Un brodo caldo per…

Se parliamo di cose che fanno bene al cuore, parliamo anche di cibo. Con l’arrivo dell’inverno niente può scaldare cuore stomaco e anima come un clasisco e saporitissimo brodo caldo! La ricetta, come sempre corredata di ricordi, è della nostra Cristina Pepe, alias Miss Lovely Food.

(di Cristina Pepe)

Un piatto very…gipsy!

(di Cristina Pepe)

In una sera qualunque di questa calda estate, immergetevi anche voi – cari amici di Mrs Lovelyfood – in una sensuale atmosfera gipsy…..non serve molto: una tovaglia colorata, un posto all’aperto ( che sia giardino, terrazzo o anche solo un balconcino!) luci spente e candele accese, i vostri occhi a cercare le stelle….ora chiudeteli ed immaginatevi intorno ad un grande falò …..una musica gitana vi scalda il cuore ed aumenta i battiti….un profumo dolce ed aromatico di cannella vi stuzzica le narici: in tavola è arrivato il “bolapè” !

Vero piatto della cucina gitana, il Bolapè, ricorda curiosamente una delle ricette più tipiche della cucina romana, ovvero l’osannatissimo (almeno sulle rive del Tevere!) “pollo ai peperoni ”da cui differisce davvero poco e che nella zona dei castelli romani, suo luogo di origine, veniva tradizionalmente preparato per il pranzo di ferragosto, il che trova una sua piena giustificazione nel fatto che è proprio in questa stagione che i peperoni esplodono in tutta la loro “succulenza” .

Va da sé che, quindi, l’estate è anche la stagione migliore per il

Bolapè”

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 cosci di pollo
  • 3 peperoni rossi
  • 3 peperoni gialli
  • 1 cipolla rossa di tropea (è più dolce delle cipolle bianche o gialle ed a Mrs Lovelyfood piace di più!)
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Datteri a piacere (ma contatene almeno 3 o 4 a persona!)
  • Sale
  • Cannella in polvere

Procedimento:

Lavate i cosci di pollo ed asciugateli. Fate lo stesso con i peperoni e poi – dopo aver eliminato il picciolo ed i filamenti bianchi interni – fateli a pezzi di media grandezza o, se preferite, a striscioline.

In un tegame capiente fate rosolare la cipolla nell’olio evo fino a che sarà lievemente dorata: a questo punto aggiungete il pollo e fate “colorire” anch’esso (ci vorranno pochi minuti), aggiungete poi i peperoni ed i datteri e salate.

Coprite e portate a cottura. Ci vorranno circa 20 minuti (ma dipende dalla grandezza dei cosci di pollo: per saggiarne la consistenza e verificare se siano cotti o meno, pungeteli con una forchetta: se il liquido che esce è trasparente vuol dire che sono cotti, se invece è rosato, attendete ancora un pochino…). Nel caso notiate che il fondo si asciuga troppo, aggiungete un mestolino di acqua tiepida e continuate a tenere il tegame coperto.

Prima di servire, aggiungete una generosa spolverata di cannella.

“Sì: lo (ri)voglio”!

(di Maria Cristina Pepe)

L’ho vissuto sulla mia pelle. So che vuol dire e conosco l’ansia, ma anche l’emozione e la trepidazione, che accompagnano il …secondo grande passo.

Ricominciare, quando si parla di seconde nozze, è un verbo impegnativo che presuppone la grande voglia di rimettersi in gioco, il coraggio di affrontare, di nuovo, un cammino che per i più svariati motivi, ci aveva fatto smarrire la prima volta…..non è sempre facile, no.

Perché lo facciamo, allora? Per amore, ovvio! Cos’è che spazza via tutte le paure, e qualsiasi cautela? “L’amour, tojours l’amour”!

Cosa ci ha convinto se non l’amore che ci è scoppiato nel cuore e che non pensavano di poter provare con tale intensità una seconda volta? E anzi più di prima? Cosa se non la convinzione che, sì, la seconda volta sarà quella giusta? Cosa se non le parole che ci ripetiamo dentro come un mantra “stavolta non sbaglio: lui è quello giusto ( o lei, ovvio )”?

Lasciatemi essere romantica: in questi casi il cuore dimostra di aver vinto sulla ragione e del resto, per dirla con Pascal: “il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce”, tout-court.

Dal punto di vista pratico, signori miei, c’è però di certo bisogno di avere una notevole carica anche solo per affrontare il giorno del matrimonio: ci vuole energia per pronunciare un nuovo “sì” e allora, che siate voi i protagonisti o che ne siate solo “complici” in questa densa ed emozionante giornata, iniziatela col piede gusto ed accanto ad una vitaminica spremuta d’arancia, appoggiate sul vassoio della prima colazione i miei leggerissimi ma nutrienti:

Muffins al limone con farina di riso e mais”

Ingredienti:

  • 270 gr di farina di riso
  • 30 gr di farina di mais
  • 125 gr di yoghurt al limone
  • 200 gr di zucchero di canna finissimo ( Mrs Lovelyfood usa lo “Zefiro” di canna)
  • 90 gr di latte
  • 70 gr di olio di semi
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito
  • Il succo e la scorza grattugiata di un limone

Procedimento:

Come sempre per i muffins, il procedimento è rapido e facilissimo: in una terrina unite tutti gli ingredienti liquidi, in un’altra tutti gli ingredienti solidi poi montate l’uovo con lo zucchero e unitevi prima gli uni e poi – piano piano – gli altri (ovvero il miscuglio di farine) amalgamando dolcemente il tutto.

Riempite fino a due terzi dei pirottini da muffins nell’apposita teglia ed infornate a 180° per 25/30 minuti.

Mrs Lovelyfood vi fa gli auguri con tutto il cuore, ricordando con un po’ di nostalgia il suo incedere sicuro e baldanzoso verso il suo “Mr-stavolta-right” sopra il suo solito stiletto tacco 12…..

 

My Cinnamon-scented Christmas

My cinnamon-scented Christmas (di  Maria Cristina Pepe)
Qualche giorno fa ( con appena un po’ di ritardo, ammettiamolo) al ritorno dal lavoro, sono entrata in casa e …improvvisamente ho realizzato che sì, anche quest’anno Natale è arrivato!
Non è stato l’albero – finalmente terminato – a suscitare questa subitanea e catartica consapevolezza e neanche il mio cane che girava per casa “addobbato” di fili dorati grazie all’ispirazione stilistica della mia pargola novenne, ma è stato l’aroma intensissimo della nostra “Christmas Candle” alla cannella ad avvolgermi in un istante nella magia delle imminenti festività….
Da lì è stato un attimo e dopo giorni che dibattevo con me stessa su quale fosse la ricetta giusta da proporvi per queste feste, è arrivata “l’illuminazione”! Sì, avrei condiviso con voi il mio:
“Trifle speziato alle mele e cannella”
Il trifle è un dolce di origine inglese la cui prima versione appare in un libro del lontano 1587 anche se è solo verso il 1700 che i dolci così chiamati cominciano a somigliare al trifle come lo conosciamo oggi.
Per chi ancora non lo sapesse, si tratta di un dolce al cucchiaio di facilissima realizzazione ma di grande impatto scenografico e molto goloso grazie suoi molteplici strati di diversi colori e consistenze.
Nei paesi anglosassoni è noto come il dolce giusto da proporre a chiusura di un pasto abbondante e quindi mi sento di consigliarvelo decisamente come delizioso dessert da offrire a conclusione dei nostri pantagruelici pasti natalizi o di fine d’anno.
Ingredienti per 6/8 persone:
4/5 fette non troppo spesse di pandoro
5/6 biscotti ”speculoos”*
4/5 cucchiai di rum
Per le mele caramellate:
4 mele golden
5 cucchiai di zucchero di canna
25 gr di burro
4 cucchiai di acqua
Il succo di mezzo limone
cannella
Per la crema di mascarpone
500 gr di mascarpone
4 uova
4 cucchiai di zucchero
Procedimento:
Iniziate dalle mele caramellate:
Riducete le mele a piccoli cubetti e spruzzatele con un po’ di succo di limone. Fate sciogliere in un padellino che le possa contenere possibilmente in un solo strato, il burro, lo zucchero di canna, tre cucchiai d’acqua ed il restante succo di limone aggiungendovi poi le mele che lascerete cuocere profumandole con la cannella e mescolando, fino a quando saranno tenere ma non sfatte. Ponetele a raffreddare e tenete da parte il loro sughetto.
Passate poi alla crema di mascarpone: separate gli albumi dai tuorli e montate questi ultimi con lo zucchero fino a quando saranno chiari e spumosi usando, se volete, le fruste elettriche o una planetaria. Solo a questo punto aggiungete un cucchiaio di mascarpone alla volta facendolo ben amalgamare alle uova.
Lasciate per qualche minuto la crema da parte in frigorifero e montate le chiare a neve. Togliete la crema dal frigo ed unitevi gli albumi montati, ma attenzione: per quest’operazione adoperate una spatola e fate dei movimenti ampi dal basso verso l’alto. In questo modo farete sì che il composto continui ad incorporare aria ed otterrete una crema perfettamente montata ed estremamente soffice. Ponete di nuovo la crema in frigorifero e dedicatevi al pandoro ed ai biscotti: tagliate il dolce a cubetti di circa un cm di lato e riducete i biscotti in grosse briciole.
Ora siete finalmente pronti a comporre i bicchieri (io di solito utilizzo bicchieri o coppette individuali, ma se volete potete anche utilizzare una bella e grande coppa unica).
In ogni bicchiere procedete in questo modo: fate uno strato di cubetti di pandoro, spennellateli con la bagna ottenuta mescolando il rum con il sughetto delle mele, poi fate uno strato di mele e a seguire di crema al mascarpone (non risparmiatevi!!! Che le cucchiate siano abbondante!) terminando con una bella spolverata di briciole di biscotto e, se volete, ancora un pizzico di cannella.
Se volete esagerare poi, fate un bel ricciolo di panna montata sopra lo strato di briciole di biscotti!
(in questo caso montate 250 ml di panna montata e fate un ricciolo su ogni bicchiere utilizzando un sac-à-poche con la bocchetta a stella).
*gli “speculoos” sono dei biscotti speziati originari dei paesi bassi. Per praticità potete usare anche i biscotti allo zenzero (per esempio i famosi “Pepparkakor” in vendita all’Ikea) o qualsiasi biscotto simile.

trifle mio
Buon Natale amici e che la gioia di queste feste possa riempire i Vostri cuori!

(photo Stockwood)

J’adore le déjeuner sur l’herbe

J’adore le déjeuner sur l’herbe!!! (di Cristina Pepe)
La colazione sull’erba – o pic-nic che dir si voglia – è a parer mio uno dei momenti più piacevoli di convivialità che si possano trascorrere, sia che il “convivio” consista in un romantico binomio “lui/lei” sia che invece si trasformi in una gioiosa scampagnata tra amici.
Che dire poi di questi ultimi anni in cui sempre più il pic-nic strizza l’occhio alla nobiltà che addirittura lo sceglie per festeggiare eventi importanti e decisamente significativi? Pensiamo ovviamente al matrimonio civile della coppia Casiraghi-Borromeo, ma non dimentichiamo che addirittura la regina Elisabetta l’ha scelto come forma di festeggiamento per il suo “Diamond Jubilee” nel 2012.
La scelta delle “cibarie da asporto” per queste occasioni è molto vasta e, se volete un consiglio, sia che stiate progettando una gita in campagna tra pochi – più o meno – intimi sia che decidiate di organizzare un evento di questo genere per festeggiare qualcosa di importante, bè, vi prego dal profondo del cuore: state alla larga dai banali panini o dalle tristi e trite insalate di riso!!
Virate piuttosto su insalate fredde di pasta (melanzane a funghetti, capperi e pomodori; pesto e pomodorini; tonno affumicato, formaggio fresco e rucola e..via di questo passo), sbizzarretevi con quiches e torte salate, fresche insalate multicolori e multigusto, una buona selezione di formaggi accompagnati da frutta secca e mostarde di frutta, salumi di qualità ed un ricco cesto di pane di vari tipi.
Scegliete per frutta spiedini colorati di frutta di stagione, bicchierini di fragole o ciliegie, cubotti di melone e anguria e, per dolce, comode monoporzioni di tiramisù o ciotoline di crumbles o gustosi tortini al cioccolato.
Condivido col mio Direttore la convinzione che le déjeuner sur l’herbe sarà un seguitissimo trend nell’organizzazione dei ricevimenti di nozze nel 2016 e, se anche voi deciderete di seguire la tendenza, andando nello specifico, è chiaro che il menu dipenderà dai vostri gusti ma anche dal tono che deciderete di dare all’evento.
Ricordo tanti anni fa il matrimonio di Enrico Papi: festa agreste a Roma in una tenuta di campagna sulla via Ardeatina: covoni di paglia come sedili e tovaglie a quadretti; un contadino che faceva la ricotta al momento e la torta portata alla festa da un trattore!
In questo caso ovvio che il menu seguirà un tema più rustico, ma nulla osta ad organizzare un pic-nic elegante con finger food salato e dolce, dando spazio a tartine con caviale, ostriche e frutti di mare, blinis con salmone, piccole frolle di crema e frutta fresca e…bè le possibilità sono davvero infinite!
Rubando ancora un po’ di spazio al Direttore, però, una ricettina al volo ve la do, confidando che questi gustosi bocconcini possano essere il giusto accompagnamento alle bollicine che Vi consiglierà la mia collega Emanuela!

FOTO MUFFINS

MUFFINS AL PESTO

INGREDIENTI (per 16 muffins):
– 6 uova grandi
– 240 ml di yoghurt bianco naturale
– 160 ml di pesto
– 50 gr di parmigiano grattugiato
– 300 gr di farina
– 1 bustina di lievito per torte salate
– 1 cucchiaino di sale
ISTRUZIONI
Preparate la teglia da muffins posizionando negli incavi gli appositi pirottini di carta e scaldate il forno a 180°.
In una ciotola capiente mescolate bene le uova con il sale. Aggiungetevi poi il parmigiano, lo yoghurt, il pesto e continuate a mescolare.
In una ciotola a parte setacciate la farina con il lievito e, poco alla volta, versate le polveri nella ciotola delle uova. Mescolate velocemente senza far amalgamare troppo: se restano dei grumi va bene (questa è in fondo la caratteristica dell’impasto dei muffins).
Aiutandovi con un cucchiaio o, ancora meglio con un sac-à-poche, riempite i pirottini dei muffins per due terzi e fateli cuocere nel forno caldo per circa 25 minuti o, comunque, fino a che li vedrete raggiungere un bel colore dorato.
Fateli raffreddare su una gratella, dopodichè serviteli tagliati a metà e –tocco chic – spalmati con un velo di formaggio fresco e riempiti di ottimo salmone affumicato!
Un ultimissimo suggerimento: vada per i piatti di carta (che siano di ottima qualità però),ma fatevi un regalo e portate con voi le posate “vere”: volete mettere? (E poi a casa c’è sempre la lavastoviglie…..)
Bon appétit!

#nonsolocaldarroste

(di Maria Cristina Pepe)

Immaginate un incontro con una vostra amica speciale. Un’amica che – più ancora di questo – ritenete una sorta di spirito gemello.
Immaginatevi mentre la abbracciate stretta dopo mesi che non vi vedete, separate da 600 km e da vite parimenti intensissime, complicate e anche caotiche.
Ecco. Pensate a che tipo di sentimenti Vi possano agitare l’animo in quel momento e poi…ascoltatela mentre Vi guarda fisso per un istante e Vi dice: “Sì, Tu, proprio TU: ho pensato che potresti curare lo spazio che nella nuova rivista che dirigo sarà dedicato al cibo”. Che avreste fatto voi? Bè, io sono solo scoppiata a ridere perché tanto lo so: con lei non esistono “ma” o possibilità di fuga, per cui … eccomi qui!
Chi sono Ve lo racconterò poi (o magari stavolta passo la palla all’esimio direttore)…non vogliatemene se questa ricetta “sa” di autunno e date la colpa, se dovrete attendere mesi per realizzarla, sempre all’esimio che in questo momento starà ridendo…

Ora bando alle ciance! Vi presento il mio:

“Filetto di maiale alle castagne e rosmarino”
Ingredienti per 4 persone:
Un filetto di maiale di 1 kg circa
400 gr di castagne già lessate e senza buccia (si trovano già pronte sottovuoto nel banco frigo dei supermercati)
4 cucchiai di olio evo
mezzo bicchiere di vino bianco
1 rametto di rosmarino
1 spicchio d’aglio
Farina
Procedimento:
Ricavate dal filetto dei medaglioni alti circa un centimetro.
Mettete a scaldare l’olio in un tegame, aggiungete il rametto di rosmarino intero e lo spicchio d’aglio schiacciato con tutta la buccia: sentirete immediatamente l’aria impregnarsi del loro profumi e, non so voi, ma io a questo punto comincio a sorridere felice…
Mentre l’olio compie il suo dovere ed estrae profumi ed essenze dalle spezie , voi infarinate rapidamente le fette di carne e tenetele da parte.
Togliete il rosmarino e l’aglio dal tegame quando quest’ultimo inizia ad imbiondire e ponete nell’olio le fettine di carne che dovranno rosolare nel condimento due/tre minuti per parte.
A questo punto aggiungete le castagne (tenetene 4/5 da parte), un pizzico di sale, uno di pepe, sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco morbido, chiudete con un coperchio e fate cuocere per 15/20 minuti a fuoco medio stando attenti che il sugo non asciughi troppo (nel qual caso potete aggiungere qualche cucchiaio di brodo di carne).Vedrete che le castagne si sfalderanno dando vita ad una deliziosa crema che in bocca si fonderà col sapore morbido del maiale.
Aggiungete nel tegame le castagne intere, mescolate delicatamente, servite e…poi fatemi sapere cosa pensate di questo uso un po’”alternativo” delle castagne!

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Prosciutto crudo, i love you!

Prosciutto crudo: I love you!

(di Cristina Pepe)

……Tanto, tanto tempo fa, in una primavera tiepida e assolata , passai alcuni giorni a Bergamo, ospite di un mio amico – prezioso – al quale va il merito di avermi fatto trascorrere una settimana decisamente felice in un periodo della mia vita particolarmente buio.
In mente ho un’immagine di me che, serena, si gode pantagrueliche colazioni a base di mix energetici yoghurtmarmellatamielecerealituttoinsiemeperchèfabene, “pendola” tra Bergamo e Milano come se non avesse fatto altro nella sua vita, gusta cene deliziose preparate da Lucio (che, smessi i panni del coscienzioso chirurgo, si dedica con altrettanta cura alla cucina), trascorre il weekend tra shopping e passeggiate a Bergamo alta e pranzi al Circolo del Golf……Giorni accompagnati dalle note degli Spandau Ballet che ci facevano compagnia durante le lunghe chiacchierate serali, riportandoci alla mente la nostra adolescenza, quando passavamo il tempo, al paesello natìo “through the barricades”.
Erano giorni in cui si parlava del futuro e, affinché le previsioni ed i pensieri fossero rosei, regalai al mio amico un “cappello magico”, grazie al quale era obbligato, ogni volta che lo indossava, a fare pensieri positivi ed a essere ottimista. Quel cappello lo usai anch’io e fu forse grazie ad esso (o più probabilmente grazie a Lucio!), che in quell’aprile lontano mi risveglia ad una nuova vita e compresi che, in fondo, ancora tutto sarebbe potuto succedere…..
Sono passati tanti anni da quella settimana, ma nonostante ciò, e nonostante ci separino direi più o meno un migliaio di km (tanti quanti sono quelli che dividono Roma da Udine, sua attuale residenza), l’amicizia resta salda ed a testimonianza di questo, il mio prezioso amico mi ha fatto un regalo incredibile: conoscendo la mia passione, sconfinata, per il prosciutto crudo, mi ha inviato pochi giorni fa, un trancio di San Daniele niente-po’-po’-di-meno-che direttamente dal suo luogo di origine e produzione! Un bel trancio di due kg dal prosciuttificio artigianale “Bagatto”.
Obbligatorio fargli onore ed accompagnarlo in modo degno, e quindi:
“Treccia integrale al pistacchio”
Ingredienti:
300 gr di farina 00
150 gr di farina Manitoba
100 gr di farina integrale
100 gr di granella di pistacchio (se non la trovate potete prendere 100 gr di pistacchi sgusciati e ridurli in polvere non troppo fine con il mixer)
200 ml di latte
80 ml di acqua
50 gr di olio EVO
25 gr di lievito di birra
1 cucchiaino da the di malto (o miele)
2 cucchiaini da the di zucchero
1 cucchiaino da the di sale
1 uovo
Procedimento:
Sciogliere il dadino di lievito in 150 ml di latte appena tiepido, insieme al cucchiaino di malto. Nel latte restante sciogliete i due cucchiaini di zucchero e nell’acqua il cucchiaino di sale.
Mettete nel vaso della planetaria il mix di farine, aggiungete il lievito sciolto nel latte e cominciate a mescolare a media velocità (col gancio). Aggiungete man mano il latte restante poi l’acqua, la granella di pistacchio e l’olio.
Fate andare alla stessa velocità per circa 10 minuti. Quando la pasta si incorda (cioè si “arrotola” sul gancio), toglietela dalla planetaria, ponetela sulla spianatoia infarinata e impastatela ancora velocemente per qualche minuto.
Dovrete ottenere una palla di pasta morbida ed elastica e non appiccicosa.
Ovviamente il procedimento può essere fatto anche a mano, facendo la fontana con le farine ed aggiungendo via via gli altri ingredienti.
Ponete la pasta in una ciotola infarinata, copritela con un panno e mettetela a lievitare in un luogo caldo e privo di correnti d’aria (nel forno spento va benissimo) per circa due ore o finchè il suo volume sarà raddoppiato.
A questo punto toglietela dalla ciotola, ponetela di nuovo sulla spianatoia, ed impastatela brevemente dividendola in tre parti uguali con cui andrete a formare altrettanti filoncini. Unite tra loro i capi dei tre filoncini, girate in sotto quello che sarà diventato un capo unico e poi sovrapponete, alternandoli, i filoncini a formare la treccia, unendo alla fine. di nuovo, i tre capi in uno solo.
Ponete la treccia in una teglia unta e rivestita con carta da forno e fatela riposare ancora per circa 45 minuti coperta da un panno. Trascorso questo tempo spennellate delicatamente la treccia con l’uovo sbattuto e mettetela nel forno che avrete fatto preventivamente scaldare a 210°.Cuocetela a questa temperatura per 15 minuti, poi abbassate la temperatura a 180° e continuate la cottura per altri 15 minuti. Infine togliete la treccia dalla teglia e ponetela direttamente sulla gratella del forno dove ultimerete la cottura per altri 15 minuti.
….Ma cosa c’è di meglio di un panino al prosciutto??