I profumi dell’Orto Botanico- Seduzione e tutela in natura

(di Isabella De Rorre)

Camminare per l’Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano, che ha riaperto definitivamente al pubblico nel 2001, è una fonte di tranquillità e di ispirazione continua, per i colori, i profumi, le sensazioni che evoca. Abbiamo avuto la fortuna di partecipare, nell’ambito dell’evento “Straordinario Sentire”, organizzato dal 16 al 19 giugno da Accademia del Profumo, in collaborazione appunto con l’Orto stesso, ad un incontro in cui scoprire come la natura veicoli profumi e odori come meccanismo seduttivo e di difesa.

Molti dei fiori che vengono utilizzati in erboristeria così come nel campo della decorazione e dell’allestimento hanno in primis funzionalità proprie di salvaguardia e diffusione. Citiamo solo alcuni degli esemplari di un percorso ricchissimo.

Il viaggio olfattivo e botanico è cominciato, sotto la guida attenta e appassionata di Raffaello che è laureato in Scienze Naturali, da una pianta amatissima che abbiamo scoperto appartenere alla famiglia delle Leguminose: la Wisteria sinensis, più conosciuta come Glicine. Il suo profumo, che mille volte è capitato di percepire nei giardini e lungo le mura, è atto ad attirare  un determinato tipo di impollinatori, come i bombi, forti abbastanza da poter aprire i suoi delicati ma compositi fiori. Alle Leguminose l’ONU ha dedicato il 2016, non solo per la valenza alimentare di alcune specie, ma anche per la loro capacità di rigenerare i terreni dove vengono piantate e di riportarli ad uno status ottimale, che permette di impiantare altre colture.

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Così fa anche il Lathyrus odoratus, o meglio il Pisello Odoroso, tanto usato nei bouquet e nelle composizioni nuziali per il suo straordinario profumo: attira gli impollinatori, e si difende da predatori con semi che sono velenosi, per preservare la proliferazione della specie.

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Altro profumo e colore acceso porta la Ginestra, il cui frutto è un baccello come quello del fagiolo.  Profumo che richiama l’estate, rami che erano usati per intrecciare cesti e per la struttura degli archi da tiro, colore giallo…fino a che gli impollinatori non hanno compiuto il loro scopo. Poi il colore tende a virare, sul rosso, per dissuadere da dispendi di energia inutile gli insetti.

Il tiglio, che è solito conquistare pacificamente in primavera con il suo profumo intensissimo di miele (che non per nulla è uno dei più pregiati esistenti) i viali e i parchi, deve questo suo fascino odoroso alla funzione di richiamare appunto gli impollinatori. Albero magnifico, ne esiste un esemplare antichissimo a Macugnaga. Ma non è solo bello e profumato: gli è stata riconosciuta la capacità di accumulare nelle sue strutture i metalli pesanti, annientando la dannosità di alcuni.

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E poi: la Ruta, dal profumo pungente ed intenso, che è un vero e proprio sistema di comunicazione capace di avvisare, quando sotto attacco da predatori, le altre piante simili dalle parti recise. E di attirare o scoraggiare predatori e insetti amici.

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E il Ginkgo biloba, che porta individui maschili e femminili. La fecondazione avviene a terra anziché sulla piante, ed il primo, poetico indizio, per riconoscere un individuo femminile è il proliferare accanto alle sue radici di piccole piante giovani.

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Questo è un percorso che lascia sbalorditi, affascinati, a volte increduli di fronte alla perfezione della natura e delle sue regole, di sopravvivenza, e di bellezza. L’Orto Botanico di Brera è un luogo di pace e di conoscenza, consigliabile per una visita in ogni stagione, e sotto ogni condizione atmosferica. Sarà per tutti voi di sicura ispirazione, di riflessione, e di meditazione attenta.

Un grazie, per l’amichevole e attenta supervisione, alla Dottoressa Antonella Testa, Università degli Studi di Milano

Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano

Via Brera 28 oppure Via privata F.lli Gabba 10 – Milano
Apertura:
lun-sab non festivi 10:00-18:00 (dal 1 aprile al 31 ottobre)
lun-sab non festivi 9:30-16:30 (dal 1 novembre al 31 marzo)