Eleganza all’Inglese

Eleganza inglese. I sarti di Savile Row (di Laura Canepa)

Savile Row potrebbe essere una via qualunque nel quartiere di Mayfair a Londra, in realtà è la culla della sartoria britannica che dal 1800 ad oggi rappresenta il punto di riferimento per l’eleganza maschile nel mondo. Precisione, perizia artigianale, rispetto delle tradizioni, qualità come valore irrinunciabile, sono gli ingredienti imprescindibili che danno vita al “Bespoke”, per definizione l’abito confezionato a mano su misura. Negli ultimi due secoli nulla è cambiato nelle sartorie di Savile Row: 52 ore di lavoro e di pura maestria per raggiungere la “creazione della forma divina”. I numeri ideali della ponderatio classica greca sono comparati con quelli reali del cliente, prendono forma sul cartamodello e si tramutano sulla stoffa in veloci tratti di gesso bianco, consentendo fasi come taglio e confezione. Tre prove sono essenziali per scolpire l’abito sulla figura, regalare comodità e consegnare l’opera nell’atto finale.

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All’inizio i clienti furono i reali inglesi e gli uomini politici come Sir Winston Churchill, poi le star di Hollywood, Fred Astaire, Clarke Gable e Cary Grant, negli anni ’70 i miti della rivoluzione culturale come John Lennon ed i Rolling Stones, e ai nostri giorni icone come David Bowie e Tom Cruise. Nel tempo Savile Row ha vestito tutti coloro che volevano distinguersi per un connubio di eleganza ed eccentricità. La sua affascinate storia è raccontata da James Sherwood, giornalista di moda e collaboratore del Financial Times, con una preziosa prefazione di Tom Ford, nel libro intitolato “Eleganza inglese. I grandi sarti di Savile Row”. Una stella che ancora illumina generazioni di uomini, chiamiamoli dandy o semplicemente romantici, che non sanno rinunciare allo stile e all’essenza della tradizione.

“Eleganza inglese. I grandi sarti di Savile Row”, James Sherwood, traduzione Milena Archetti, 2010, Mondadori Electa S.p.A. Milano.