Spose e Giappone

Una meta piena di fascino per una sposa amante del design e cittadina del mondo? Ecco qualche ispirazione dal Giappone

(di Sabrina Vimercati)

Il Giappone è un paese affascinante e ricco di storia e tradizioni.
Ho avuto la fortuna di visitare Tokyo e Kyoto
proprio nel periodo dei Sakura in fiore, i ciliegi.
I colori magnifici e la pace che trasmettevano questi splendidi alberi non si può spiegare.
Il bianco…il rosa tenue…il rosa più acceso colori adatti alla sposa di primavera che può trarre ispirazione per bouquet e addobbi sia per la chiesa che per il rinfresco.

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Così come immaginarsi un vestito in chiave moderna che possa ricordare i magnifici kimono dalle preziose sete e meravigliosi ricami.

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E magari dopo la cerimonia avere la fortuna di fare le foto ricordo sotto un cielo stellato e come tetto un filare di ciliegi in fiore in riva ad un fiume…

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E al posto dei confetti regalare dei bon bon gusto ciliegia.
Quest’anno per me la parola d’ordine è stata … rosa sakura.

Sogno (gipsy) di una notte di mezza estate

A volte l’ispirazione nasce da un pensiero, un’immagine. A volte, anche da un sogno. Per noi la interpreta Elena Bonomi, inaugurando la sua collaborazione con theWProject!

(di Elena Bonomi)

Il mio sogno di una notte di mezza estate mi trascina con forza tra le foglie delle piante, all’ombra di alberi secolari, con i piedi nudi che corrono tra il muschio bagnato e gli aghi di pino; smalto rosso che vellutato copre le unghie e che contrasta con la luce azzurra della rugiada. Corro verso  il bagliore dell’alba e improvvisamente il mio abito si impiglia in un rovo, allora mi fermo, prendo fiato e, con le dita ornate da diversi anelli in oro antico, sfilo il pizzo color avorio dai rami di spine. Poi mi alzo e osservo il bosco: si sta svegliando lentamente e inizio a sentire dei movimenti degli animali ancora assonnati. Tra le fronde la luce d’argento filtra tra i rami. Osservo le ultime lucciole della notte che disegnano magie nell’aria e le seguo verso un prato che brilla di rugiada: le lucciole riprendono poi il loro volo verso il bosco e inizio a percepire la brezza frizzante che proviene da un ruscello. Mi avvicino alla riva e osservo l’immagine di me stessa che si specchia nell’acqua gelida: le mie gote sono arrossate e le mie labbra rosso ciliegia sembrano un fuoco che sboccia nel ghiaccio. Con un brivido sento i capelli sciolti che mi accarezzano le spalle; sistemo poi la mia corona di fiori e cristalli sulla fronte mentre mi rialzo e riprendo la mia danza verso il sole che sta nascendo.

Mazel Tov!

In fondo, celebrare un matrimonio è celebrare una festa. Ed è bello ricordare, anche dopo anni, le espressioni felici di parenti ed invitati, che partecipano con il cuore all’evento. “Mazel Tov!” è l’augurio rivolto, al lancio del riso, ai due giovani sposi della foto, pronti all’allegria dei futuri  festeggiamenti!

(Foto GIVIELLEfoto)

E una sera di fine estate, in un giardino

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E una sera di fine estate, in un giardino (di Luca Arnone)

E’ vero: spesso la fotografia è costituita da attimi. E conta anche avere fortuna ed essere presenti quando arriva LA foto. In un reportage di matrimonio, LA foto è quella che ci farà ricordare dagli sposi; è quella che verrà guardata con tenerezza, allegria, commozione nel corso degli anni.
Il ricevimento di nozze di Chiara e Marco si è svolto nell’immenso giardino della casa dei genitori dello sposo. Dopo il pranzo, gli invitati si sono sparsi per il prato e vicino alla piscina, chiacchierando fino al tardo pomeriggio.
Aria frizzante, di fine estate, molti amici intorno agli sposi, molta allegria, la promessa di tanta futura felicità.
All’improvviso, gli amici hanno sollevato di forza Marco e lo hanno gettato di peso in piscina. Subito dopo la stessa sorte è toccata a Chiara.
Ero lì per testimoniare l’evento, con la mia macchina fotografica a rendermi per l’ennesima volta il servizio di essere presente a fissare la vita.
Molti gli scatti, dell’intera sequenza, e dei tuffi successivi degli amici. Ricordo le risate e gli spruzzi d’acqua, ed il bel vestito della sposa zuppo.
Ed ecco la foto che cercavo, per la chiusura dell’album, alle soglie dell’autunno e di una vita insieme: l’abito steso ad asciugare al sole, e una frase beneaugurale di uno dei miei poeti preferiti.

Chi vive una vita vera, ama di vero amore” di Emily Dickinson.
E lo credo davvero. Una sera di fine estate, durante una festa in giardino, dovremmo tutti avere la possibilità di tuffarci nella vita.

(foto di Luca Arnone)

Ispirazione Pic Nic!

Ispirazione Pic Nic! (di Raffaella Ferrari)

Che sia romantico, spiritoso, allegro, a tema, il pic nic è un modo informale e confortevole di festeggiare. Trovate l’occasione, trovate gli invitati (più facile del previsto se il menu è invogliante), trovate la location ideale et voilà! Il gioco è fatto. Sarà sempre un successo, se la compagnia è bene assortita, c’è della musica, del buon cibo e del buon vino.

Se il pic nic è di matrimonio, dategli la vostra impronta.

Organizzate piccoli tavoli romantici e intimi cui far accomodare gli ospiti, con oggetti che rieccheggino lo stile shabby o una festa sul fiume “Old America”. Legno e ferro battuto o invecchiato saranno gli ingredienti vincenti. Sbizzarritevi a trovare nei mercatini dell’usato vecchi candelabri, e oggetti che abbiano respiro di antico.

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Raccogliete gli ospiti e le loro chiacchiere sotto zanzariere di garza che riparino dalle zanzare ovviamente, ma lascino intravedere i raggi della luna e qualche stella cadente per esprimere i desideri più segreti alla luce di mille candele. Vecchie cassette della frutta, balle di fieno e pallets faranno bella figura utilizzati come divanetti e tavolini. Prediligete tessuti naturali, freschi e confortevoli.

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Cuscini che passone! Utilizzateli come sedute improvvisate per gli ospiti, e come elemento di colore e decoro. Stendete sull’erba delle tovaglie d’antan o dei lenzuoli colorati, e illuminate tutto con delle piccole abat-jour create per l’occasione o fila di luci a led che ricordino la visita di tante lucciole.

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Chiudete gli occhi e trovate il vostro tema ispiratore, legato ad un colore, un ricordo, una sensazione. Ricordate che le feste migliori sono quelle in cjui vi siete sentiti “a casa”. Regalate ai vostri ospiti un momento di serenità.

Un matrimonio Giavanese

(di Sabrina Vimercati)

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In una città multietnica come Dubai, è bello vivere perchè si conoscono veramente persone che arrivano da ogni parte del mondo, si può scoprire la loro cultura e i loro usi e costumi.
E, naturalmente sapere, o se si è più fortunati, partecipare , ad un loro matrimonio.
Ieri ho incontrato la mia amica Shinta, una ragazza indonesiana di Giacarta, molto bella, che ha sposato un italiano e che mi ha raccontato come si svolge un tipico matrimonio giavanese, facendomi vedere anche le foto di quello di sua sorella minore che si è svolto di recente.

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In Indonesia la precerimonia e la cerimonia durano 7 giorni. Essendoci 27 etnie la cerimonia varia a seconda della città di provenienza degli sposi.
Durante il primo giorno la famiglia dello sposo incontra quella della sposa per promessa e accordo prematrimoniale e porta in dono una Dote ( MAHR), più un regalo per la
sposa,di solito un cesto con dentro abbigliamento intimo e scarpe, teleria da bagno o per la casa, dolci o quadri con figure formate da valuta locale, in segno di buon auspicio.
Il secondo giorno viene speso per decorare la casa della sposa con fiori, foglie di banano e foglie di cocco.
Il terzo giorno i due sposi fanno una doccia purificatrice con acqua profumata da 7 fiori diversi.
Il 4 e il 5 giorno sono dedicati ai trattamenti per il corpo.
Il 6 giorno è dedicato alla preghiera e il 7 giorno finalmente è quello della cerimonia.
In tutti questi 7 gg gli sposi non si possono incontrare.

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Nel giorno tanto atteso, in un salone accanto alla moschea, ecco entrare lo sposo accompagnato da tutta la famiglia. A seguirlo la sposa, anch’essa con la sua famiglia.
A svolgere la cerimonia ci sono un religioso ed una persona dello stato.
Per primo lo sposo fa la sua promessa al padre della sposa, il quale stipula un patto col religioso dove si fa garante dell’impegno dello sposo di prendere in moglie la figlia.
Fatto questo gli sposi si scambiano gli anelli, e lo sposo dona soldi o gioielli alla neo moglie
Passate 3 ore dalla fine della cerimonia, può iniziare il rinfresco.

Nel grande salone delle feste, addobbato con centinaia di profumatissimi fiori freschi, 4 ballerini insieme ai genitori degli sposi accompagneranno il loro arrivo eseguendo
danze tipiche giavanesi e li porteranno fino al centro del salone, dove si accomoderanno su morbidi divanetti.
Ai lati ci sarà un ricchissimo buffet, e la sala piena di tantissimi invitati. É usanza averne tra i 500 e i 1000.

L’abito tipico della sposa di solito è formato da una gonna batik con sopra la KEBAYA, casacca ricamata con swaroski e strass.
Sul capo di solito un velo tipico musulmano sormontato da una corona. Oppure un’acconciatura con fiori o corona.
Una cosa molto curiosa: le spose si cambiano d’abito anche 3 volte durante tutto il matrimonio. 1 vestito per la cerimonia e 2 per il rinfresco.

L’uomo di solito indossa pantaloni dritti con batik arrotolato su vita e fianchi,una casacca ricamata e sul capo un cappello tradizionale, di solito di colore chiaro.

Gli sposi usano donare ai loro ospiti una sorta di bomboniera,ad esempio una piccola cornice,ma senza confetti o dolci.

Sarebbe stato molto bello poter assistere a questo tipico matrimonio, dal racconto della mia amica mi piacerebbe poter ripetere la mia cerimonia di nozze in Indonesia tra tutti quei fiori, colori e meravigliose usanze locali.

Alla prossima, con un nuovo racconto su particolarità e curiosità di matrimoni da fiaba.

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L’attimo bianco … Alessandra

(foto di Luca Arnone – GIVIELLEFoto)

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Una foto una storia

L’emozione vive davvero di attimi. E’ l’Attimo Bianco è quello in cui in una foto di matrimonio si concentra una intera storia. In cui vivono sentimenti, in cui il cuore e anima sono scoperti. La sposa stava scendendo le scale dell’hotel dove alloggiava, per raggiungere parenti e amici; un attimo di esitazione, e poi quel gesto, furtivo, di scostare le tende per guardare fuori. Verso gli invitati, certo, ma anche verso il futuro, con una quieta e determinata felicità.

Intervista a Elisa Mocci, Fata Madrina del matrimonio Canalis/Perri

(a cura di Isabella De Rorre)

Abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Elisa Mocci, wedding designer di fama internazionale, che si è resa da subito disponibilie a parlarci dell’organizzazione del matrimonio Canalis/Perri, celebratosi pochi mesi fa, entrando nel merito dell’organizzazione logistica e delle regole per gestire al meglio un evento mediatico.

Elisa Mocci
ELISA MOCCI EVENTS S.R.L.
s.v. san vigliano 19 07100 Sassari | p.i. 02501830901
www.elisamoccievents.com | www.elisaweddingdream.it | elisaweddingdream.blogspot.com

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Signora Mocci, benvenuta e grazie prima di tutto di aver accettato questa intervista. Le facciamo i nostri complimenti più vivi per l’organizzazione del matrimonio Canalis/Perri.Come sono arrivati i futuri sposi a contattarLa e ad affidarLe l’incarico di organizzare le loro nozze?
– Siamo stati contattati a metà della stagione estiva dalla famiglia, credo avessero letto alcuni articoli su un recente matrimonio da noi realizzato a giugno, che suscitò parecchio interesse. Non ci dissero subito chi fosse realmente la coppia. Data la data imminente, dopo il primo incontro hanno scoperto le carte e abbiamo capito che si trattava di Elisabetta. Lei ci ha raggiunto in Sardegna pochi giorni dopo, e abbiamo effettuato i primi sopralluoghi e iniziato a disegnare l’evento.

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L’intera organizzazione quanti mesi e quante persone ha coinvolto oltre Lei?
– Due mesi e mezzo circa. Il mio team fisso è composto da cinque persone, alle quali si sono aggiunti per l’evento altri dieci wedding manager che lavorano abitualmente con me. Tra tutti i professionisti e fornitori coinvolti in ogni servizio e dettaglio, abbiamo coinvolto più di 150 persone.

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Quello che più traspare dalle fotografie legate all’evento è una dimensione intima, famigliare, ci lasci usare nel significato migliore il termine “normale”: come è riuscita, pur trattandosi di un matrimonio vip, a conservarla?
– Molto è dipeso da Elisabetta e Brian, che vivono la loro dimensione “Vip” in maniera assolutamente semplice dando grandissimo valore alla famiglia -Brian ha undici fratelli-.
Siamo partiti da li e dal senso di tradizione, sia nello svolgimento della celebrazione (tradizionale, in cattedrale al centro del paese, nonostante fosse molto più complicato che organizzare una cerimonia privata in qualsiasi altra location blindata) che nella cena, allestita in grandi tavolate dove tutti gli ospiti erano uniti, americani ed italiani, e potevano chiacchierare e conoscersi meglio, per poi finire la serata tutti insieme tra balli scatenati e fotografie di gruppo.

In quei mesi per via dell’aspetto fortemente mediatico è stato tutto amplificato; la difficoltà più grande infatti è stata trovare dei momenti di solitudine dove poter creare e disegnare un evento curato e ricco di dettagli e passione come gli altri, concentrarsi sugli sposi e sui loro desideri e non su tutto il contorno. In questi momenti di isolamento, per esempio in volo, sono nate le idee della Wedding Bag di tradizione sarda, con i Profumi di “Acqua di Sardegna”, i dolcetti tipici, i tessuti tradizionali. Oppure l’idea di dipingere le frasi delle canzoni preferite degli sposi sul bordo del palco della dj.

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Ci sono state difficoltà, o comunque punti di attenzione da tenere in particolare considerazione, nell’organizzare un evento di questo genere, rispetto ad altri matrimoni?
– Certamente l’aspetto della pressione mediatica e della sicurezza di sposi ed invitati sono punti nodali negli eventi vip. Questi due aspetti in particolare sono talmente importanti da aver avuto necessità in corso d’opera di un cambio di location, e conseguentemente abbiamo dovuto ripartire da zero per ben due volte. Quando si attendono ospiti internazionali, tutte le procedure di sicurezza sono amplificate, ed occorre la massima attenzione.

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I futuri sposi vivono all’estero: è stato difficile rappresentare loro il progetto che mano a mano veniva realizzato?
– No, sono abituata ad una clientela prevalentemente estera, per cui con i moderni mezzi di comunicazione si può parlare e inviarsi i progetti anche a distanza. Ho avuto la fortuna di poter raggiungere Elisabetta e Brian a Los Angeles per una settimana, per cui abbiamo avuto modo di “viverci” di persona. E’ stata una occasione fondamentale per toccare con mano le loro abitudini, osservare il loro rapporto e l’ambiente che li circonda, e riportarne l’essenza nell’evento stesso, in piccoli e grandi dettagli. E’ stato importante dare importanza sia alle tradizioni sarde di Elisabetta che alle richieste più “americane” di Brian come, ad esempio, servire il caffè lungo a tavola (insieme all’espresso, ovviamente!).

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Quali sono gli aspetti organizzativi che hanno richiesto più impegno da parte sua e del suo staff?
– La logistica degli spostamenti degli ospiti dai vari hotel di Alghero è stata molto impegnativa. Abbiamo coordinato dieci minivan Mercedes e un pullman, che dovevano muoversi in mezzo ad un centro storico gremito di curiosi e paparazzi, e fare la spola tra la chiesa e gli hotel. Ci siamo riusciti grazie anche ad un perfetto coordinamento tra il nostro team e le forze dell’ordine presenti in loco in ogni fase delicata della cerimonia. Smaltito il bagno di folla della Chiesa, il resto dell’evento è proseguito con estrema tranquillità, forti di una location controllata e sicura.

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Come consiglierebbe di affrontare l’impegno ad una collega che dovesse ricevere per la prima volta l’incarico di occuparsi un matrimonio mediatico?
– Una solida struttura aziendale è fondamentale, si ha bisogno di un intero team. Per i mesi che precedono l’evento il telefono non smetterà di squillare e servirà una persona a smistare le tre categorie: i giornalisti, i curiosi, e chi vuole a tutti i costi lavorare nell’evento! E’ importante avere un membro del team che gestisca l’immagine dell’azienda sui media e un’assistente che funga da filtro, in modo che il Wedding Designer possa avere la mente libera di portare avanti il progetto senza troppe influenze esterne.

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Quali sono le caratteristiche che secondo Lei una wedding planner deve avere, a maggior ragione per organizzare eventi di questo tipo?
– Oltre le indispensabili caratteristiche professionali e caratteriali, senza le quali non si potrebbe aspirare ad eventi di livello, sono necessarie profonda onestà e coerenza con il proprio stile. Il Wedding Planner conosce ogni minimo dettaglio dell’evento e, seppur per un limitato periodo, della vita dei clienti. E non deve rivelare in alcun modo informazioni che possano danneggiarlo o pregiudicare eventuali esclusive o contratti in essere. La coerenza invece sta nel non accettare compromessi. In eventi Vip è molto facile venir sommersi da proposte commerciali di ogni tipo, ma credo fermamente bisogna andare avanti con il proprio progetto quando si è convinti che sia di livello superiore o che la proposta non porti un beneficio sostanziale al cliente.

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Lei ha dichiarato che il prossimo matrimonio vip che le piacerebbe organizzare sarebbe quello di Laura Pausini: come se lo immagina?
– Grande famiglia, ottimo cibo, ottima musica. Sarebbero le tre chiavi fondamentali sulle quali costruire un evento ricco di dettagli e di passione.

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Ad una sposa che si rivolgesse a Lei chiedendoLe di avere un matrimonio “di tendenza”, cosa consiglierebbe? E quali sono le tendenze attuali nel wedding?
– Le tendenze nell’ambito del matrimonio sono le più variegate, e si modificano sensibilmente a seconda del paese di provenienza degli sposi o il luogo di destinazione. Fa già tendenza negli ultimi anni proprio il “destination wedding”, e quindi scegliere di celebrare e festeggiare l’evento in un paese straniero, dal mediterraneo ai caraibi, portando in viaggio una cinquantina di amici. Rispetto allo stile, nell’ultimo anno è tornato il vintage in tutte le sue varianti, dall’opulenza alla Gatsby allo shabby chic, con un ritorno di fiamma verso il pizzo, snobbato per anni dalle spose dai gusti più moderni e lineari. Per il 2015 c’è voglia di novità: alle future spose proponiamo mix floreali variegati e colori con sfumature più accese e decise. Consiglierei di abbinare pattern particolari: stoffe floreali, a righe o chevron completeranno gli allestimenti, richiamate nei cuscini, nei runner sulla tavola, in piccoli e grandi dettagli, per regalare un tocco di grinta e personalità all’evento.

Creatività! Creatività! Creatività!

(di Raffaella Ferrari- Raffaella Ferrari events+design+craft)

Ci serviva qualcuno che ci aiutasse a declinare i colori dell’inverno ma anche la speranza e l’attesa della primavera. Materiali fra i più svariati, tecniche diverse miscelate con competenza e un pizzico di follia…un modo inusuale e bellissimo di presentare un’idea, un’ispirazione, un progetto. La mise en place, la suite grafica, rappresentate in modo poetico ed artistico, con attenzione estrema alla parte emozionale, quella più importante, degli sposi. La parte guidata da cuore e istinto, che spesso se non sempre è determinante nella scelta di un colore, di un filo conduttore, di un professionista piuttosto di un altro.

Ecco il risultato!

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