Le piante dei nostri balconi

(di Antonella De Lucia)

Il freddo è inesorabilmente arrivato e dagli armadi abbiamo dovuto rispolverare maglioni pesanti, sciarpe e guanti per ritrovare un po’ di confortevole calore. Ma ci siamo ricordati di proteggere dal gelo anche le piante in vaso che sono cresciute rigogliose sui nostri balconi allietandoci per tutta l’estate? Bisogna infatti considerare che molte di loro non sono abituate ai nostri inverni rigidi perché provengono da climi tropicali dove le temperature sono sempre tiepide e il tepore del sole non si affievolisce mai. Dopo la fioritura estiva con l’autunno queste piante hanno iniziato un periodo di riposo vegetativo, durante il quale la fotosintesi è limitata; questo ci consentirà di spostarle più facilmente all’interno senza causare stress e sofferenza

Una volta tra le mura domestiche sarà indispensabile cercare di ricreare il loro habitat abituale trasformando uno o più angoli della casa, possibilmente ben illuminati, in una serra improvvisata. Dei ripiani nel bagno, una scaffalatura provvisoria in sala, un tavolino in cucina o più semplicemente una zona del salotto provvista di portavasi (per salvaguardare il pavimento) saranno i luoghi preposti ad accogliere una miscellanea di piante con il duplice effetto di proteggerle e rallegrare gli ambienti interni.

Ricreare un clima caldo con temperature non troppo alte e un certo grado di umidità sono le condizioni essenziali per proteggere le piante durante la stagione invernale. Basteranno in più alcuni piccoli accorgimenti per non danneggiarle come esporle alla luce naturale di una finestra, tenerle lontane da spifferi, fonti dirette di calore o luoghi dove si possano generare correnti d’aria fredda. Con l’arrivo della primavera e di climi più temperati, saranno pronte per ritrovare il loro posto sui nostri terrazzi.

Sperando che queste poche righe possano rivelarsi utili, vi propongo una serie di immagini da cui prendere ispirazione.

(Photo by Pinterest)

Mobili in pelliccia

(di Antonella De Lucia)

Il mese di gennaio ci introduce in quella stagione dell’anno caratterizzata da temperature gelide, terreni ghiacciati e cieli azzurri. Questo panorama poco ospitale limita le nostre attività all’aperto e di conseguenza nasce in noi il desiderio di rendere la nostra casa più accogliente per trascorrervi le giornate circondati da un caldo abbraccio.

Come è possibile apportare i cambiamenti necessari per adeguare gli ambienti della casa alla stagione invernale? Sono pochi gli accorgimenti che con una spesa limitata, ma tanta creatività permetteranno un cambio di look degno di una casa avvolgente in cui potersi riparare dal freddo inverno.

La selezione di arredi che vado oggi ha proporvi e diventata velocemente un trend e negli ultimi anni sta prendendo sempre più spazio su riviste del settore e case produttrici di mobili: l’utilizzo della pelliccia, rigorosamente sintetica, nella decorazione d’interni. In commercio è ormai possibile trovare morbidi cuscini pelosi, plaid e tappeti di pelliccia, ma anche poltrone, pouf e sedie proposte nei più svariati colori, realizzati da diverse case di arredamento per soddisfare tutte le tasche.

Grazie poi alla continua evoluzione tecnologica e a nuovi processi produttivi, questo tessuto peloso sintetico non ha più un aspetto kitsch: per la sua morbidezza e per il suo aspetto sempre più simile al vero si adatta ad ogni stile di arredamento rendendo ogni superficie morbida, accogliente, ma al tempo stesso tempo trendy.

Spesso utilizzata per l’arredamento delle case in montagna in perfetto stile rustico, la pelliccia sintetica si adatta perfettamente a riscaldare gli ambienti minimali e ultramoderni.

(Photo by Pinterest)

#methroughtheobject – Sara Giovanna Carletti

Impossibile non amarla, non fosse altro per aver riunito forma e sostanza nelle sue creazioni, leggerissime e colme di anima.

Sara Giovanna Carletti è il cuore di Allloveyou, brand di gioielli da collezionare tutti.

Per la nostra rubrica, ha scelto un paio di orecchini, da cui tutto è partito, e tre parole, che la descrivono e delineano la sua produzione:

Poesia, Amore, Fantasia

La trovate qui: website allloveyou.it ; fb allloveyoujewels ; ig allloveyoujewels

#methroughtheobject – Monica Gasperini

Architetto e designer, innamorata della bellezza, del blu e dei tessuti ricchi, decisi, versatili.

Monica Gasperini si è descritta come:

Determinata, Eclettica, Entusiasta.

Monica attraverso la sua creazione è: Ondulé Swing Altalena. Elegante, Avvolgente, Scultorea.

La trovate qui: fb monicagasperiniarchitetto – ig monicagasperini -web site monicagasperini.com

#methroughtheobject – Luca Baroni

Designer eclettico, con un dna intriso diunderstatement e una vision progettuale incisiva e riconoscibile, Luca Baroni è l’anima di Sillabe Design.

Tavoli, tavolini, complementi di arredo funziobali, moderni, efficaci. Come ha identificato il suo modo di progettare e questo prototipo di Tavolo?

Essenziale
Invisibile
Inclusivo

Lo trovate qui

Fb: @sillabedesign – Ig: sillabe_lc.b – sito sillabe.studio

Me through the object

(di Isabella De Rorre)

Chi crea, esiste attraverso gli oggetti creati. Finisce per somigliare loro, meglio: è, gli oggetti ideati. Il processo tramite il quale un artigiano o un designer plasmano o scelgono qualcosa, diventa identificazione, riconoscimento, a volte simbiosi. Da qui, l’idea di dare voce ai creativi, chiedendo loro di identificarsi in un oggetto creato, attribuendogli tre definizioni.

Da qui, dal pensiero: “Gli oggetti siamo noi”, ecco #methroughtheobject.

Da domani, sabato 9 gennaio, ogni giorno un oggetto, ogni giorno chi lo ha progettato, creato, sognato.

Pantone 2021

(di Antonella De Lucia)

L’anno nuovo è cominciato e mai come oggi sentiamo il bisogno di una iniezione di coraggio e speranza per intraprendere il cammino che ci attende.

Ecco perché, come da tradizione, il Pantone Color Institute sceglie un colore tra la sua vasta gamma di toni che determinerà le tendenze del design, della moda, del make-up e di altri campi per l’anno a venire. Per questo 2021 due sono state le tonalità selezionate: un giallo brillante carico ma non aranciato, denominato Illuminating, per evocare la “promessa ottimistica di una giornata piena di sole”, e un grigio non troppo scuro, detto Ultimate Grey, sinonimo di “compostezza, stabilità e resilienza”.


Un giallo che trasmette calore e un grigio che comunica solidità si sposano meravigliosamente in un binomio elegante e classico per ricreare uno spazio interno tranquillo e protetto dove poter dimenticare le incertezze di ciò che rimane fuori.
Nell’arredo di ogni stanza della casa l’utilizzo di questi due colori abbinati non potrebbe essere più semplice; il grigio usato come colore per le pareti si può rischiarare con l’accostamento di elementi d’arredo gialli, mentre, al contrario, l’uso del giallo sui muri può essere smorzato da accessori dai toni del grigio più sobrio; pensili e basi bicolor sono di gran moda negli ultimi anni mentre in camera da letto la versatilità delle due tonalità permette di dare libero sfogo alla fantasia e alla creatività.


Le soluzioni che vi propongo di seguito sono tra le mie preferite.
(Photo by Pinterest)

Coco Chanel

La forza di essere se stessi. (maestra dentro la vita)

(di Marianna Porcaro)

Ha rivoluzionato il modo di vestire delle donne, creando uno stile unico, intramontabile. Decisa, tenace, orgogliosa, ha lottato con forza per riscattare le sue umili origini, riuscendo a fare del proprio nome sconosciuto un punto di riferimento imprescindibile nel campo della moda. Una donna libera, audace e anticonformista ( “sono stata una bimba ribelle, una innamorata ribelle, una sarta ribelle”) che non ha avuto paura di essere se stessa. 

“Un mondo finiva, un altro nasceva. Io ero lì pronta”. Con Gabrielle Chanel ( in arte Coco) spariscono busti, stecche di balena, insieme agli strati di sottovesti e corpetti stretti fino al soffocamento. “Come fa un cervello a funzionare sotto a certe cose?”, diceva. Accorcerà audacemente le gonne, inventerà tutto: la marinara, il cardigan e i completi in maglia, il tubino nero, il blazer con i bottoni dorati, il tailleur in tweed profilato, i primi pantaloni per le donne, le scarpe bicolori aperte dietro, la borsa a tracolla impunturata con la catena dorata, l’uso del gioiello finto allegramente mescolato alle pietre preziose. Utilizzerà per la prima volta materiali come il jersey. Prenderà spunto dal vestiario maschile per creare capi iperfemminili. Inventerà il lusso della semplicità.

“Sono pronta a tuffarmi nelle occasioni che si presentano”. Aveva fatto la commessa, tentato la fortuna come cantante. Il suo destino speciale Coco lo ha costruito grazie al suo talento e alla sua forza di volontà di realizzare se stessa, seguendo soltanto il suo intuito e le sue segrete aspirazioni. Sfidando anche le convenzioni sociali: con una vita sentimentale anticonformista, piena di ricchissimi amanti (e di amori sfortunati).

Tagliare, cucire, piegare la stoffa alla sua volontà, rifinire orli, fu l’attività incessante che l’accompagnò per tutta la vita. Le forbici feticcio portate attorno al collo e tenute con un foulard bianco, Coco crea per divertirsi, per essere soprattutto una donna libera. Perfezionista, esigente, attenta ai dettagli. Coco vacilla (nel 1954 la collezione presentata fu un insuccesso) ma continua a battersi per recuperare la corona con rinnovata grinta ed entusiasmo. E torna a dettare legge, imporre il suo stile, la sua visione della donna. Lavorerà instancabilmente fino all’ultimo giorno della sua vita. “Ho scelto quel che volevo essere e lo sono”. Coco ha saputo miscelare talento, orgoglio, rabbia, desiderio di rivalsa. “Detesto abbassarmi, piegarmi, umiliarmi, mascherare ciò che penso, non fare ciò che mi piace”, diceva. Non dover niente a nessuno, non dipendere dagli altri. Questa è stata la sua ossessione. Ambiziosa e determinata, impetuosa e vendicativa, “l’assoluto di un carattere che suggeriva il caldo e il freddo”, come scrive Paul Morand (Chanel, edito da novecento) lottò tenacemente per riscattare un’infanzia durissima, segnata dal rigore e dalla solitudine, trascorsa in un orfanotrofio. Il famoso tubino nero, creato nel 1926, ancora oggi un must nel guardaroba femminile, è stato la sua personalissima rielaborazione della funerea divisa che fu costretta a portare. 

“Per essere insostituibili bisogna essere diversi”

Smart Working

(di Antonella De Lucia)

Lo smartworking (o lavoro agile in italiano) è una modalità di lavoro che abbiamo imparato a conoscere in questi ultimi mesi; caratterizzato dall’assenza di vincoli spaziali e a volte anche temporali questa attività lavorativa riesce a conciliare tempi di vita e lavoro nello spazio casalingo favorendo al contempo la produttività. Ma dove sarebbe meglio posizionarsi per svolgere il lavoro da casa? Sicuramente nelle vicinanze di una fonte di luce naturale, se non addirittura sotto una finestra.

Collocare una piccola scrivania sottofinestra offre senza dubbio alcuni rilevanti vantaggi, prima di tutto quello di guadagnare spazio all’interno degli ambienti piccoli della casa rendendoli più funzionali. Inoltre una scrivania ben illuminata è fondamentale per svolgere attività lavorative o per studiare al meglio senza affaticare la vista.

Per sfruttare al massimo questa tipologia di arredo, va selezionato con criterio il locale, ma soprattutto il vano finestra da adibire ad angolo ufficio per poi progettare delle soluzioni ottimali e confortevoli. Le sue dimensioni saranno determinanti: se lo spazio è ridotto sarà preferibile scegliere un piccolo tavolino o optare per una soluzione su misura, mentre se la superficie vetrata è ampia, una lunga mensola a muro o una scrivania antica o vintage potranno rispondere a tutte le esigenze lavorative.

Non va dimenticato infine di predisporre delle apparecchiature tecniche per la luce artificiale e il collegamento internet, degli accessori aggiuntivi come contenitori o cassetti, una seduta comoda ed ergonomica che consentiranno di ottimizzare al meglio questo spazio della nostra casa.

Fucsia in arredamento

(di Antonella De Lucia)

Avete bisogno di dinamismo ed ottimismo per affrontare queste giornate di inizio estate? Aggiungete allora un tocco di fucsia alla vostra casa. Questo colore acceso, allegro e brillante, ma con un che di ipnotico, ha la caratteristica principale di combattere lo stress e stimolare la creatività.

Usato molto spesso nell’arredamento d’interni e per molti oggetti di design, la sua tinta decisa e vivace alla lunga potrebbe stancare un po’: meglio allora introdurre pochi elementi decorativi di questa tonalità, come un tappeto, dei cuscini, piccoli soprammobili o un quadro dai toni intensi. Ma se non si ha paura di osare si può introdurla in tutti gli ambienti della casa scegliendo il fucsia per un mobile libreria, per un tavolo da pranzo per gli elettrodomestici della cucina o per il divano.

Un complemento d’arredo in fucsia si adatterà sia alle pareti bianche, dove risalterà alla perfezione, sia ad ambienti dalle tonalità più scure, dove creerà un contrasto deciso e rivitalizzante, come potrete vedere nella selezione di immagini che vi propongo oggi.

(Photo: Pinterest)

Zona pranzo in cucina

(di Antonella De Lucia)

Mangiare in compagnia di amici e famigliari rappresenta un momento di condivisione e socializzazione, ma è anche un evento piacevole in quanto stimola la cura del proprio benessere, un’abitudine salutare e gratificante.

La cucina è il luogo consacrato a consumare i pasti ed è proprio per questo che si tende sempre più a ricavare una zona pranzo all’interno di questo ambiente. Molto spesso trovare posto per un tavolo risulta difficoltoso a causa delle misure sempre più scarse delle cucine, ma non bisogna arrendersi perché esistono delle soluzioni davvero uniche.

Gli spazi dining che vi propongo oggi sono funzionali, gradevoli ed equilibrati a tal punto da rendere ancora più affascinante l’ambiente cucina a cui sono destinati.

Non sono necessari troppi accessori per realizzare un arredo di gusto: un tavolo tondo con sedie in legno di design, uno rettangolare in stile scandinavo, il tavolo in legno grezzo con gambe e sedie colorate o affiancato da panche e sgabelli, quello antico della nonna o vintage anni ’70. L’attenzione ai dettagli è determinante, come la scelta dei toni di colore e la giusta posizione per rendere lo spazio pranzo sofisticato e confortevole al tempo stesso.

Poche sono le regole per predisporre un angolo pranzo di tutta comodità e per potersi muovere facilmente: la distanza tra il tavolo e la parete deve essere di circa cm 60, mentre tra il tavolo e i mobili della cucina di almeno cm 90.

Dopo queste piccole accortezza non posso che augurarvi buon appetito!

(Photo Pinterest)

Cassettiere industriali

(di Antonella De Lucia)

L’arredamento vintage è quanto mai di moda e sempre più spesso le nostre abitazioni si popolano di elementi d’arredo che ci ricordano il passato. Ancor più ricercato è ormai il riuso di mobili vintage “industrial”, provenienti da vecchi negozi, fabbriche in disuso, laboratori tipografici e ferramenta.

Questo stile industriale è un tipo di arredamento contemporaneo entrato in voga una decina d’anni fa, soprattutto per arredare loft e open space. Ma la sua storia nasce a New York intorno alla metà degli anni 50, quando si iniziarono a recuperare vecchie strutture dismesse e grandi spazi industriali come abitazioni civili.

Ecco allora come la mia scelta sia caduta su una selezione di cassettiere industriali dedicate a coloro che ricordano con nostalgia quelle atmosfere retrò e che desiderano dare un tocco di originalità alla propria casa.

Costruite principalmente in legno povero o in ferro, sono caratterizzate da una serie di cassetti di varie misure, ma sempre di dimensioni ridotte. Spesso usate per contenere piccoli oggetti, queste cassettiere non rispondono a pieno alle regole della praticità così da limitarne l’utilizzo. Anche le loro dimensioni, spesso fuori standard, possono creare dei problemi di collocazione negli spazi ridotti delle moderne abitazioni.

Nonostante ciò il loro aspetto vecchiotto e un po’ rovinato le hanno rese un elemento d’arredo assai ricercato e accattivante, come spesso si può vedere sulle riviste del settore e sui cataloghi di catene di mobili in serie, che ne riproducono l’aspetto esterno riadattandole con misure più consone agli ambienti domestici.

Christo

(di Antonella De Lucia)

L’artista Christo Vladimirov Javacheff, meglio noto come Christo, è mancato all’età di 84 anni nella sua casa a New York. Nato il 13 giugno 1935 a Gabrovo, in Bulgaria è considerato uno dei maggiori rappresentanti della Land Art degli anni ’60 e viene ricordato soprattutto per i suoi monumenti impacchettati. Con la sua forma d’arte aveva superato le regole del mondo artistico intervenendo con spettacolari istallazioni sul territorio naturale, in particolare in grandi spazi come deserti, praterie, laghi.

La sua poetica consisteva nel fare del mondo la tela su cui rappresentare il suo spirito e le sue tematiche artistiche. Questa approccio fu considerato rivoluzionario, soprattutto agli esordi, quando le opere d’arte erano confinate nelle gallerie. Le sue creazioni effimere e di breve durata, erano pensate per attirare l’attenzione di cittadini e comunità portandoli a guardare con occhi diversi quei paesaggi che nella routine quotidiana passano inosservati.

Lo ricordiamo certamente tutti per la sua istallazione italiana Floating Piers del 2016, una passerella dorata galleggiante sul lago d’Iseo su cui hanno camminato migliaia di visitatori.

Mobili in Bambù

(di Antonella De Lucia)

Visto il successo che hanno riscosso le tappezzerie tropical, volevo oggi suggerire alcuni complementi d’arredo da accostare a questo stile etnico: i mobili in bambù. Simbolo di naturalezza e di raffinatezza questo materiale naturale richiama immediatamente alla mente immagini di luoghi lontani. Proveniente dall’Oriente geografico e culturale, è ormai diffuso anche in Europa soprattutto per la sua adattabilità climatica, ma anche per la sua crescita veloce.

Il bambù è un insieme di diverse piante verdissime, perenni e sempreverdi, che dopo il taglio assume una calda colorazione nella gamma dei beige. Essendo un prodotto naturale unico e dalle caratteristiche particolari è estremamente resistente, ma allo stesso tempo leggero, flessibile, bello esteticamente ed ecosostenibile.

Utilizzato in numerosi settori dell’architettura, è impiegato maggiormente nel campo dell’arredamento perchè offre una valida alternativa al legno tradizionale.

Queste le motivazioni che hanno favorito la diffusione dei mobili in bambù, prima solo in terrazzo e giardino, ma poi anche in appartamenti ed uffici; raffinati, comodi e caldi, si adattano facilmente ad ogni ambiente,

Perciò se il vostro ideale è ricreare lo stile etnico, che ricordi la jungla o le spiagge dei tropici il bambù è la scelta giusta, ma se invece prediligete il gusto moderno è ormai possibile trovare anche mobili di design realizzati in questo materiale.

Il mio consiglio: non esagerare con la quantità; uno o due elementi d’arredo sono più che sufficienti a garantire il risultato.

Costruzioni-Idee e Design Creare Design a Pavia

(di Antonella De Lucia

Costruzioni-idee &design nasce nel 1992 dalla passione per tutto ciò che è design di Alida Buttarelli e Marina Danova. Il nome “Costruzioni” prende spunto da un’idea dell’artista Gherardo Frassa, mentre del logo si è occupato Emilio Tadini. Queste le solide premesse che hanno reso il negozio di corso Garibaldi 5/E a Pavia una eterogenea collezione di oggetti per la tavola, complementi d’arredo, abiti, gioielli e borse, accomunati dall’amore per la manifattura artigianale, per lo stile e per il bello.

Dalla collaborazione con artisti, artigiani e designer sono nati innumerevoli work in progress, eventi e progetti che sono una caratteristica intrinseca dello spazio.

Il mood dei prodotti proposti è sempre in divenire: dalla passione iniziale per la cultura giapponese con i suoi tessuti ed oggetti preziosi, alla scoperta delle sete cinesi o ai tappeti provenienti dalla Turchia, fino ad arrivare agli elaborati tessuti indiani dai sontuosi ricami fatti a mano.

Un’attenzione particolare è stata riservata al settore moda: gli abiti e gli accessori di manifattura sartoriale sono pezzi unici realizzati in loco da giovani talentuosi con tessuti provenienti da diversi paesi del mondo. Molto proficua si è rivelata la collaborazione con Paola Loriani, che all’interno della bottega ha creato una collezione personale di stampe con block print o stencil su tessuti e carte dando nuova vita a vecchi abiti e accessori in stoffa vintage, personalizzandoli per il cliente.

Non va poi dimenticata la sezione dedicata al design contemporaneo italiano ed europeo; Marina ed Alida hanno intrapreso, con il passare degli anni, delle collaborazioni permanenti con alcune delle più note aziende del settore che riforniscono il negozio con i loro più recenti complementi di arredo e di decorazione d’interni.

Perciò, se passate per Pavia, non dimenticate di fare una capatina a questa allettante fucina di talenti alla scoperta di qualche piccolo tesoro per voi o la vostra casa.

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Foto: Elisa Ducoli e Salvatore Rotella

Carta Tropical

(di Antonella De Lucia)

Il desiderio di visitare terre sconosciute, lontane dal nostro panorama quotidiano, racchiude in sé l’amore per paesi esotici e il fascino di civiltà e paesaggi misteriosi. Il più delle volte è possibile salire su un aereo e raggiungere le isole dei caraibi o le foreste pluviali per godere dell’esotico paesaggio tropicale: il verde delle palme, i pappagalli multicolori, il rosa intenso dei fenicotteri, le belve feroci dal mantello maculato, il blu del mare profondo, sono i colori che riportano alla mente un paradiso in terra.

Ma non sarebbe meraviglioso ricreare la magia dell’indimenticabile stile tropicale all’interno delle mura di casa? La via più facile per realizzare questo sogno ad occhi aperti è ricorrere alle carte da parati in stile Jungle, di tipo tradizionale o stampate con sistemi digitali personalizzati perfettamente adattabili ad ogni ambiente della casa.

Il colore predominante sarà sicuramente il verde in tutte le sue sfumature, ma sarà possibile smorzarlo con la profusione di colori degli uccelli, dei fiori, degli animali e degli alberi. La vivacità è infatti l’attrattiva predominante di questi rivestimenti murari.

Bisogna però fare attenzione a non esagerare perché la vegetazione tropicale rappresentata a grandezza naturale può rendere un po’ claustrofobico ogni spazio, soprattutto se di piccole dimensioni.

Il trucco sicuramente sarà di rivestire solo alcune parti della stanza: una sola parete del soggiorno o della camera da letto, un angolo dell’ingresso o dello studio, il muro della scala o la parte alta del bagno sopra una boiserie in legno.

Ecco allora che felci, banani, ibischi, orchidee, pappagalli, tucani e tigri vi faranno compagnia e vi permetteranno di assaporare il clamore della jungla tra le mura domestiche.

(Photo: Pinterest)

Luca Zagliani – Design Talks

L’interior designer Luca Zagliani, milanese di nascita, ha seguito un percorso formativo che dall’arredamento di interni lo ha portato a sperimentare in altri ambiti creativi, come il marketing e la comunicazione. Dopo la collaborazione con diverse aziende si addentra nel settore del Visual merchandising e Emotionaly Design. Molti sono le idee progettuali nate durante questo periodo di isolamento forzato, progetti in nuce che culmineranno con originali sperimentazioni e nuove avventure. Luca trova costruttiva questa esperienza per fare “ una sorta di tabula rasa del passato che può solo aprire nuove prospettive.”

Poi aggiunge :”Chi meglio di un creativo si può reinventare?

Tanti sono gli aspetti che in questo ambito possono ridefinire le meccaniche aziendali e lavorative di una persona. In futuro un viaggio all’estero, la possibilità di nuove collaborazioni e la mente aperta a nuove sfide sono per me gli elementi chiave che ogni designer dovrebbe avere.”

Il suo segreto : sorridere sempre alla vita che forse tanto male non è.

“Cerco sempre di vedere a colori.”

Con questa massima di positività vi invitiamo allora ad approfondire la conoscenza di Luca Zagliani scoprendo le sue creazioni attraverso i contatti che vi alleghiamo.

www.lucazagliani.com

IG: luca_zagliani

E-mail: lucazagliani@gmail.com

Cell. 3394185438

Il Soppalco

(di Antonella De Lucia)

Molti concorderanno con me nell’affermare che lo spazio in casa non è mai abbastanza. Uno dei modi più semplici per aumentarlo, soprattutto negli ambienti dove i soffitti sono più alti di quelli standard, è sfruttare l’altezza realizzando un soppalco, ovvero una zona rialzata rispetto al resto della casa.

Il soppalco è una soluzione versatile e suggestiva, anche se la nuova stanza così ottenuta non potrà essere considerata come un locale abitabile a causa delle sue dimensioni ridotte e della sua altezza spesso non a norma con le disposizioni edilizie.

Anche se l’area ricavata su questo nuovo piano permetterà di aumentare lo spazio disponibile e di conseguenza anche il valore della casa, molti sono i possibili svantaggi da valutare, come una scarsa illuminazione, le difficoltà di aerazione o la scomodità di accesso.

Ricorrendo però ad un progetto ben studiato nei minimi particolari renderà possibile creare degli ambienti ben organizzati, funzionali e con soluzioni di grande impatto estetico.

La superficie soppalcata della casa verrà comunque sempre vissuta come una zona intima e raccolta, dove dedicarsi ad attività di relax, per dormire o per svolgere attività che richiedono concentrazione, come un angolo studio.

Se l’altezza del soffitto lo permette, la zona sottostante al soppalco potrà essere utilizzata come una stanza a tutti gli effetti; in caso contrario potrà solo contenere un’armadiatura o un ripostiglio.

La struttura che sosterrà la nuova area potrà essere realizzata in diversi modi a seconda del tipo di muratura esistente nella casa. Se i muri perimetrali lo permettono sarà possibile costruire un soppalco in muratura ancorato ad essi; sarà più stabile, ma richiederà più tempo. Se invece questa via non fosse attuabile bisognerà ricorrere a tipologie composte da travi e pilastri in metallo o legno, meno stabili, ma più veloci da realizzare e più leggeri strutturalmente.

(Photo: Pinterest)

Design Talks

L’appuntamento con il design raddoppia, e conferma il suo un respiro internazionale.

Avete accolto #quarantenedidesign con tanto entusiasmo, da convincerci a farne una rubrica continuativa.

Ecco allora i “Design Talks”: due appuntamenti, il giovedì con le dirette Instagram del direttore, e la domenica con le dirette Instagram in lingua inglese di Antonio Di Meglio.

Domenica 10 maggio è la volta di R+O Design, dalle voci di Reli Smith
E di Osnat Yaffe Zimmerman

Continuate a seguirci, stiamo sognando grandi cose per voi!

Piccoli Balconi

(di Antonella De Lucia)

L’inizio del mese di maggio ci introduce ai tepori più caldi della primavera e ci fa sentire il desiderio dell’estate; ma quest’anno è coinciso anche con un periodo di riacquistata libertà per allentare i limiti dei mesi precedenti di quarantena.

La voglia di trascorrere sempre più tempo all’aria aperta è fortissima, ma le disposizioni della Fase 2 sono ancora restrittive; allora perché non godersi il sole e il tepore di queste giornate senza essere costretti necessariamente ad uscire di casa? Chi vive in città ed ha la fortuna di avere un balcone, anche piccolo, potrà oggi scoprire tante semplici soluzioni per realizzare uno spazio esterno confortevole che rispecchi il proprio stile.

Il concetto di relax non è univoco: ognuno di noi interpreta il balcone come luogo di dove immergersi nella lettura, come una sala da pranzo alternativa, come una spiaggia dove arrostirsi al sole o come un giardino dove coltivare fiori o erbe aromatiche.

Bastano pochi accorgimenti ed un po’ di creatività per realizzare il vostro balcone dei sogni in uno spazio ristretto. La sapiente scelta di elementi d’arredo funzionali e salvaspazio, la ricerca di accessori originali e piacevoli, renderà possibile dar vita ad uno spazio esterno, quasi un prolungamento dell’abitazione, perfettamente fruibile e trasformabile per ogni occasione.

Per sfruttare ogni centimetro bisogna ricorrere principalmente ad arredi di dimensioni ridotte come piccoli divani, tavolini e sedie pieghevoli, panchette o poltroncine impilabili o sdraio leggere. L’uso di strutture da montare in verticale o negli angoli, come mensole e vasi a muro o da agganciare alle ringhiere, rappresentano un espediente perfetto per non ingombrare lo spazio calpestabile.

Adesso tocca a voi selezionare dalla gallery il terrazzo che più rispecchi il vostro personale desiderio di relax.

(Foto: Pinterest)

Caramelo Revolution!

(di Antonella De Lucia)

Da qualche anno a questa parte la produzione di prodotti “handmade” ha avuto un incremento rilevante. Molti di questi produttori sono giovani creativi che hanno dato vita ad una piccola impresa di vendita per portare le loro creazioni agli angoli delle strade. Per fare ciò moltissimi di loro si sono affidati al noleggio o all’acquisto di un Ape Car, il famoso motocarro su tre ruote della Piaggio, derivato da uno scooter. Personalizzato a seconda del tipo di prodotti da vendere è tornato alla ribalta attirando l’interesse e la curiosità di curiosi e potenziali clienti.

Per Costanza Queirolo e José Rojas l’incontro con l’Ape è stato amore a prima vista.

Arrivati in Italia dal Cile, dove le loro creazioni hanno visto la luce, si sono gettati a capofitto in questa nuova avventura della vendita per strada con Caramelo Milano Apestore.

“Adoriamo creare e abbiamo tanti prodotti fatti a mano con tanto colore e passione. Quando vedrai l’Ape troverai amore e allegria, e ogni prodotto ti regalerà un sorriso che illuminerà la tua giornata.”

Allora quando incontrerete per le vie di Milano il loro “treruote” azzurro fermatevi a curiosare tra i grembiuli, i paralumi, le tovagliette all’americana e le sporte, il tutto realizzato rigorosamente a mano con tessuti allegri e coloratissimi. Le zone frequentate sono Via Spallanzani, vicino a Corso Buenos Aires, la Darsena a Milano e le vie di San Donato Milanese.

https://www.instagram.com/caramelo_milano/

https://www.facebook.com/caramelomilano

I sogni sono fatti di stoffa – Dalila Recchia

(di Marianna Porcaro)

I sogni sono fatti di stoffa, di stoffa vera. Quelli che da bambina vestivano i manichini di un’arte le cui radici sarebbero diventate sangue che scorre nelle vene. Quelli che dopo anni di studio e sacrificio, oggi corrono soli. Pugliese di nascita napoletana di adozione. Dalila Recchia con la sua collezione “Psicosoma” vince il premio Miglior Designer Mad Mood Milan Fashion Week 2019. Dalila ridisegna il concetto di bellezza, adattandolo al nostro tempo, rendendola movimento puro come Miuccia Prada insegna. Lei ha stravolto la comune concezione di armonia, confezionandone una più consona all’ imperfezione del nostro essere.

Sdrammatizza la femminilità più classica a tratti onirica. Sporcandola con qualcosa solo di apparentemente stonato – fuori luogo e fuori tempo – per renderlo più umano perché è questo, ciò siamo: Umani. Parla di sé, denuda la sua anima e lo fa coprendo lembi di pelle con lembi di stoffa. Sublima il sacro regalando l’umana immortalità. Personalità, non mode sembra dirci. Ridisegna. Modella. Adatta. Proprio come si fa quando si racconta una storia. Con la devota cura che dovrebbe caratterizzare la scelta delle parole. Dei gesti o dei silenzi. La moda, quella vera. Quella che ritorna all’essenziale. Quella senza maschere. Quella senza eccessi che altro non sono che il desiderio di farsi notare. Quella della gente che ride, che sente, che attraverso il corpo esprime la pelle.

La moda che diventa parola scritta su forme irregolari, perfette. Il corpo come abito della mente. La moda di chi ama questo mondo a prescindere. E attraverso di lei racconta pezzi di sé. Perché è per questo che esistono i vestiti. Per dare voce a tutte le nostre anime. Dalila sembra riconnetterci ad una realtà che potenzia il corpo. Tridimensionale, appunto. Donne, la cui profondità traduce in “futuribilità” di prospettive l’immagine. ” E’ questo che siamo” sembra dirci, indissolubilmente collegate le une con le altre, da una moltitudine di forme – sottili, piene e asimmetriche. E forse non ce ne accorgiamo e forse ci risulta più facile oltre che più comodo dimenticarlo e probabilmente distratti come siamo a quelle forme in cui inciampiamo continuamente preferiamo non prestare troppa attenzione certi che – siamo isole libere in questo mare. Eppure sono quelle, forme – sottili, imperfette, morbide, nelle curve e nei concetti – che ci consentono di rimanere a galla e di non annegare. Che ci ricordano certi giorni l’origine della nostra identità. Quelle forme che danno vita all’arcipelago in cui fluttiamo – isole certo, mai troppo distanti l’una dall’altra perché sole perderebbero il senso di ciò che sono. Per essere se stesse, per dare spazio alla libertà e mostrarsi senza maschere. Mi piace pensare che è racchiusa in questa collezione, in questo “Qualunque cosa vogliate essere. Non vergognatevi di essere chi siete”, in questa vittoria dell’essere sull’apparire, il concetto stesso di femminilità.

Oggi, Dalila, lavora ad un progetto “Torneremo a respirare”, mette a disposizione la sua passione per dare un contributo all’emergenza Covid-19, rivolgendo parte del ricavato alla protezione civile. Sono delle meravigliose t-shirt disponibili on-line sul suo profilo, uno dei nostri polmoni è completamente rivestito di fiori, un invito a nutrire il nostro respiro di possibilità e nuovi inizi, sembra quasi di sentirne l’odore attraverso la stampa, un dispiegarsi di “E poi” che ci lega tutti.

Un progetto che vede la Moda al servizio del popolo, perché “nessuno si salva da solo” e mai come in questo momento l’arte qualifica il nostro senso umano. E se poi vi capita di conoscere Dalila e di chiederle: “Perché fai tutto questo?” non riceverete che una sola risposta che poi è l’essenza del suo talento, “Perché mi fa bene al cuore”

R+O Design #quarantenedidesign

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Armonia e grandezza caratterizzano il lavoro di Reli Smith e Osnat Yaffe Zimmerman con la loro collaborazione artistica per il brand R+O Design. L’obiettivo del loro lavoro è creare un mondo magico di vivaci colori con tinte pastello e opere monocromatiche di materiali differenti, a formare insieme un racconto estetico e accogliente.

La nostra arte trasmette un messaggio di gioia, buona volontà, prospettive positive, felicità, fanciullezza e vivacità. In questo periodo travagliato è molto incoraggiante vedere persone che desiderano acquistare le nostre creazioni che trasmettono loro il nostro ottimismo

Harmony and grandeur characterize the work of Reli Smith and Osnat Yaffe Zimmerman in their artistic cooperation under the brand R+O Design. The goal in their work is to create a magical world of bright colors, along with pastels and monochromatic works of differing textures, which together form an aesthetic and “welcoming” tale.

Our art carries a message of joy, good will, positive outlook, happiness ,childhood and colorfulness. In this challenging time it is very encouraging to see that people want to buy our art which transmits to them our optimism

https://www.facebook.com/RO-Design-1027912963886442/

Ardoma Studio #quarantenedidesign

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Armonia e Contrasti

Ardoma studio dedica il suo lavoro alla ricerca di un’armonia visiva attraverso l’uso di elementi contrastanti.

I contrasti tra rigidità e morbidezza, luce e buio, maschilità e femminilità, dritto e curvo, forza e fragilità sono gli strumenti e l’armonia è l’obiettivo.

Il cemento, la pietra liquida, è stata scelta come un elemento rappresentativo per questa ricerca. Un rigido e freddo materiale che, se padroneggiato correttamente, può magicamente migliorare l’ambiente in cui è inserito, fondendosi e ipnotizzando con la sua delicatezza.

Harmony of Contrasts

Ardoma studio dedicates its work to the investigation of visual harmony through the use of contrasting elements.

The contrasts of rigid and soft, light and dark, masculine and feminine, straight and curved, robust and fragile are the tools and harmony is the objective.

Concrete, the liquid stone, was chosen as a representative material for this quest. A rigid and cold material that, when properly mastered, can magically enhance the environment in which it is placed, blend in and mesmerize with its ability to be gentle.

website: www.ardomadesign.com

Instagram: www.instagram.com/ardomadesign/

WORK BIKE G.S. #quarantenedidesign

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WORK BIKE G.S. bici da lavoro… Un’idea per incrementare ogni tipo di attività, per ripartire più forti dopo questo lungo periodo di “pausa” che ci ha permesso di riflettere… Facendo nascere nuove idee!

Work bikes… An idea to increase all types of activities, to start again stronger after this period of “pause” that made us think… giving birth to new ideas!

Stefano Work Bike G.S.

www.workbikegs.com

social: workbikegs

telefono; 370 3291504

Marinella Porzio #quarantenedidesign

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In passato erano i libri e la scrittura a darmi una marcia in più per uscire dai periodi sfavorevoli. La mia creatività, frutto di quel desiderio di conoscenza che vado a cercare tra le pagine dei libri e dei giornali, oggi compensa il mio stato d’animo altalenante, durante questa quarantena. Le borse come i filati, e ancora i libri e la scrittura, deviano i pensieri di grande apprensione verso progetti futuri di serenità.

In the past writing and books always helped me, with a special boost, to overcome bad times.
Today my fluctuating mood, during this quarantine, is compensated by my creativity which was brought up by the need of knowledge that I constantly search in books and newspapers.
Bags, yarns and still books and writing are moving my apprehensive thoughts towards future projects of peace.

@lapirpy su Instagram

https://m.facebook.com/marinella.porzio

Sillabe Design #quarantenedidesign

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Siamo tutti chiamati a rimanere a casa e dobbiamo comportarci in modo  rispettoso e intelligente, adattando le nostre case per accogliere la nostra vita quotidiana. Scrivanie e tavolini vengono ri-utilizzati per diventare i luoghi dove passare le giornate: lavorando, riposando e per la pausa caffè.

We are all called to stay at home and we have to be respectful and smart, adapting our homes and bringing there all our life, desks and small tables are transformed to become places to spend our time: working and resting and of course coffee time

@sillabe_lc.b
@debou_it   shopping online
www.sillabedesign.it

Sussiebiribissi #quarantenedidesign

English test follows

Gioia, paura, amore, ansia, energia, dubbi, sogni, frustrazioni, voglia di cambiamento, rimpianti, amicizia, solitudine, mare, montagna, fiori, stelle…usiamoli tutti questi colori.
Creare con le emozioni, in una infinita tavolozza, un lampadario o la vita che vorremmo.
Questa è la lezione che spero ci rimanga.
E sarà bellissimo!

Joy, fears, love, anxiety, energy, dreams, nightmares, friendships, loneliness, sea, mountains, stars…let’s use all of this colours.
We shall create through emotions using all the shades in the world.
It might be either a chandelier or the life you always dreamed of.
Be creative, it will be gorgeous!

www.sussiebiribissi.it
Instagram: https://instagram.com/sussiebiribissichandeliers?igshid=17loe7v7shqc9

Facebook: https://www.facebook.com/sussiebiribissi/

Mimade #quarantenedidesign

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Mimade nasce dalla mente di un architetto che voleva progettare, prima di tutto, una vita diversa per se stessa; da allora è uno spazio in continuo mutamento, una vetrina per chi riesce a coniugare manualità oggi rare, con ingegno ed innovazione. Il risultato è una factory di idee con una produzione di nicchia, per chi riesce a riconoscere il “bello”. Un mix tra l’effervescenza dei miei trent’anni e l’esperienza di mia mamma che più di una socia, è l’ingrediente segreto di questa miscela vincente.

Mimade was born at first from an architect’s desire to design a different life for herself.
Since then it has become a space of experimentation and a showcase for those able to combine ingenuity, innovation and manual skills. The result is a factory of ideas for a niche production, for those who can recognize beautiful things. A mix between the effervescence of my thirty years and the experience of my mother who more than a partner is the secret ingredient of this winning blend.

Dott. Arch. Alessia Anelli

alessiaanelli@mimade.it

MI.MADE studio di interior design & arte

Info@mimade.it

Viale Monte Nero, 31, Milano

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Addicted to patterns #quarantenedidesign

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Eye for crystals

Restate creativi, abbiate cura di voi stessi, aiutatevi a vicenda.
Abbiate fede nella forza della comunità, apprezzate il fattore umano, rispettate la natura, siate consapevoli riguardo processi & materiali.
Non sprecate, scegliete il design per la vita e non per una stagione, sforzatevi di conoscere.
Noi siamo convinti che insieme supereremo questo momento e ci incontreremo ancora!

Splashed paint

Stay creative, be safe, support each other.
Trust in the power of the community, appreciate the human factor, respect the nature, be conscious about the process & materials.
Don’t waste, choose design for life not season, make an effort to know.

We believe that together we will go through this and meet again!

http://addictedtopatterns.uk/collection-for-2020-21/

https://www.instagram.com/addicted_to_patterns/

Roberta Sapino #quarantenedidesign

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Cerco di vivere questo “tempo sospeso” come un dono ed un insegnamento.

Il tempo prezioso si riempie di idee creative da sviluppare con calma. Imparo la pazienza e la bellezza delle piccole cose. L’ansia, che eppure esiste, la placo preparando pani e dolci e facendo scorrere la mia matita su fogli bianchi.

I’m trying to live this “suspended time “ as a gift and a lesson.
This precious time is filled up with creative ideas to be quietly developed.
I’m experiencing patience and the beauty in little things.
Anxiety is there too but cuddled by preparing home made bread and cakes and letting my pencil flow freely on white papers.

https://instagram.com/le_chat_egoiste?igshid=1a09jis2x65ak

https://instagram.com/robertasapino?igshid=ixlgwreofnut


Lucilla Giovanninetti #quarantenedidesign

(English text follows)

Creatrice di gioielli, Lucilla Giovanninetti trova ispirazione dal mondo naturale, consunto, stropicciato, a volte ironico. Lavorando i metalli, le cere, gli smalti ricerca la sperimentazione formale unita allo studio della materia, sia che si tratti di bronzo o argento, sia che intervenga sul tessuto, a volte irrigidito con resine, o su materiali sintetici.

Sono foglie e fiori adagiati, reticoli, fori scavati.

Jewellery Designer, L. G.  is inspired from the natural, shabby, crinkled and sometimes ironic  world.
Working metals, waxes, glazes, she researches the stylist experimentation combined to the study of material, either is bronze or silver or fabric, sometimes stiffened by resins or synthetical materials.

They are lying leaves and flowers, nets, worn-out flowers.

info@eandare.it

https://www.agc-it.org/it/soci/466-lucilla-giovanninetti.html

https://klimt02.net/jewellers/lucilla-giovanninettihttps://www.facebook.com/lucilla.giovanninetti

https://www.instagram.com/lucillagiovanninetti/

Monica Gasperini #quarantenedidesign

Le Coco

(English follows)

Personalmente credo in una idea di Eleganza Senza Tempo, che non è solo un preciso credo estetico, ma anche un atteggiamento nella progettazione e realizzazione dei miei lavori. Amo la Ricerca del dettaglio, la Semplicità e la Qualità che rendono tutto permanentemente aggiornato. I lavori che mi rappresentano maggiormente sono quelli ‘sartoriali’.
In questo momento il dialogo con l’utilizzatore finale è il punto di partenza di ogni forma di innovazione puntando sulla Unicità, Creatività e Distintività. Dobbiamo costruire la Gioia nei Cuori delle Persone con la Bellezza sottraendo l’eccesso.

Morning

I personally believe in a kind of timeless elegance which is not only an aesthetic creed but also the attitude to the design and realisation of my projects.
My love for details, simplicity and quality keeps everything permanently updated.
The projects that mostly represent me are the “tailor made” ones. Nowadays the starting line of any kind of innovation must be the dialogue with the final user, making a bet on uniqueness, creativity and distinctiveness.
We have create joy in peoples hearts using beauty but deducting excess.

Mail: info@monicagasperini.com

Sito: www.monicagasperini.com

Instagram: @monicagasperini