Mi Vuoi Sposare? – Giulia Salon

(di Isabella De Rorre)

Entrare nel regno di Giulia a Crema, è prima di tutto capire che non si sta varcando la soglia di un salone di parrucchiere come gli altri. Lo denota il sorriso sincero dello stylist che mi viene incontro immediatamente, mi saluta e mi chiede cosa possa fare per me. E’ la gentilezza non affettata ma spontanea con cui Giulia, omonima della titolare e responsabile della Spa, mi guida per le varie cabine con orgoglio, spiegandomi per filo e per segno quali siano i trattamenti ed i benefici che se ne ricavano. E’ la tisana depurativa che mi viene preparata al momento mentre aspetto di parlare con Giulia. Ed è lei, che arriva e mi stringe subito le mani, si preoccupa del mio benessere, sa chi sono ancora prima che io mi presenti. Tutti dettagli che mi fanno comprenere immediatamente perchè la sua attività abbia tanto successo. Giulia è i suoi occhi, vivaci, penetranti, attenti ad ogni parola e ad ogni gesto. E poi, la sua attenzione nei confronti delle persone, tutte. Il tono della voce pacato e affascinante, l’attitudine a lasciar parlare ascoltando davvero, per capire chi ha di fronte. Il suo progetto non è soltanto un progetto di business, ma di vita. L’idea del salone con la Spa annessa è legato alla volontà di poter ottimizzare il tempo dei suoi clienti, uomini e donne, che entrano per poter essere resi belli, migliori mi permetto di interpretare. Molti nella pausa pranzo arrivano per un trattamente estetico cui fanno seguire una piega, mentra mangiano un boccone ordinato appositamente per loro. Soprattutto, si rilassano. Si riappropriano di un tempo altrimenti stropicciato, sottovalutato. E vengono coccolati con prodotti di eccezione.

Giulia ha sposato la mission Aveda da ormai 20 anni; ambientalista convinta, mi parla di questi prodotti che limitano con dati di eccellenza l’inquinamento delle acque. I prodotti hanno come componenti di base piante e frutti che forniscono gli elementi necessari a nutrire capelli, viso, corpo, e mente di conseguenza. Di Aveda ricorda essere il primo shampoo alle noci. Il fondatore del marchio era allergico ai prodotti che usava nel suo negozio di parrucchiere: è così, me ne parla convinta, da una esigenza di base legata all’uomo, che spesso nascono le grandi idee e i progetti che se ne sviluppano. Chiedo a Giulia come ha cominciato: partita da un negozietto piccolo dove ha potuto fare pratica, sente l’esigenza di perfezonarsi, di evolvere, e frequenta per sette anni l’Accademia D’Arte a Milano, divenendo alla fine del percorso Maestra D’Arte. Ha modo di lavorare per il teatro, e questo ancora di più la spinge a sapere (me lo dirà esattamente così) “come si muove il mondo”; allora, ecco i viaggi a Parigi e a Londra, per vedere tutto il nuovo che c’è, per cogliere le tendenze ed i grandi cambiamenti. Per questa signora, che mi ricorda il fiore della calla, elegante e leggera ma dotata di un cuore saldo e costante, sono la passione per il proprio lavoro e l’umiltà a portare a capire che cosa stai facendo, se quello che fai è giusto, quale sia la strada definitiva da seguire. E pretende, ed accompagna, il suo staff nel compiere la stessa ricerca, con entusiasmo.

Giulia prova gioia nel trasmettere gioia, nel far sentire bene i suoi clienti. Che la ripagano con affetto e fedeltà assoluta; per lei la ricerca è una forma di conoscenza continua. Dice di viaggiare con le sue clienti, senza moversi di un passo, semplicemente ascoltando i loro racconti. Ammetto di staccarmi a malincuore da lei, dalle sue mani e dalle sue parole.

Il suo salone, che si occupa di hair styling e di make up (molte sono le spose che si rivolgono a lei certe di essere seguite in un percorso di benessere e di remise en forme totale per il giorno del sì), è accompagnato come dicevo da una Spa che propone trattamenti d’avanguardia e una piccola zona relax dove staccare dalle follie del mondo e tornare a prendersi cura di sé.

Giulia Salon, Via XX Settembre, 33 Crema

Mi Vuoi Sposare? – Alioscia Mussi, l’arte del make up

(di Isabella De Rorre)

Alioscia Mussi è una Persona e non un Personaggio.
E’ un artista consapevole delle sue capacità ma che non si sente “arrivato”; da buona Vergine (il suo segno zodiacale è una delle prime cose che mi rivelerà), è costantemente pronto mettersi in discussione e mai completamente soddisfatto dei risultati, sia pur notevoli, raggiunti.
Mi accoglie nel suo studio, che lo rispecchia alla perfezione: uno stabile antico, con un soffitto affrescato, molto bianco e molti libri che non sono lasciati lì per caso o per vezzo, ma sono vissuti, letti e riletti. Mi dice che prima lo studio è appartenuto ad un pittore e che proprio l’odore della pittura ad olio lo ha conquistato, durante una delle prime visite, ricordandogli la passione per l’arte ai tempi delle scuole medie. Ogni oggetto presente in queste stanze raconta qualcosa di lui e della sua vita professionale. Lo standing, il modo di porsi, la gentilezza innata e mai affettata, la capacità di ascoltare davvero chi ha di fronte completano il quadro.

 

Puntiglioso, esigente ed amante del bello, mi precisa che la sua vita fino ad ora è comunque stata costellata di coincidenze, incontri, decisioni che hanno determinato i suoi passi e lo hanno fatto diventare ciò che è oggi.
Dopo le medie frequentate a Benevento, si trasferisce con la famiglia a Crema. Qui frequenta il liceo artistico, trascorrendo notti intere a disegnare, e a trasformare in ritratti le fotografie della madre e dei parenti.
L’università è in questo disegno una scelta quasi obbligata: la Facoltà di Storia dell’Arte di Firenze. La frequenta per due anni, ma la città e la gente che la popola gli vanno strette e decide di tornare a casa.
Ecco un altro segno con cui il destino continua ad indicargli la via: indeciso su cosa fare della sua vita, vede un manifesto della Scuola BCM di make up, si documenta, chiede informazioni, si iscrive.
Non gli interessa lavorare nella moda come stilista, il ruolo cui già aspira è quello di chi crea nel backstage rendendo raggianti le modelle e influenzando l’esito di un evento rendendolo perfetto. L’anno di scuola a Milano è durissimo ma lo forma e gli apre la possibilità di lavorare, già alla fine del primo semestre, nello show room di Madina. Da perfezionista quale è, non si sente portato per la vendita e declina l’offerta di far parte de team in modo permanente.
Arriva la partecipazione a Miss Italia 2001 con l’agenzia HM Battaglia. Romualdo Priore, uno dei più importanti make up artist italiani, lo nota e nonostante la sua giovane età ne intuisce le doti e durante un briefing a sua insaputa, lo nomina responsabile del last check trucco delle aspiranti miss prima di uscire in passerella, e del make up delle celebrity.
L’unica che non truccherà sarà Sophia Loren perchè non se ne sentirà, ecco di nuovo la mania di perfezione, all’altezza.
Il suo lavoro prosegue nel campo della moda: affianca il fotografo Roger Corona, che lo vu0le in esclusiva per i suoi photoshoot. Arrivano le copertine di Francorosso, i servizi per Jean Paul Gaultier, per Alviero Martini fra i tanti grandi nomi.
Nel 2002 partono insieme per l’Africa per un progetto voluto da Franca Sozzani per Vogue Italia, che culminerà in una mostra fotografica. Sono mesi intensi, senza mai una sosta. Tornato in Italia, sente il bisogno di riappropriarsi di sé, delle sua quotidianità, dei suoi affetti.
A Crema aiuta con successo un amico ad avviare un locale in centro.
Si sa: spesso la nostra strada è già segnata prima che ce ne rendiamo conto. In quel periodo lo contatta una agenzia di Roma che gli propone di lavorare per un brand famosissimo, Collistar, in uno degli store più importanti di Italia: La Rinascente di Milano.
Questa esperienza, che durerà per tre anni e mezzo, continua a plasmarlo e lo identifica, lui che pensava di non avere alcun spirito commerciale, come uno dei migliori venditori dello store ma non solo.


Si licenzia da Collistar, cominciando a ragionare su una carriera da libero professionista che gli permetta di esprimersi al meglio. Uscito sabato da la Rinascente, viene contattato martedì da Chanel e mercoledi dalla retail manager di Dior. Sarà questo ultimo brand a spuntarla, accaparrandosi la sua bravura. Alioscia Mussi otterrà risultati così importanti in termini di fatturato, da vincere il premio come miglior truccatore Dior in Italia nel 2013, e miglior truccatore Dior del mondo nel 2014.


Mentre nel 2015 si riposa durante una trasferta per formare i make up artist di una catena famosa di profumerie, guarda in televisione una puntata di “Detto Fatto”. Spinto dalla sorella, che e’ stata e sarà sempre la sua prima sostenitrice, scrive alla redazione proponendosi come tutor. Viene contattato più volte ed il 17 agosto sostiene il suo casting. Dopo un’ora e tre quarti, gli viene fatto firmare il contratto per la prima stagione. Durante la prima puntata l’emozione lo sovrasta, ma scompare nelle puntate successive.
Alioscia rassegna, con la correttenza che lo contraddistingue, le sue dimissioni da Dior. Non partecipa al canvas con cui, per l’ennesima volta, sarebbe stato decretato miglior truccatore in Italia per Dior. Con il brand francese la stima, l’affetto, i rapporti rimangono aperti e ottimi per la comunanza di visione e per una serie continua di progetti condivisi.

La collaborazione con Caterina Balivo, conduttrice del programma, è subito entusiasmante, tanto è che la segue anche per “Caterina Secrets”, il magazine della Balivo. Per lei il make up artist studia look eclatanti, come quello sui toni del rosso, che Lady Gaga sfoggierà identico due giorni dopo per il Super Bowl.
Alla vigilia della terza stagione di “Detto Fatto”, Alioscia Mussi può contare su un pubblico che lo segue costantemente e che lo apprezza senza condizioni.
Accanto all’attività televisiva, il mak up artist si dedica a corsi come docente per professionisti o anche per principianti che vogliano imparare le basi del trucco, crea tutorial on line, ha un agente e una agenzia moda a Milano collaborando con i brand per le sfilate, cura il look delle spose che si rivolgono a lui per il giorno del sì, e guarda ad ogni collaborazione come a nuova e importante opportunità.Dice sorridendo che il truccatore è un vezzo, perchè il suo lavoro è effimero. Ma questo lavoro effimero, penso io, si basa su anni e anni di studio, su esperienza prove perizia, attenzione alla persona e psicologia. Lavoro effimero ma che rende sicura di sé la donna che esce dalle sue mani trasformata.

 

Chi lavora sul campo sa cosa vogliano davvero le clienti, e questo è uno dei suoi punti di forza. Il capire, a volte anticipare, i desiderata dei suoi clienti.
Alioscia Mussi ha una intima coerenza che lo denota e denota il suo lavoro. Gli chiedo se ha un modello di donna particolarmente amato o che gli piacerebbe truccare, e mi risponde che ogni donna è una bella sfida. Quello che ama è una pelle pulita, un viso luminoso. Spesso consiglia di puntare, e investire, più su prodotti per la cura della pelle, che di trucco stesso.
Non è per le basi trucco spesse, le sue sono sottili, leggere, il suo make up è correttivo senza stravolgere lineamenti e caratteristiche delle donne che trucca.
Un sogno nel cassetto? Più che altro un piccolo rimpianto: non aver potuto truccare le top model anni 90, quelle di Gianni Versace per intenderci. In quel periodo il make up aveva un ruolo fondamentale nell’enfatizzare la bellezza delle modelle, e nel completare gli outfit che sfilavano in passerella.
Parliamo di spose: le sue non sono spose “a catena”, in serie. Nel colloquio conoscitivo, si definisce anche la tipologia di trucco. Il make up artist deve entrare nella psicologia del sogno della futura sposa, comprendere chi desidera essere più sexy, o più romantica.
Un punto di eccellenza oltre alla sua bravura è anche il fatto che, avendo lavorato per i maggior brand di trucco, questo make up artist non è legato a un singolo marchio, ma sceglie i prodotti migliori di ogni casa cosmetica.
Mi rivela che ama girare per mercatini, alla ricerca di pietre cristalli piume, oggetti che possano essere applicati al maquillage per tocchi eclatanti. E che ci sono prodotti che non hanno magari marchi conosciuti, ma che sono sfiziosi e versatili.

Con le spose, ma con tutti i suoi clienti, è franco e sincero. Il trucco non deve seguire le mode, non deve stravolgere. Non deve togliere sicurezza, ma donarne.
Suo compito è di vedere quelle che sono le caratteristiche della donna che deve truccare, essere gentile con lei e con le sue aspettative e insicurezze, vedere quali possono essere i punti che la possono peggiorare e intervenire su quelli, minimizzandoli.
Il nostro incontro finisce con la visita alla sala trucco, che è un piccolo paese delle meraviglie che si svela davanti a me come un forziere pieno di preziosi. E l’ultima foto ad Alioscia Mussi è proprio nel suo regno.

 

 

Valerio Antonelli- Il lusso del sé

(di Antonella Del Lucia)

Ci siamo! Il giorno delle nozze è alle porte. Non meno importante degli altri preparativi per una sposa veramente fashion ecco presentarsi la scelta dell’acconciatura e del trucco.

Ma come districarsi tra le tante proposte che riviste e siti web suggeriscono per risplendere ed essere protagonista nel giorno più emozionante di ogni donna?

E’ per questo motivo che ho accettato l’invito di Valerio Antonelli Hairstylist e makeup-artist, patron di Metamorphosis, fucina di bellezza all’interno del centro estetico Beauty Garden in corso Magenta 76 a Milano.

Nei luminosi locali di questa casa d’epoca, a pochi passi da Santa Maria delle Grazie e dagli Orti di Leonardo, lo stylist ha creato un’oasi dove poter realizzare la tanto agognata metamorfosi da bruco a farfalla.

Dopo gli studi e il diploma come Operatore Turistico e le conseguenti esperienze nel settore, la tradizione di famiglia ha avuto il sopravvento, supportata anche dal desiderio di svolgere un’attività più creativa e manuale e dal bisogno di gratificare il richiamo della sua naturale passione per il bello .

Da qui in poi gli studi e le esperienze si sono concentrate in particolar modo sull’acconciatura e il trucco. Sono seguite alcune trasferte all’estero (a New York, per esempio, dove ha collaborato come stagista da Freddie Fekkai). Il ritorno a Milano è però stato il fattore X.

Quindici anni con il ruolo di direttore tecnico hanno reso possibile la realizzazione del sogno di Valerio Antonelli. Uno spazio tutto suo, dove lavorare in libertà, affiancato da una squadra di professionisti specializzati nei campi del benessere e dell’estetica.

Valerio non è solo un artista, ma anche un capace imprenditore. Grazie al connubio di queste due anime apparentemente contrapposte, ha potuto vedere la luce una vera e propria azienda. Una delle leve più innovative è stata l’idea di stipulare contratti di “affido di poltrona” in base ai quali il titolare di un salone di acconciatura o di centro estetico può concedere in uso una parte dell’immobile e delle attrezzature a collaboratori esterni. Il vantaggio di questa norma risiede nella flessibilità degli orari e dei giorni di lavoro al fine di consentire agli operatori e ai clienti di gestire al meglio gli appuntamenti per creare quella sorta di complicità e affiatamento che sono la base della fiducia.

 

 

 

 

Entrando da Beauty Garden ci si sente subito coccolati dalle buone maniere e la cortesia dei vari esperti, dal calore di una tisana appena fatta e dalla sobrietà un po’ retrò degli arredi.
Come ripete Valerio Antonelli:  “Il vero lusso è trovare del tempo da dedicare al proprio benessere e vederlo valorizzare con cura e garbo “.

 

 

 

 

 

 

Infine ho domandato al nostro gentile ospite quali fossero le nuove tendenze per il trucco e l’acconciatura delle spose del 2017 e la semplicità della risposta mi ha entusiasmato: “Less is more”: questo è l’aforisma ispirato dalla filosofia della Metamorphosis di Valerio Antonelli.

 

 

 

 

 

 

Pochi interventi, con l’utilizzo di prodotti naturali e all’avanguardia, mirati a valorizzare al bellezza di ogni donna senza stravolgerne l’aspetto e la personalità. Per ogni donna un trattamento di bellezza diversificato e personalizzato realizzato grazie all’instaurarsi di un rapporto di fiducia reciproca tra cliente e stylist.

 

 

 

 

 

Metamophosis di Valerio Antonelli- Corso Magenta, 76 Milano

Lo stile Vintage

Guest star della nostra prima uscita è Orietta di Ori.O. Nessuno meglio di lei può presentarsi!

Nasce e cresce tra spazzole e arricciacapelli nel salone di bellezza di famiglia dove, con sguardo incuriosito e divertito, comincia ad apprendere tutti i segreti e le tecniche del caleidoscopico mondo dell’estetica femminile. E’ chiaro da subito che l’aspetto del mestiere che più la affascina e le è affine è quello creativo. Comincia a viaggiare, a ricercare una strada tutta sua e la trova nel mondo dell’arte, del teatro, dello spettacolo. Lavora per fotografi, case di moda, il Teatro dell’Opera di Roma, il cinema, la pubblicità. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni su riviste di moda nazionali e internazionali, partecipa come acconciatrice ad eventi e festival dedicati al vintage, anche in Inghilterra. Collabora con alcune tra le più importanti performer di Burlesque, per corsi e workshop di acconciature retrò.
Da anni, spose provenienti da ogni parte del mondo si rivolgono a lei per consigli e suggerimenti su acconciatura e trucco per il loro giorno più bello.
Scegliere l’acconciatura e il trucco ideali per il proprio matrimonio, infatti, non è certo cosa semplice. Mille possono essere i dubbi e i timori che la futura sposa si trova ad affrontare, tanti i quesiti come: “Quale sarà la pettinatura più adatta al mio viso” o “Quale il makeup in grado di valorizzare i miei lineamenti?”
La risposta non c’è, o almeno, non esiste un passepartout. Lo scopo di questa rubrica, sarà cercare di dare degli spunti, dei suggerimenti, stimolando il vostro interesse e la vostra creatività, cosicché possiate avere qualche freccia in più al vostro arco in merito alle scelte da affrontare per il vostro giorno più importante.

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LO STILE VINTAGE

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Il vintage è uno stile che sembra non tramontare mai. Molte celebrità traggono ispirazione dal “glamour” del passato, soprattutto per occasioni speciali come una passeggiata sul red carpet: Scarlett Johansson, Charlize Teron, Kate Winslet, solo per citarne alcune.
C’è qualcuno, come Dita Von Teese che, emulando le grandi dive del passato, è diventata una moderna icona di stile.
C’è qualcosa negli anni 20, 30, 40 e 50 che ritorna e ispira anche le donne di oggi.
Serate ed eventi a tema si moltiplicano, in Italia il Summer Jamboree di Senigallia è stato il capostipite di manifestazioni che celebrano il vintage e sembra aver fatto da volano ad un ritrovato interesse per quest’ultimo: la musica, il ballo l’abbigliamento, i capelli, il trucco. Per più di una settimana, persone provenienti da ogni parte del mondo ballano, si vestono e si acconciano per vivere e far rivivere, a chi le guarda, le affascinanti atmosfere di epoche passate.
Il vintage sembra avere un appeal irresistibile, tanto che il suo contagioso fascino sembra non aver risparmiato proprio nessuno ed è uscito, ormai da molto tempo e definitivamente, dai confini ristretti degli eventi dedicati per insinuarsi sempre più nella quotidianità. Ogni scusa è buona per sfoggiare un look sofisticato, e quale occasione migliore del proprio matrimonio?
I riccioli, le onde, una frangia, dei torchion. Tra le tendenze più in voga, ci sono fiori, nastri, cappellini, velette e accessori che traggono ispirazione dai vecchi album fotografici delle nostre mamme e delle nostre nonne.
Basterà un dettaglio ricercato per aggiungere un tocco chic e irresistibile al vostro outfit nel giorno più bello.

Buon divertimento!

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