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Intervista a Elisa Mocci, Fata Madrina del matrimonio Canalis/Perri

30 Jul

Intervista a Elisa Mocci, Fata Madrina del matrimonio Canalis/Perri

(a cura di Isabella De Rorre)

Abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Elisa Mocci, wedding designer di fama internazionale, che si è resa da subito disponibilie a parlarci dell’organizzazione del matrimonio Canalis/Perri, celebratosi pochi mesi fa, entrando nel merito dell’organizzazione logistica e delle regole per gestire al meglio un evento mediatico.

Elisa Mocci
ELISA MOCCI EVENTS S.R.L.
s.v. san vigliano 19 07100 Sassari | p.i. 02501830901
www.elisamoccievents.com | www.elisaweddingdream.it | elisaweddingdream.blogspot.com

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Signora Mocci, benvenuta e grazie prima di tutto di aver accettato questa intervista. Le facciamo i nostri complimenti più vivi per l’organizzazione del matrimonio Canalis/Perri.Come sono arrivati i futuri sposi a contattarLa e ad affidarLe l’incarico di organizzare le loro nozze?
– Siamo stati contattati a metà della stagione estiva dalla famiglia, credo avessero letto alcuni articoli su un recente matrimonio da noi realizzato a giugno, che suscitò parecchio interesse. Non ci dissero subito chi fosse realmente la coppia. Data la data imminente, dopo il primo incontro hanno scoperto le carte e abbiamo capito che si trattava di Elisabetta. Lei ci ha raggiunto in Sardegna pochi giorni dopo, e abbiamo effettuato i primi sopralluoghi e iniziato a disegnare l’evento.

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L’intera organizzazione quanti mesi e quante persone ha coinvolto oltre Lei?
– Due mesi e mezzo circa. Il mio team fisso è composto da cinque persone, alle quali si sono aggiunti per l’evento altri dieci wedding manager che lavorano abitualmente con me. Tra tutti i professionisti e fornitori coinvolti in ogni servizio e dettaglio, abbiamo coinvolto più di 150 persone.

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Quello che più traspare dalle fotografie legate all’evento è una dimensione intima, famigliare, ci lasci usare nel significato migliore il termine “normale”: come è riuscita, pur trattandosi di un matrimonio vip, a conservarla?
– Molto è dipeso da Elisabetta e Brian, che vivono la loro dimensione “Vip” in maniera assolutamente semplice dando grandissimo valore alla famiglia -Brian ha undici fratelli-.
Siamo partiti da li e dal senso di tradizione, sia nello svolgimento della celebrazione (tradizionale, in cattedrale al centro del paese, nonostante fosse molto più complicato che organizzare una cerimonia privata in qualsiasi altra location blindata) che nella cena, allestita in grandi tavolate dove tutti gli ospiti erano uniti, americani ed italiani, e potevano chiacchierare e conoscersi meglio, per poi finire la serata tutti insieme tra balli scatenati e fotografie di gruppo.

In quei mesi per via dell’aspetto fortemente mediatico è stato tutto amplificato; la difficoltà più grande infatti è stata trovare dei momenti di solitudine dove poter creare e disegnare un evento curato e ricco di dettagli e passione come gli altri, concentrarsi sugli sposi e sui loro desideri e non su tutto il contorno. In questi momenti di isolamento, per esempio in volo, sono nate le idee della Wedding Bag di tradizione sarda, con i Profumi di “Acqua di Sardegna”, i dolcetti tipici, i tessuti tradizionali. Oppure l’idea di dipingere le frasi delle canzoni preferite degli sposi sul bordo del palco della dj.

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Ci sono state difficoltà, o comunque punti di attenzione da tenere in particolare considerazione, nell’organizzare un evento di questo genere, rispetto ad altri matrimoni?
– Certamente l’aspetto della pressione mediatica e della sicurezza di sposi ed invitati sono punti nodali negli eventi vip. Questi due aspetti in particolare sono talmente importanti da aver avuto necessità in corso d’opera di un cambio di location, e conseguentemente abbiamo dovuto ripartire da zero per ben due volte. Quando si attendono ospiti internazionali, tutte le procedure di sicurezza sono amplificate, ed occorre la massima attenzione.

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I futuri sposi vivono all’estero: è stato difficile rappresentare loro il progetto che mano a mano veniva realizzato?
– No, sono abituata ad una clientela prevalentemente estera, per cui con i moderni mezzi di comunicazione si può parlare e inviarsi i progetti anche a distanza. Ho avuto la fortuna di poter raggiungere Elisabetta e Brian a Los Angeles per una settimana, per cui abbiamo avuto modo di “viverci” di persona. E’ stata una occasione fondamentale per toccare con mano le loro abitudini, osservare il loro rapporto e l’ambiente che li circonda, e riportarne l’essenza nell’evento stesso, in piccoli e grandi dettagli. E’ stato importante dare importanza sia alle tradizioni sarde di Elisabetta che alle richieste più “americane” di Brian come, ad esempio, servire il caffè lungo a tavola (insieme all’espresso, ovviamente!).

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Quali sono gli aspetti organizzativi che hanno richiesto più impegno da parte sua e del suo staff?
– La logistica degli spostamenti degli ospiti dai vari hotel di Alghero è stata molto impegnativa. Abbiamo coordinato dieci minivan Mercedes e un pullman, che dovevano muoversi in mezzo ad un centro storico gremito di curiosi e paparazzi, e fare la spola tra la chiesa e gli hotel. Ci siamo riusciti grazie anche ad un perfetto coordinamento tra il nostro team e le forze dell’ordine presenti in loco in ogni fase delicata della cerimonia. Smaltito il bagno di folla della Chiesa, il resto dell’evento è proseguito con estrema tranquillità, forti di una location controllata e sicura.

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Come consiglierebbe di affrontare l’impegno ad una collega che dovesse ricevere per la prima volta l’incarico di occuparsi un matrimonio mediatico?
– Una solida struttura aziendale è fondamentale, si ha bisogno di un intero team. Per i mesi che precedono l’evento il telefono non smetterà di squillare e servirà una persona a smistare le tre categorie: i giornalisti, i curiosi, e chi vuole a tutti i costi lavorare nell’evento! E’ importante avere un membro del team che gestisca l’immagine dell’azienda sui media e un’assistente che funga da filtro, in modo che il Wedding Designer possa avere la mente libera di portare avanti il progetto senza troppe influenze esterne.

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Quali sono le caratteristiche che secondo Lei una wedding planner deve avere, a maggior ragione per organizzare eventi di questo tipo?
– Oltre le indispensabili caratteristiche professionali e caratteriali, senza le quali non si potrebbe aspirare ad eventi di livello, sono necessarie profonda onestà e coerenza con il proprio stile. Il Wedding Planner conosce ogni minimo dettaglio dell’evento e, seppur per un limitato periodo, della vita dei clienti. E non deve rivelare in alcun modo informazioni che possano danneggiarlo o pregiudicare eventuali esclusive o contratti in essere. La coerenza invece sta nel non accettare compromessi. In eventi Vip è molto facile venir sommersi da proposte commerciali di ogni tipo, ma credo fermamente bisogna andare avanti con il proprio progetto quando si è convinti che sia di livello superiore o che la proposta non porti un beneficio sostanziale al cliente.

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Lei ha dichiarato che il prossimo matrimonio vip che le piacerebbe organizzare sarebbe quello di Laura Pausini: come se lo immagina?
– Grande famiglia, ottimo cibo, ottima musica. Sarebbero le tre chiavi fondamentali sulle quali costruire un evento ricco di dettagli e di passione.

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Ad una sposa che si rivolgesse a Lei chiedendoLe di avere un matrimonio “di tendenza”, cosa consiglierebbe? E quali sono le tendenze attuali nel wedding?
– Le tendenze nell’ambito del matrimonio sono le più variegate, e si modificano sensibilmente a seconda del paese di provenienza degli sposi o il luogo di destinazione. Fa già tendenza negli ultimi anni proprio il “destination wedding”, e quindi scegliere di celebrare e festeggiare l’evento in un paese straniero, dal mediterraneo ai caraibi, portando in viaggio una cinquantina di amici. Rispetto allo stile, nell’ultimo anno è tornato il vintage in tutte le sue varianti, dall’opulenza alla Gatsby allo shabby chic, con un ritorno di fiamma verso il pizzo, snobbato per anni dalle spose dai gusti più moderni e lineari. Per il 2015 c’è voglia di novità: alle future spose proponiamo mix floreali variegati e colori con sfumature più accese e decise. Consiglierei di abbinare pattern particolari: stoffe floreali, a righe o chevron completeranno gli allestimenti, richiamate nei cuscini, nei runner sulla tavola, in piccoli e grandi dettagli, per regalare un tocco di grinta e personalità all’evento.

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