L’Opéra National de Paris

(di Marcella Previde Massara)

L’Opéra National de Paris è un teatro nel cuore di Parigi che persegue lo scopo di rendere accessibile il patrimonio lirico e coreografico al maggior numero di persone, e quello di favorire la creazione e la rappresentazione delle opere contemporanee. A questo titolo, l’Opéra dispone di due sale: l’Opéra Garnier (che ospita la compagnia di balletto stabile del teatro) e l’Opéra Bastille.
L’Opéra national de Paris contribuisce inoltre alla formazione professionale e al perfezionamento dei cantanti e dei ballerini, con il suo centro di formazione d’arte lirica e con la celebre scuola di danza di Nanterre.
Il 9 aprile, l’Opera di Parigi impossibilitata come tutti i teatri europei a perseguire la sua missione culturale, ha lanciato, in collaborazione con Huawei, una nuova app (si tratta più precisamente di un sito per smartphone e tablet) dedicata all’arte lirica in tutte le sue forme con lo scopo, per gli utenti, di mettersi alla prova esplorando, con una serie di contenuti interattivi – quiz, immagini, storie di arie d’opera, di coreografi, di cantanti famosi – il mondo dell’arte e del balletto.

Dopo aver reso accessibili gli spettacoli online (purtroppo solo per chi risiede in Francia), il teatro lancia ora Aria, dedicata alle sue opere liriche e ai balletti. Disponibile solo su cellulari e tablet, “Aria” si concentra sulla divulgazione del patrimonio operistico e della danza con testi, video e giochi interattivi arricchiti da aneddoti in tono leggero e insolito. Opera e balletto dialogano in particolare con la cultura pop, il cinema, la musica e la letteratura.
Il 17 aprile, invece, il corpo di ballo dell’Opera ha divulgato un meraviglioso video con l’hastag #RestezChezVouz #Stayhome in cui i ballerini, sulle note della famosissima “Danza del cuscino” tratto da Giulietta e Romeo di Prokofiev, si muovono nell’intimità delle proprie casa facendo i plies in cucina, o i grand battements attaccati alla ringhiera della scala o ancora facendo le flessioni con i bebè sulle spalle, unendo lo splendore del loro talento ad una tenera quotidianità a cui, se non fosse stato per la quarantena, il pubblico non sarebbe mai stato ammesso.