per qualità architettonica il coffee-house settecentesco presso il casino Pallavicini, meglio conosciuto come il Tempio di Flora. Da sempre meta hippy potrebbe prestarsi ad un matrimonio in stile hipster.

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Villa Doria Pamphilj è il parco più grande di Roma, da alcuni definito anche il più bello. Adagiato sul Gianicolo va da Porta di S. Pancrazio fino all’Olimpica. Il parco è costellato ancora da meravigliosi palazzi che possono essere lo sfondo adatto anche per un servizio fotografico. Tra l’altro, navigando in rete, abbiamo anche scovato un locale che offre l’opportunità di organizzare eventi proprio nella splendida location della Villa. Visitate il sito http://www.vivibistrot.com/villa-pamphili/ per maggiori informazioni.

Ancora, perché non valutare anche dei giardini fuori Roma? Abbiamo la spendida Villa d’Este a Tivoli che rappresenta un capovaloro del giardino italiano tanto da essere inserito nella lista dell’UNESCO del patrimonio mondiale. E’ il vincitore inoltre della prima edizione del premio “Il Parco Più Bello d’Europa”, selezionato da una giuria internazionale formata da noti botanici, architetti paesaggisti, storici e giornalisti.

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Che dire, le immagini parlano da sole. Proprio una location per un matrimonio principesco. E l’abito non può essere da meno.

Infine proporrei il Parco dell’Appia Antica.
Nel Parco dell’Appia Antica facilmente si possono trovare resti dell’antica epoca romana. Ampiezza del parco 16 km e comprende via Appia Antica, la valle della Caffarella e le aree archeologiche delle tombe della via Latina e degli Acquedotti. Il vostro matrimonio sembrerà ambientato in epoche passate e perderete per un giorno la cognizione del tempo. Anche qui le offerte non mancano se ci si vuole affidare a delle strutture per l’organizzazione completa dell’evento.

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E una sera di fine estate, in un giardino

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E una sera di fine estate, in un giardino (di Luca Arnone)

E’ vero: spesso la fotografia è costituita da attimi. E conta anche avere fortuna ed essere presenti quando arriva LA foto. In un reportage di matrimonio, LA foto è quella che ci farà ricordare dagli sposi; è quella che verrà guardata con tenerezza, allegria, commozione nel corso degli anni.
Il ricevimento di nozze di Chiara e Marco si è svolto nell’immenso giardino della casa dei genitori dello sposo. Dopo il pranzo, gli invitati si sono sparsi per il prato e vicino alla piscina, chiacchierando fino al tardo pomeriggio.
Aria frizzante, di fine estate, molti amici intorno agli sposi, molta allegria, la promessa di tanta futura felicità.
All’improvviso, gli amici hanno sollevato di forza Marco e lo hanno gettato di peso in piscina. Subito dopo la stessa sorte è toccata a Chiara.
Ero lì per testimoniare l’evento, con la mia macchina fotografica a rendermi per l’ennesima volta il servizio di essere presente a fissare la vita.
Molti gli scatti, dell’intera sequenza, e dei tuffi successivi degli amici. Ricordo le risate e gli spruzzi d’acqua, ed il bel vestito della sposa zuppo.
Ed ecco la foto che cercavo, per la chiusura dell’album, alle soglie dell’autunno e di una vita insieme: l’abito steso ad asciugare al sole, e una frase beneaugurale di uno dei miei poeti preferiti.

Chi vive una vita vera, ama di vero amore” di Emily Dickinson.
E lo credo davvero. Una sera di fine estate, durante una festa in giardino, dovremmo tutti avere la possibilità di tuffarci nella vita.

(foto di Luca Arnone)

Ispirazione Pic Nic!

Ispirazione Pic Nic! (di Raffaella Ferrari)

Che sia romantico, spiritoso, allegro, a tema, il pic nic è un modo informale e confortevole di festeggiare. Trovate l’occasione, trovate gli invitati (più facile del previsto se il menu è invogliante), trovate la location ideale et voilà! Il gioco è fatto. Sarà sempre un successo, se la compagnia è bene assortita, c’è della musica, del buon cibo e del buon vino.

Se il pic nic è di matrimonio, dategli la vostra impronta.

Organizzate piccoli tavoli romantici e intimi cui far accomodare gli ospiti, con oggetti che rieccheggino lo stile shabby o una festa sul fiume “Old America”. Legno e ferro battuto o invecchiato saranno gli ingredienti vincenti. Sbizzarritevi a trovare nei mercatini dell’usato vecchi candelabri, e oggetti che abbiano respiro di antico.

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Raccogliete gli ospiti e le loro chiacchiere sotto zanzariere di garza che riparino dalle zanzare ovviamente, ma lascino intravedere i raggi della luna e qualche stella cadente per esprimere i desideri più segreti alla luce di mille candele. Vecchie cassette della frutta, balle di fieno e pallets faranno bella figura utilizzati come divanetti e tavolini. Prediligete tessuti naturali, freschi e confortevoli.

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Cuscini che passone! Utilizzateli come sedute improvvisate per gli ospiti, e come elemento di colore e decoro. Stendete sull’erba delle tovaglie d’antan o dei lenzuoli colorati, e illuminate tutto con delle piccole abat-jour create per l’occasione o fila di luci a led che ricordino la visita di tante lucciole.

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Chiudete gli occhi e trovate il vostro tema ispiratore, legato ad un colore, un ricordo, una sensazione. Ricordate che le feste migliori sono quelle in cjui vi siete sentiti “a casa”. Regalate ai vostri ospiti un momento di serenità.

Wedding Pic Nic fra le Vigne

Wedding pic nic fra le vigne (di Isabella De Rorre)

(Foto Luca Arnone)

Il miglior biglietto da visita dell’Atelier “La Sposa” di Belgioioso, sono i sorrisi delle spose quando ricordano le prove del loro abito. Non ce n’è una che non sorrida ripensando a quando per la prima volta ha varcato la soglia dell’Atelier. E ha trovato Donata, Benedetta e Carla ad attenderla.

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La Signora Donata gestisce l’atelier da anni con disciplina ferrea, buon senso, e un’attenzione particolare ai dettagli e alle ultime tendenze della moda sposa. Segue le spose che si rivolgono a lei con piglio deciso ma affettuoso: il suo consiglio è quello definitivo e che conta.

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Benedetta, la figlia, ha raccolto la tradizione famigliare con entusiasmo e con un approccio cordiale e misurato, mai invadente ma presente. Suo è il tocco di allegria, la battuta che scioglie la tensione, il commernto che fa sentire la sposa o lo sposo che si rivolgono all’atelier seguiti e bellissimi. Sue le modifiche e le proposte che fanno di un abito quello giusto, magari stravolgendolo o aggiungendo quel particolare che aggiunge stile e personalità ad una creazione..

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E veniamo alla Signora Carla, che sa che taglia porti un minuto dopo che sei entrato, ma non te lo confesserà mai: anni di esperienza sartoriale le hanno insegnato che non è questione di centimetri ma di felicità. Che esiste l’abito ideale per ogni sposa, al di là della taglia. Che con pochi accorgimenti abili si è pronte ad andare in scena fra l’ammirazione di tutti.

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E quel sorriso che sale alle labbra delle spose ogni volta che si parla dell’atelier lo dimostra.

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Molte le marche che potrete trovare in questo delizioso e competentissimo gineceo, da “Emé di Emé” a “La Sposa.com” solo per citarne alcuni. La professionalità, la gemtilezza, la disponibilità delle titolari e delle loro collaboratrici vale sicuramente una visita. E se entrerete, ne uscirete senza dubbio vestite da sposa!

ATELIER LA SPOSA | 29, Via Xx Settembre – 27011 Belgioioso (PV) | P.I. 02481160188 |

Tel. 0382 969541 | info@lasposabelgioioso.it | www.lasposabelgioioso.it

Bollicine da Pic Nic

BOLLICINE DA PIC NIC (di Emanuela Pagani- Sommelier Ais)

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Cari amici DiVini
Parlando di vini ideali da sorseggiare durante un pic nic mi  viene in mente principalmente  una bollicina meravigliosa che puo’ essere magari un bel franciacorta pas dose’ o un fine rosato estivo.

Oppure un bel vino fresco e giovane da abbinare a formaggi e salumi in grado di esaltarne I sapori semplici senza coprirli con aromaticita’ spinte.

Vini da trasportare rigorosamente nel frigorifero portatile per mantenerli freschi e goderne appieno la fragranza senza pensarci troppo , semplicemente gustati e rigustati  in compagnia ! A meno che naturalmente non si abbiano a disposizione un ruscello o un fiumiciattolo.
Vini che arrivano in bocca e pizzicano piacevolmente il palato e le papille in un allegro concerto di note agrumate e sentori tipicamente estivi.

E poi..via..un ballo sfrenato tra amici a piedi nudi nell’erba col vino che aiuta a riunire I cuori e le menti in una sola divina armonia. .

Perr praticita’possiamo usare I comodissimi flute in plastica usa e getta che lasciano comunque percepire I profumi fruttati del vino senza preoccuparsi troppo della forma!

Godiamoci questa estate sull’erba e…

In alto I calici sempre DiVini amici!

 

 

 

Pic Nic

EN PLAIN AIR, BON TON E SAVOIR – FAIRE (di Anna Ubaldeschi)
“Le déjeuner sur l’herbe’ “ di Manet o il party di Rossella O’Hara nella villa delle Dodici Querce sono un ottimo spunto per un ricevimento fuori dai consueti canoni, per un wedding easy e giovane, una soluzione per festeggiare con uno stile romantico e vagamente retrò.
Il contesto inusuale non deve tralasciare alcune semplici accorgimenti che permetteranno agli ospiti di sentirsi coccolati come in una location a cinque stelle.
Vediamo allora quali sono i consigli del galateo per organizzare un wedding country chic.

Location – Villa privata, tenuta di famiglia in campagna, al lago o in riva al mare, cascinale o parco che sia, essenziale è che vi sia a disposizione un prato ben tenuto ed ampi spazi all’aria aperta circondati dalla natura. Tovaglie di lino o cotone grezzo disposte a terra con numerosi cuscini, saranno l’ideale per rendere bucolico l’evento. Non vanno dimenticati però un certo numero di tavoli con sedute per accogliere le persone più agé, che mal si troverebbero a dover accomodarsi a terra. Pouf, tavolini in ferro battuto all’ombra di qualche albero secolare saranno l’ideale.

Annuncio – indispensabile indicare il dress code nell’invito. Consentirà agli ospiti di utilizzare un outfit adeguato all’evento, indossando capi comodi che permettano di sedersi a terra e godere l’atmosfera di un matrimonio davvero originale.
Al tacco 12 a cui alcune invitate non sapranno rinunciare, è possibile ovviare fornendo delle ballerine o delle flip flop se siamo al mare, disposte in grandi ceste o in vecchi bauli.

Piccole attenzioni – mettere a disposizione degli ospiti l’occorrente per affrontare la giornata in plein air nel migliore dei modi: ventagli per alleviare il caldo, salviette repellenti per gli insetti, salviette detergenti e rinfrescanti.
A conclusione della giornata, un’idea cordiale può essere quella di offrire thé e tisane prima del congedo.

 

Pic Nic dress code

PIC NIC DRESS CODE (di Francesca Fiorentini, Bridal Consultant)

Non ci sarà da stupirsi se nel 2016 sarà boom di pic nic di nozze, grazie al nobile esempio dei novelli sposi Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo. Giovani, al passo con i tempi, sempre meno legati alle antiche tradizioni nobiliari, hanno scelto una formula che ha incuriosito tutti. Io però confesso di aspettare con più entusiasmo il rito religioso, sperando ancora e sempre in un matrimonio da favola. Le immagini della celebrazione civile mi hanno lasciato una certa insoddisfazione e non perché sia una sostenitrice dei matrimoni in pompa magna, anzi, tanto più che si tratta del solo rito civile.
Il fatto è che se non mi avessero detto che si trattava di un pic nic, io forse non l’avrei capito. Mi chiedo quale dress code fosse indicato sugli inviti, data la poca coerenza tra le scelte di stile dei vari invitati. Dai plateaux argentati ai sandali senza tacco, passando per trasparenze, seta dorata e borse mare.
Ecco, lei è stata la mia più grande delusione. La borsa di Charlotte. Tutto il resto nell’insieme poteva funzionare, in virtù soprattutto di cotanta disarmante bellezza, che di nulla ha bisogno per apparire preziosa. Ma nemmeno il suo viso riesce a farmi apprezzare quella borsa, troppo grande, troppo sportiva, troppo scritta. Troppo.

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Poi guardi Paola Marzotto, in tubino dorato e decolleté in tinta: la perfetta mamma della sposa. Per altri tipi di matrimonio. Fuori tema se si parla di un pic nic.

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Sia chiaro: ovviamente non si tratta di una scampagnata in famiglia della domenica. Rimane un matrimonio, seppur civile, e tra nobili. E allora perché Franca Sozzani sembra sul red carpet di un evento di moda, in giallo fluo e con tacchi incompatibili con il più curato dei prati?

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E perché così tante invitate indossano abiti bianchi? E lunghi? Che poi colore e lunghezza sono il minore dei mali.

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Non so voi ma io sono disorientata. Oltre agli uomini, rigorosamente in blu, per fortuna mi rimangono una certezza e una consolazione.
La certezza è Marta Marzotto: sempre lei, coerente, inimitabile, sopra le righe ma tutto sommato adatta ad un pic nic.

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La consolazione è Lavinia Borromeo: raffinata e sobria senza sforzo. Praticamente perfetta.

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Per non dimenticare che i protagonisti del matrimonio sono gli sposi, solo applausi per Beatrice Borromeo che trovo romantica, elegante e perfettamente in tema. Qualcuno dice che la linea dell’abito non le dona. Può essere ma chi ha stile e grazia non ha bisogno di apparire necessariamente più magra.
Rimane Pierre: non si vede molto bene ma forse avrei asciugato leggermente i pantaloni; però si sa, gli uomini di corte sono fedeli a uno stile puramente classico.

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Per concludere molto brevemente, dal momento che ogni matrimonio è a sé e i fattori da tenere in considerazione possono essere tanti, le regole da rispettare sono poche e non fisse: in linea generale, se siamo invitati a un pic nic, è bene optare per tessuti più naturali, non lucidi, scarpe comode e niente strass o lustrini. Sarà cura delle donne evitare qualsiasi elemento che possa in qualche modo confonderle con la sposa. Ricordiamoci che dobbiamo onorare l’evento con la nostra presenza curata ma mai esagerare, per non distogliere l’attenzione dagli sposi.

Evviva gli sposi!

(Foto: Vanity Fair, Vogue)

Mini Questionario di Proust

Liberamente ispirato al questionario di Proust: una dolce intervista a Ilaria Pelucchi

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  • Quale è la wedding cake perfetta?

Quella che quando arriva in sala suscita un sonoro “Ohhhhhhh”

  • La più grande paura nel preparare una torta?

Non accontentare i desideri degli sposi sia dal punto di vista estetico che del gusto

  • Per quale personaggio storico avresti voluto preparare un buffet di dolci?

Napoleone Bonaparte che era un amante dei dolci e un golosone

  • E per quale personaggio vivente?

Madonna, ovviamente!

  • Che cosa ti piace di meno della tua attività?

 La parte burocratica/contabile

  • Quale è la massima stravaganza ne decorare una wedding cake?

Amo molto le armonie sia nelle forme che nei colori, e, quando mi chiedono di mettere “troppo”, faccio veramente fatica…less is more!

  • In che occasione le ciambelle non sono uscite con il buco?

Visto che di solito le wedding cake si progettano con largo anticipo, per ora (tocco ferro), non c’è stato nessun flop. Ciò mi sprona a curare sempre i dettagli e a studiare molto bene tutti gli aspetti, dalla progettazione a bozzetto alla consegna in loco.

  • Quale è l’ingrediente che usi che meno ti piace?

Il burro non è tra i miei elementi preferiti, ma devo dire che ho trovato una ricetta molto buona in cui questo elemento si amalgama molto bene.

  • Di che film vorresti essere la protagonista?

Sliding doors…anche se in realtà ho reinterpretato la trama salendo su tutti i treni che vedevo passare.

  • Quale è il grande amore della vita di una cake designer?

L’armonia

  • Quando e dove sei stato più soddisfatta del tuo lavoro?

L’anno scorso in Grecia, a Creta, durante un seminario, le presenze di pasticceri è triplicata rispetto alle previsioni. Tutti volevano vedermi lavorare e questo mi ha molto inorgoglito.

  • Di quale ingrediente segreto ti piacerebbe disporre?

Il dono di dare felicità…anche se facendo e decorando le mie torte un po’ di felicità la dono.

  • Quali sono i tuoi punti di forza?

Credo di saper bene interpretare i desideri delle persone che si rivolgono a me, trasformando in colore i loro sogni.

  • Quale è il tuo stato d’animo quando entri in laboratorio la mattina?

“Ready, steady, GO!”

  • Quale è il dolce di cui sei più orgogliosa che hai preparato?

La torta che per prima mi ha dato l’input per iniziare a fare il mio lavoro: quella che ho fatto per mia sorella nell’agosto 2011.

  • Cosa è il peggio che ti possa capitare nel preparare una torta?

Non riuscire a rispettare i tempi di creazione dei vari elementi della torta.

  • Dove vorresti vivere?

Al mare.

  • Quale è il dolce che cucini più volentieri?

La torta di mele. 

  • Chi sono i tuoi scrittori preferiti? A chi dedicheresti un cupcake?

Elisabeth George. Stephen King.

  • L’ultima torta sarà…?

Piena di colori.

  • Quale è il tuo motto?

La fortuna aiuta gli audaci.

 

 

 

Pic Nic a Dubai

Pic Nic a Dubai (di Sabrina Vimercati)

Che sia di matrimonio (poco diffuso perchè l’evento wedding è visto e vissuto come momento speciale e degno di nota) o semplicemente ludico, anche a Dubai il pic nic è una consuetudine che si ripete ogni anno.

Da ottobre a marzo …inizia outdoor season…
Il venerdì giorno sacro come per noi la domenica e anche il sabato nei vari parchi di Dubai si trovano sia persone del mondo arabo…sia tutti gli expat in generale…indiani…filippini…occidentali, che in orari differenti si riuniscono con amici e famigliari per dei bellissimi e ” mangerecci” pic nic
Quasi tutti i parchi sono dotati di angoli barbeque…con corner attrezzati dove accendere il fuoco e mettere le griglie
C’è chi si porta teli…tappeti…tavolini…sedie…E pentole e teglie piene di ogni bontà!
Difficile trovare un cestino con 2 panini e un pò di frutta….Di solito sono dei pranzi luculliani…che vanno avanti fino al.tramonto…e oltre
Logicamente nn può mancare la grigliata di carne. E mentre si mangia…si chiacchiera…i bambini giocano e scorazzano tra i vari play ground e prati…
Si cerca di sfruttare i periodi dell’anno meno caldi
Ah ..ultimamente alcuni ristoranti ti preparano il cestino x fare un pic nic senza stancarsi per preparare tutto da soli
Uno dei più bei parchi secondo me è Zabeel park
Logicamente essendo un paese musulmano si pasteggia a succhi di frutta…acqua e bibite tipo Coca Cola e Fanta. Bandito il vino. Così come il maiale.
Buon pic nic!

Capitolo V – Prendi Nic

Capitolo V – Prendi Nic (di Marco Lui)

“Prendi Nic, per esempio. Lui non sbaglia un colpo” Punto fermo – Riferimento per giovini uomini e giovini donne, un paio di anni in più della media della tua compagnia e per aspetto e comportamento l’ esempio da imitare e da seguire per tutti. Nicola – bello come un adone, sguardo vivace e magnetico, voce profonda e suadente, attraente e interessante solo per come si muove, catalizzatore delle attenzioni del gruppo quando espone le sue idee. Taciturno quando serve, mai sopra le righe e… Fallace come un angelo caduto dal cielo. Perché anche Nic ha fallito un colpo, anzi ne ha combinate “un paio”: e tutte nello stesso giorno. Si da il caso che arrivata l’età della patente e della sospirata indipendenza – finalmente automuniti ci si sposti verso lidi più remoti e si organizzino le più svariate feste ed occasioni di fuga dalla noia quotidiana. Pescata da Nic – approvata dal gruppo – “ideona!!!” Festa al parco Adda Sud. “Si dai, pomeriggio pranzo al sacco, pallone, grigliata, passiamo la notte al parco e facciamo il Falò (e chitarra )” “Nic sei un grande!” Tutte le ragazze in trepida preparazione fantasticando di ritagliarsi un momento da sole con Nic affilano le armi e si ingegnano. Tutti i ragazzi in trepida preparazione, pronti a devastarsi e/o a sognare di agganciare una tipa della compagnia nella notte stellata( macché – queste hanno lo sguardo puntato altrove…) A Nic… torniamo a Nic, perché oggi ha imparato la lezione più importante: Anche se hai “i numeri” non tutto fila sempre liscio e a volte è meglio organizzarsi. Anzi per un pic nic, o festa all’aperto che sia – mooolto meglio organizzarsi. Punto 1 – puoi essere bello quanto un semidio, ma non puoi plasmare il tempo metereologico, almeno preparati Punto 2 – gli invitati o partecipanti devono poter coesistere assieme – i sorrisi vanno dosati Punto 3 – falò e chitarra sono un ottimo connubio ma non devono stare troppo vicini H 17:03 Quindi tutto bene l’arrivo, grande entusiasmo per tutta la compagine che ha sfiorato il disastro: Oggi bel tempo ma ieri ha piovuto , quasi saltava il seratone (poveri ingenui) “Dai ragazzi mettiamoci qui” Ma mai posare il classico tappeto prima di aver verificato il terreno. E Nic da inizio alla festa buttandosi sul tappeto H 17:05 Nic ed il tappeto sono completamente zuppi, l’erba sotto di loro già lo era. La compagnia si sposta alla ricerca di una porzione di terreno asciutto. Anna si propone di prestare il proprio maglioncino largo a Nic, per non lasciarlo bagnato ed infreddolito, Nic sorride – Laura prende nota. H 17:27 il campo base è pronto, il tappeto strizzato e risteso al suolo fungerà per la raccolta legna del falò. I ragazzi si mettono all’opera. Le ragazze preparano il tavolinetto con le vivande, i ragazzi impazienti incominciano a stappare birre e a tirare calci al pallone. Laura si avvicina a Nic per scaldarlo (dice) – Nic sorride. Anna immagina di versare un bottiglino di Guttalax nella birra di entrambi. H 18:07 Nel frattempo il vento si alza,le nubi oscurano il sole, incomincia a cadere una pioggia finissima. Il terreno si bagna, il tappeto si bagna ( di nuovo), le vivande vengono rinchiuse in sacchetti sul tavolinetto. Il tavolinetto sprofonda sotto il terreno umidiccio, tutto il cibo si ribalta diventando immangiabile. La pioggia magicamente si interrompe e ragazze e ragazzi carichi di giovinezza non si perdono d’animo e decidono di asciugarsi accendendo il falò trangugiando qualcosa… Ormai le calorie ingerite derivano solo dalle bevande alcoliche. H 19:22 la legna è un po’ più asciutta ed il dio sole in buona – il falò prende finalmente vita. Nic, coi risvolti al ginocchio, senza calze ne scarpe, senza maglietta ne maglioncino e infreddolito come un ghiacciolo si avvicina al fuocherello per scaldarsi cercando conforto nella settima birra. H 19:24 Le ragazze guardano Nic seminudo e sono già calde. Laura gli porge la chitarra e gli chiede di suonare qualcosa. Anna si avvicina “per sentire meglio” (dice) Laura allora tira i capelli ad Anna per decidere dove l’occhio ed il sorriso dell’ Angelo stessero mirando – e più tira forte i capelli e più pensa di avere ragione. Nic lancia la chitarra e si tuffa sulle ragazze per intervenire. La chitarra colpisce Adriano in testa La testa di Adriano un po’ sbronza getta la chitarra nel falò I ragazzi cantano celebrando il rito funebre jedi per la chitarra – resteranno le corde… Nic interviene per sedare le ragazze Anna morde Nic. Nic urla 3 punti per Nic ( di sutura al braccio) e 2-0 a tavolino per comportamento scorretto, 4 anni di daspo per Anna. H 17:32 Quattro anni dopo: Nic sposa l’infermiera del pronto soccorso Nic organizza un pic nic in famiglia con moglie e bimbo, nel caso di pioggia c’è l’area gazebo a portata di bimbo Ma questa volta tutto andrà come sperato: Anna saluta Nic da lontano

 

Articolo mostra Bellissima

“Bellissima” (di Alessandra Agostini)

Nella avveniristica struttura del Maxxi è stata presente fino al 3 maggio la mostra “Bellissima. L’Italia dell’Alta moda 1945-1968”.

Che l’alta moda italiana è da sempre rinomata in tutto il mondo è ormai scritto nella storia. Ma questa mostra non è un omaggio alla nostra storia sartoriale (o meglio, non è semplicemente questo) bensì è il racconto sognante di un’epoca. Ogni abito parla di una favola, ogni accessorio riporta alla memoria i grandi film della nostra infanzia, i gioielli ci restituiscono l’immagine delle attrici più belle del mondo per le quali sono stati creati.

L’emozione inizia fin dall’ingresso della mostra, che lascia già intravedere delle creazioni. E’ la sezione “Space”. Paillettes, lurex, frange, placche che disegnano corpetti in alluminio. Nel luccichio che emanano, quasi si possono vedere scene di dive e giovani donne alto borghesi che si muovono sinuose sulle piste del Piper Club.

 

Lo sfavillio continua nella zona Esotismi. L’attrazione per l’oriente si proietta nei preziosi ricami floreali e disegni geometrici che arricchiscono un particolare, un polso o il collo fino a contaminare l’intero abito. E’ l’apoteosi del lusso. Nasce in questi anni il Pijama Palazzo, ideato da Irene Galitzine,  che arriva su tutte le copertine di Vogue anche se, ad attirare la mia attenzione, è uno splendido Valentino in seta di raso con bordo di paillettes e strass, indossato da Jacqueline Kennedy Onassis negli anni 67-68. E’ talmente bello che probabilmente non poteva essere altrimenti.

 

 

L’abito da cocktail forse oggi non si usa più molto, il nostro aperitivo è un momento più informale ed easy, ed è un vero peccato. Il tardo pomeriggio era il momento della giornata nel quale si poteva osare più del giorno ma non quanto la sera. Era la “via di mezzo” perfetta nella quale si potevano sfoggiare le prime creazioni ardite delle grandi firme o accessori particolari, come borse o scarpe gioiello o ancora bijoux mozzafiato. Gli artisti iniziano a giocare con le forme e le applicazioni diventano parte del tessuto dell’abito stesso. Ancora un Valentino mi conquista…ovviamente rosso…ovviamente bellissimo. Ma devo ammettere che anche l’abito corto in tulle di Gigliola Curiel appartenuto a Silvana Pampanini non è affatto male, anzi.

Fiato alle trombe, rullo di tamburi: arriva la gran sera.

Che dire, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Compaiono all’appello anche le creazioni delle sorelle Fontana e il gioco è fatto. La mente corre alle serate dei grandi eventi, il tappeto rosso, le feste a palazzo, le prime a teatro. Ogni abito è un’opera d’arte unica e irripetibile, fantastica nello stile perché “deve” essere appositamente lontana dalla realtà. Tessuti pregiati, piume di struzzo, gioielli fiabeschi con gemme preziose della Bulgari Heritage Collection. Semplicemente divini.

Nella sezione intitolata al Cinema si possono ammirare gli abiti scelti dalle grandi produzioni di Hollywood e di Cinecittà per le dive della Dolce Vita, ma anche gli abiti per le prime trasmissioni televisive ad alto audience, come la creazione in perle e Swarovski di  Fausto Sarli indossato da Mina per la trasmissione “Studio Uno”. Davvero emozionante vedere le creazioni di Salvatore Ferragamo per Marilyn Monroe (décolleté raso oro e décolleté coccodrillo) e per la nostra Sophia Loren (stivaletto tessuto e décolleté ricamo).

Non poteva mancare poi una sezione dedicata al Bianco e Nero, i 2 (non) colori per eccellenza in fatto di moda. Degni di nota un Emilio Schuberth creato per Gina Lollobrigida, due abiti pantalone firmati Valentino e Fendi e, sempre di Fendi, uno splendido cappotto doppio petto in visone.

Nella sezione dedicata al Giorno si percepiscono chiaramente i progetti dei grandi stilisti che sperimentano nuove forme di creatività senza l’utilizzo di materiali preziosi e tessuti pregiati ma ottenendo comunque risultati di altissima qualità. Sono i precursori del moderno pret-a-porter.

 

Ultima ma non ultima la sezione Arty, che ben si sposa con l’esposizione qua e là di qualche opera d’arte moderna dell’epoca. L’atelier e il laboratorio sartoriale come luogo di incontro culturale fra stiliti e artisti, per dar vita a nuove forme di espressione. Capucci, Marucelli e Mila Schon sono gli stilisti che meglio incarnano questo stile.

 

La borsa della sposa Boho Chich

La borsa della Sposa (di Alessandra Agostini)

Care spose non illudetevi!

Anche se avete deciso di tenere il vostro ricevimento in un parco, tra tovaglie a quadri e fiori di campo, la vostra borsa non potrà essere, in nessun caso, una shopper di paglia di proporzioni maxi.

Una sposa è pur sempre una sposa! E la sua borsa dovrà essere sempre e comunque una pochette adatta a una cerimonia. Possiamo accordarci su materiali e i colori ma le dimensioni saranno adeguate a quello che l’etichetta prevede. Il contenuto sarà quindi necessariamente minimal: gloss, repellente naturale contro gli insetti, cipria, salviettine rifrescanti e piccola confezione di eau de toilette. Smartphone solo se non potete rinunciare ai selfie con neosposo e invitati. Ed è davvero l’unica eccezione che vi concediamo.

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Abbiamo trovato per voi questo splendido outfit della vintage collection 2015 di rembo styling con una pochette dalle tinte tenui.

Foto: http://www.abitipersposa.com/rembo-styling-collezione-vintage-2015-abiti-sposa/

Ogni donna una stella

Ogni donna una stella – La sposa di Alessandro Angelozzi (di Isabella De Rorre)

 

Durante l’ultima edizione di “Si Sposa Italia Collezioni” tenutasi a maggio, presso il Westin Palace di Piazza della Repubblica a Milano, il couturier  Alessandro Angelozzi ha presentato la collezione Sposa 2016, dal favoloso tema “Amazing Stars”.

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Alessandro Angelozzi è innanzi tutto un professionista disponibile e umile. Creatore di abiti che sembrano senza peso, nonostante il loro volume sia considerevole, è persona gentile e affabile, premuroso nei confronti di tutti gli invitati alla sfilata.

Modelle bellissime, atmosfera incantata, enfatizzata da un fondale blu notte e dalla presenza (che ci ha accompagnato anche una volta usciti come la polvere di stellle di Campanellino) di una nuvola argentata spray.

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I temi? La Dolce Vita, senza dubbio: un richiamo nostalgico e rispettoso ad un tempo in cui le donne erano davvero delle stelle, delle star del cinema. E allora via a linee curatissime e ad architetture stilistiche ardite.

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E poi: Il Grande Gatsby. Linee scivolate e sinuose, ad enfatizzare la naturale bellezza delle forme femminili; uso di perle e altri decori preziosi, che sottolineano scollature e spalline. Sete e pizzi si alternano a creare trasparenze sexy ma ricercate.

Le spose che vestiranno Alessandro Angelozzi sono sicure di sè e non temono di mostrarlo, aiutate anche dalla possibilità di tenere o togliere strascichi importanti ma remobibili e sopragonne che una volta rimosse lasciano le gambe nude e agio per ballare fino a tarda notte.

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La collezione è divisa per segni zodiacali: ad ogni segno corrispondono caratteristiche che sono perfettamente attese dai tessuti, dai giochi stilistici, dai colori e dalle forme utilizzate.

Abiti da sposa che sono anche magistrali abiti da sera. Volumi, come già detto, senza peso apparente, eppure costruiti con maestria e perizia sartoriale squisite.

Con gli abiti di Alessandro Angelozzi, davvero, ogni donna è la protagonista assoluta del film della propria vita!

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Alessandro Angelozzi- Roma/Milano/Pescara/Teramo- www.alessandroangelozzicouture.it- info@alessandrocouture.it tel. +39 0861 81 82 40