Gipsy Mood

Nuove tendenze, nuovi modi di interpretare e vivere l’evento. Moderni sì, ma con un occhio al passato. Ecco i consigli di Alessandra redattrice di  theWProject da Roma.

(di Alessandra Agostini)

In perfetto tema Gipsy, dalla Capitale, vi racconto il dilagare di una moda che sta diventando una realtà sempre più diffusa e che riguarda molte aziende che decidono di rendere itinerante la loro attività.

I Food e i Fashion Trucks sono un esempio concreto di questa rinnovata ed affascinante tendenza del vivere e far vivere l’evento.

Che sia una cena, l’organizzazione di una cerimonia o una manifestazione pubblica, l’idea di avere una formula alternativa al catering tradizionale, è vincente e accontenta tutti i palati. E questo, senza sacrificare qualità e gusto che sono sempre di alto livello.

La parola d’ordine in merito al fashion invece è originalità: proposte uniche, nate dall’intuizione di persone che hanno saputo, con abilità ed estro creativo, reinterpretare un concetto, uno stile e magari anche colmare uno spazio vuoto lasciato dalle etichette tradizionali.

Non è solo una questione di budget, sia ben chiaro, nè per chi propone nè per chi acquista, ma un concetto di vita che, ad analizzarlo bene, nasce da lontano e accomuna da sempre tutti i paesi del mondo. Non a caso ho voluto parlare di rinnovata tendenza. Chi non è andato mai in giro per mercatini o non conosce o ha mai sentito parlare di street food, ad esempio? Forse non lo chiamavamo proprio così, ma tutti, senz’altro abbiamo ben in mente i venditori di hot dog agli angoli delle strade newyorkesi oppure i venditori di pannocchie in Oriente o ancora, per restare in territorio romano, i caldarrostai disseminati in centro.

Grazie alla tecnologia inoltre, oggi tutto è reso più facile. Basta scaricare l’applicazione WeStreet per avere a portata di touch la mappa di tutti i food e fashion trucks nelle proprie vicinanze.

Insomma, gli elementi ci sono tutti.

A voi iniziare la vostra ricerca e organizzare il vostro evento in perfetto stile gipsy.

Buona strada!

Mai smettere di festeggiare

Mai smettere di festeggiare (di Alessandra Agostini)

Per le strade di Roma, in questo periodo, tra luminarie e addobbi natalizi, fanno capolino uomini armati e mezzi militari. Ce ne sono in tutti gli angoli, alle fermate della metropolitana, nelle piazze, sulle strade, immobili come insolite statuine di un presepe.

Dopo una vita passata a pensare che solo noi siamo gli artefici del nostro destino, c’è qualcuno che vuole farci credere che stiamo sbagliando, che il nostro stile di vita è contro qualcuno o qualcosa e per questo saremo puniti. Nella speranza che non sarà così, il solo pensiero ci fa vivere nel terrore e, per quanto ci è possibile, proviamo a fare del nostro meglio per sentirci più al sicuro. Si alzano quindi le soglie di allerta,  si acuiscono i controlli, si evitano i luoghi affollati, non si prende la metro, si guarda con diffidenza il prossimo, si rinuncia all’uscita serale…ma fino a quando? Non c’è un momento giusto per smettere ma… sapete? Non è proprio il momento di cominciare. Non permettiamo a nessuno di decidere per noi, non smettiamo di incontrare i nostri amici, di coltivare le nostre passioni, di perderci in una lunga passeggiata per le vie del centro guardando con occhi nuovi la nostra città, come fossimo turisti incantati alla prima visita nella città eterna. Non smettiamo di celebrare i nostri eventi, non priviamoci delle conquiste fatte dai nostri avi per noi, della libertà che oramai è parte di noi ma, soprattutto, mai smettere di festeggiare e gioire per ogni singolo momento di felicità.

(Foto anordovestdiche.com)

Matrimoni e Pic Nic a Roma

Maatrimoni e Pic Nic a Roma (di Alessandra Agostini)

Perchè non replicare la scelta  dei Casiraghi Borromeo anche in una splendida location come Roma? La Capitale offre degli splendidi spazi verdi che ben si presterebbero a pic nic dal sapore shabby chic (sembra uno scioglilingua…!)

Forse è necessario richiedere qualche permesso speciale per utilizzare alcuni spazi, ma potrebbe valerne davvero la pena.

Iniziano con Villa Ada.

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Villa Ada è il secondo più grande parco pubblico di Roma. È collocato nella zona settentrionale della città, sulla via Salaria tra i quartieri Trieste e Parioli. E’ il parco più ricco di Roma per quanto riguarda l’aspetto faunistico e ambientale. Tra gli arredi del parco spicca per qualità architettonica il coffee-house settecentesco presso il casino Pallavicini, meglio conosciuto come il Tempio di Flora. Da sempre meta hippy potrebbe prestarsi ad un matrimonio in stile hipster.

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Villa Doria Pamphilj è il parco più grande di Roma, da alcuni definito anche il più bello. Adagiato sul Gianicolo va da Porta di S. Pancrazio fino all’Olimpica. Il parco è costellato ancora da meravigliosi palazzi che possono essere lo sfondo adatto anche per un servizio fotografico. Tra l’altro, navigando in rete, abbiamo anche scovato un locale che offre l’opportunità di organizzare eventi proprio nella splendida location della Villa. Visitate il sito http://www.vivibistrot.com/villa-pamphili/ per maggiori informazioni.

Ancora, perché non valutare anche dei giardini fuori Roma? Abbiamo la spendida Villa d’Este a Tivoli che rappresenta un capovaloro del giardino italiano tanto da essere inserito nella lista dell’UNESCO del patrimonio mondiale. E’ il vincitore inoltre della prima edizione del premio “Il Parco Più Bello d’Europa”, selezionato da una giuria internazionale formata da noti botanici, architetti paesaggisti, storici e giornalisti.

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Che dire, le immagini parlano da sole. Proprio una location per un matrimonio principesco. E l’abito non può essere da meno.

Infine proporrei il Parco dell’Appia Antica.
Nel Parco dell’Appia Antica facilmente si possono trovare resti dell’antica epoca romana. Ampiezza del parco 16 km e comprende via Appia Antica, la valle della Caffarella e le aree archeologiche delle tombe della via Latina e degli Acquedotti. Il vostro matrimonio sembrerà ambientato in epoche passate e perderete per un giorno la cognizione del tempo. Anche qui le offerte non mancano se ci si vuole affidare a delle strutture per l’organizzazione completa dell’evento.

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Articolo mostra Bellissima

“Bellissima” (di Alessandra Agostini)

Nella avveniristica struttura del Maxxi è stata presente fino al 3 maggio la mostra “Bellissima. L’Italia dell’Alta moda 1945-1968”.

Che l’alta moda italiana è da sempre rinomata in tutto il mondo è ormai scritto nella storia. Ma questa mostra non è un omaggio alla nostra storia sartoriale (o meglio, non è semplicemente questo) bensì è il racconto sognante di un’epoca. Ogni abito parla di una favola, ogni accessorio riporta alla memoria i grandi film della nostra infanzia, i gioielli ci restituiscono l’immagine delle attrici più belle del mondo per le quali sono stati creati.

L’emozione inizia fin dall’ingresso della mostra, che lascia già intravedere delle creazioni. E’ la sezione “Space”. Paillettes, lurex, frange, placche che disegnano corpetti in alluminio. Nel luccichio che emanano, quasi si possono vedere scene di dive e giovani donne alto borghesi che si muovono sinuose sulle piste del Piper Club.

 

Lo sfavillio continua nella zona Esotismi. L’attrazione per l’oriente si proietta nei preziosi ricami floreali e disegni geometrici che arricchiscono un particolare, un polso o il collo fino a contaminare l’intero abito. E’ l’apoteosi del lusso. Nasce in questi anni il Pijama Palazzo, ideato da Irene Galitzine,  che arriva su tutte le copertine di Vogue anche se, ad attirare la mia attenzione, è uno splendido Valentino in seta di raso con bordo di paillettes e strass, indossato da Jacqueline Kennedy Onassis negli anni 67-68. E’ talmente bello che probabilmente non poteva essere altrimenti.

 

 

L’abito da cocktail forse oggi non si usa più molto, il nostro aperitivo è un momento più informale ed easy, ed è un vero peccato. Il tardo pomeriggio era il momento della giornata nel quale si poteva osare più del giorno ma non quanto la sera. Era la “via di mezzo” perfetta nella quale si potevano sfoggiare le prime creazioni ardite delle grandi firme o accessori particolari, come borse o scarpe gioiello o ancora bijoux mozzafiato. Gli artisti iniziano a giocare con le forme e le applicazioni diventano parte del tessuto dell’abito stesso. Ancora un Valentino mi conquista…ovviamente rosso…ovviamente bellissimo. Ma devo ammettere che anche l’abito corto in tulle di Gigliola Curiel appartenuto a Silvana Pampanini non è affatto male, anzi.

Fiato alle trombe, rullo di tamburi: arriva la gran sera.

Che dire, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Compaiono all’appello anche le creazioni delle sorelle Fontana e il gioco è fatto. La mente corre alle serate dei grandi eventi, il tappeto rosso, le feste a palazzo, le prime a teatro. Ogni abito è un’opera d’arte unica e irripetibile, fantastica nello stile perché “deve” essere appositamente lontana dalla realtà. Tessuti pregiati, piume di struzzo, gioielli fiabeschi con gemme preziose della Bulgari Heritage Collection. Semplicemente divini.

Nella sezione intitolata al Cinema si possono ammirare gli abiti scelti dalle grandi produzioni di Hollywood e di Cinecittà per le dive della Dolce Vita, ma anche gli abiti per le prime trasmissioni televisive ad alto audience, come la creazione in perle e Swarovski di  Fausto Sarli indossato da Mina per la trasmissione “Studio Uno”. Davvero emozionante vedere le creazioni di Salvatore Ferragamo per Marilyn Monroe (décolleté raso oro e décolleté coccodrillo) e per la nostra Sophia Loren (stivaletto tessuto e décolleté ricamo).

Non poteva mancare poi una sezione dedicata al Bianco e Nero, i 2 (non) colori per eccellenza in fatto di moda. Degni di nota un Emilio Schuberth creato per Gina Lollobrigida, due abiti pantalone firmati Valentino e Fendi e, sempre di Fendi, uno splendido cappotto doppio petto in visone.

Nella sezione dedicata al Giorno si percepiscono chiaramente i progetti dei grandi stilisti che sperimentano nuove forme di creatività senza l’utilizzo di materiali preziosi e tessuti pregiati ma ottenendo comunque risultati di altissima qualità. Sono i precursori del moderno pret-a-porter.

 

Ultima ma non ultima la sezione Arty, che ben si sposa con l’esposizione qua e là di qualche opera d’arte moderna dell’epoca. L’atelier e il laboratorio sartoriale come luogo di incontro culturale fra stiliti e artisti, per dar vita a nuove forme di espressione. Capucci, Marucelli e Mila Schon sono gli stilisti che meglio incarnano questo stile.

 

La borsa della sposa Boho Chich

La borsa della Sposa (di Alessandra Agostini)

Care spose non illudetevi!

Anche se avete deciso di tenere il vostro ricevimento in un parco, tra tovaglie a quadri e fiori di campo, la vostra borsa non potrà essere, in nessun caso, una shopper di paglia di proporzioni maxi.

Una sposa è pur sempre una sposa! E la sua borsa dovrà essere sempre e comunque una pochette adatta a una cerimonia. Possiamo accordarci su materiali e i colori ma le dimensioni saranno adeguate a quello che l’etichetta prevede. Il contenuto sarà quindi necessariamente minimal: gloss, repellente naturale contro gli insetti, cipria, salviettine rifrescanti e piccola confezione di eau de toilette. Smartphone solo se non potete rinunciare ai selfie con neosposo e invitati. Ed è davvero l’unica eccezione che vi concediamo.

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Abbiamo trovato per voi questo splendido outfit della vintage collection 2015 di rembo styling con una pochette dalle tinte tenui.

Foto: http://www.abitipersposa.com/rembo-styling-collezione-vintage-2015-abiti-sposa/

Very Vintage

(di Alessandra Agostini)

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Ho sempre adorato i mercatini.

Ho sempre adorato, in realtà, l’idea di poter scovare, tra i banchi polverosi e le cose accatastate, l’affare della vita. Il pezzo unico. L’occasione vera. Quella che quando ti capita, non puoi non prenderla al volo. Amo particolarmente i banchi degli oggetti di arredo: più sono vecchi e più sono malconci, più mi piacciono. Li sento carichi di storia e di un vissuto che, seppur lontano, è ancora così vivo e presente. E’ bello immaginare come ogni oggetto, prima di arrivare lì, proprio su quel banco che stai letteralmente vivisezionando, abbia avuto già una vita e suscitato delle emozioni; a volte talmente tante che ti domandi perché mai qualcuno abbia pensato di privarsene.

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Dopo tanti anni, lo scorso sabato, sono tornata al mercatino di Via Sannio. Era dai tempi dell’università che non ci andavo. E’ stato divertente vedere come, nonostante gli anni passati, il tempo non abbia intaccato nulla o quasi: gli abiti militari e in pelle, i ritmi pacati del primo mattino, la ritualità della trattativa, l’ostentazione della propria merce che “uguale nun la trovi”, i banchi dove compri tutto a un euro (mille lire ai bei tempi…). Sarà che mi piacciono le cose datate, sarà la recente visita di Sara Jessica Parker con tanto di bodyguard al seguito e foto su tutti i giornali, sarà anche che mi piacciono gli outfit di ogni genere purchè di stile e dannatamente chic, è stata d’obbligo la tappa al banco incuneato nella parte più profonda del mercato: quello degli abiti vintage.

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Il mercato di Non si può non restare affascinate dalla quantità di colori e fantasie, dai tessuti e le fattezze di così tanti pezzi unici. La proprietaria del banco, seduta sul suo sgabello, mi incita a provarli dicendo “Signori’ questi so’ vintage veri, li provi pure”. E’ già quasi l’una e resisto a malincuoreall’invito, ma so già che presto cederò di certo alla tentazione di averne uno.

Rincarando la dose, l’istigatrice aggiunge “il fornitore mi dice che glieli ho finiti quasi tutti, …mi toccherà inizia’ a vende gli anni ’80!” E pensandoci bene, non ha tutti i torti: oramai, sono vintage anche quelli.

Mercato di Via Sannio, Roma (Zona San Giovanni) dal lunedi alla domenica dalle 8.00 alle 14.00/ giovedì e sabato aperto fino alle 17.00. Una vera chicca per appassionati di vintage!