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Ritratti di donne attraverso il cibo

12 Jun

Ritratti di donne attraverso il cibo

(di Valeria Cudini)

Ritratti di donne attraverso il cibo: i piatti che le rappresentano

Come è stato e come è oggi il rapporto della donna con il cibo? L’identità di una donna può ritrovarsi in un piatto… Ecco che cosa hanno risposto le donne intervistate alla domanda: Qual è il piatto che più ti rappresenta?

“Ho solo una passione nella vita: cucinare”. Così scriveva Virginia Woolf in una lettera del 1929 a Vita Sackville-West. Una frase che potrebbe essere pronunciata oggi da qualunque donna e che, a prescindere dalla passione o meno delle donne per la cucina, ci offre lo spunto per introdurre quello che è un rapporto antico e complesso delle donne con il cibo.

Volente o nolente la donna è nutrice in quanto fonte primaria di nutrimento per i propri figli prima con l’allattamento e poi con il lavoro ai fornelli. La donna, anima del focolare, un tempo viveva in casa e il suo unico lavoro era quello di preoccuparsi dell’accudimento e quindi di preparare i pasti ai figli e al marito che, invece, era incaricato di procacciare il cibo.

Da allora le cose sono cambiate radicalmente, gli uomini hanno sviluppato molte doti femminili, tra cui, in molti casi, togliere lo scettro in cucina alla moglie, dopo essersi scoperti cuochi talentuosi e appassionati.

E così oltre che nelle cucine di casa gli uomini hanno iniziato a trasformare la passione della cucina in un lavoro, tanto che per moltissimi anni lo chef è stata una professione ad appannaggio prevalentemente maschile. In questo ultimo ventennio, invece, anche le donne stanno contendendo il primato agli uomini come chef, scrittrici di libri di ricette, di ricordi famigliari legati al cibo.

Il rapporto della donna con il cibo: complesso e spesso contradditorio

Ma occorre fare un piccolo passo indietro per capire meglio il rapporto che lega la donna al cibo. Un rapporto che potrebbe definirsi contraddittorio. Vediamo di capire perché.

Il cibo, in un certo senso, rappresenta uno strumento di potere, ma è anche elemento fondamentale per il sostentamento, arma di seduzione o espressione della propria creatività.

E ha da sempre giocato un ruolo importantissimo nel definire la condizione femminile nella società occidentale. Spesso, infatti, la donna ha tentato di affermarsi come tale attraverso il controllo dell’alimentazione propria e altrui.

Aver poi riconquistato il primato in materia food pare avere almeno parzialmente attutito la marginalizzazione che la donna ha patito per secoli. In realtà il “gentil sesso” si trova a vivere, suo malgrado, una profonda contraddizione imposta dalla società odierna che la vuole interessata a riappropriarsi del piacere di cucinare per sé e per gli altri ma, contemporaneamente, fedele ai canoni estetici che la obbligano a essere magra.

Un bel problema.

Le donne ritratte in un piatto: il nostro sondaggio

Per fortuna, secondo i dati di una recente indagine Doxa, soprattutto le Millennials riscoprono il buon cibo, puntano sul made in Italy, sono buone forchette e amano cucinare.

Per le over 35 si individua invece una particolare attenzione alla propria alimentazione e alla conoscenza e alla scelta dei cibi sani.

Ecco che allora il rapporto con il cibo, in questo senso, ridiventa pacifico. Se siamo subissati dalle trasmissioni di cucina non è un caso, il cibo è parte integrante della nostra vita ed è anche assoluto protagonista di una spettacolarizzazione ormai sempre più diffusa. Lo ritraiamo in continuazione con i nostri Smartphone postando foto di piatti su tutti i social network, ne parliamo e ne scriviamo.

Il cibo rappresenta quindi la nostra identità. Lo ritraiamo e ci ritraiamo con esso, dicevamo.

Ma avete mai pensato invece di ritrarre una donna davanti a un piatto di ritrarre un piatto che rappresenti quella donna?

Da qui è partita l’idea di questo sondaggio in cui alle donne intervistate è stato chiesto di scegliere il piatto in cui si identificano di più come donne.

Avevamo già letto un po’ di cose sulle preferenze di cibi femminili: sushi, tartufo, legumi, cioccolato… Ma qui abbiamo inteso fare una cosa un po’ diversa: non tanto scegliere il piatto preferito ma il piatto in cui più ci riconosciamo. A volte ciò che preferiamo coincide con ciò che siamo, altre vanno considerate delle sfumature…

Noi vogliamo lasciarvi il piacere di leggere queste storie riprodotte fedelmente. Le donne intervistate sono fra i 30-35 e i 45-50 anni, nessuna sa che cosa abbia detto l’altra e salvo forse un unico caso non si conoscono fra loro. Eppure ci sono delle scelte comuni che vi abbiamo volontariamente lasciato in visione.

Buona lettura! Traete voi le conclusioni e se vi va scriveteci e raccontateci il ritratto di voi nel vostro piatto.

Nadia (ingegnere creativo e scrittrice di storie di cibo) “Il piatto che mi rappresenta di più è una bella grigliata di mare. Primo perché arriva dal mare che è l’elemento che mi rappresenta, due perché è varia, bella colorata. Cotta alla griglia perché è una cottura che mi piace, leggera e saporita, e perché ci sono tanti sapori nello stesso piatto e anche tante consistenze diverse”.

Stefania (impiegata al Centro per l’impiego) “Sicuramente le lasagne al forno: tanti strati, diversi ingredienti che si amalgamano e si uniscono tra loro. Le lasagne: corpose e invitanti”.

Arianna (impiegata) “La classica pasta al pomodoro perché dà energia, è un piatto estivo e semplice ma anche intimo e famigliare”.

Daniela (copywriter, transcreator, foodcultural editor) “Patata lessata con salsa al tartufo. Minimale, confortante, raffinata. Essendo la versione elegante della patata con un filo d’olio non è difficile, ma non è per tutti. Non devi sbranarla, puoi mangiarla conversando. La sento affine. Mi piace”.

Cinzia (ingegnere creativo, marketing and communication manager) “Un bel risotto cotto nell’Amarone e servito su un letto di fonduta di Castel Magno. Il piatto mi rappresenta perché ha un sapore deciso ed elegante. È un piatto che ti avvolge come un caldo abbraccio e ti inebria tutti i sensi, dall’olfatto al palato alla vista con il contrasto dei colori. Da consumare preferibilmente davanti al camino acceso mentre fuori nevica”.

Luana (pr) “Sicuramente il piatto che rappresenta di più la mia identità di donna è la torta di mele: preparazione profumata e accogliente che, partendo dalla ricetta base, posso arricchire o modificare con ingredienti diversi (noci, mandorle, miele…). Una ricetta che si trasforma di volta in volta ma senza mai snaturarsi…”.

Clizia (blogger e scrittrice) “La parmigiana che fa mia zia con le melanzane tonde e raffinate, ben presentate nel piatto. Sono un’esposizione di colori, servita su una salsa di pomodorini freschi. Ma sono elaborata, composta da mille elementi che rendono il piatto gustoso e irresistibile. Chi rinuncia a una forchettata di parmigiana se ce l’ha davanti?”.

Cristina (biologa e giornalista scientifica) “Pasta alla Norma perché soddisfa gusto, olfatto e vista. E poi mi ricorda la Sicilia. Mi rappresenta perché è un piatto completo e gustoso. Anche se può risultare pesante per qualcuno… Non che io sia pesante, eh…”.

 

Laura (giornalista) “Lasagne al forno. Perché sono morbide all’interno e io sono tenera. Perché sono un mix di tante cose, sono italiane e sono un piatto completo. E poi fanno pranzo domenicale”.

 

Camilla (pr e collaboratrice food per testate nazionali) “Parmigiana di melanzane. Perché è gustosa, si può fare in versione light al forno o fritta (navigo spesso tra due opposti senza trovare pace ma mantenendomi nel range corretto), si può comporre in tanti modi anche se è un classico della tradizione… E poi è squadrata (un po’ come me, che prima di smussare gli angoli…)”.

Ida (giornalista e pr) “Zuppa di cozze da accompagnare con vino bianco ghiacciato e percoche. Questo piatto mi rappresenta perché appena vedi la zuppa di cozze la prima cosa che ti viene in mente è che non riuscirai ad affrontarla, e poi la mangi tutta. Perché sopra è buonissima ma sotto il pane nel sughetto è super piccante”.

Giusi (nutrizionista e scrittrice) “Insalata di farro e legumi misti (ceci, piselli, fave e cannellini). I legumi li sento femminili con il loro bel contenuto di fitoestrogeni. Sono l’alimento con cui mia madre e mia nonna mi hanno tirato su. Inoltre mi ricordano la completezza e la forza delle donne: sono alimenti completi sebbene facciano il loro lavoro senza troppo clamore. Mi ricordano la mia infanzia e mi sento ricca di cose buone nella mia semplicità. Come i legumi”.

Angelica (giornalista) “Il piatto che mi rappresenta meglio come donna ma anche in quanto mamma, in quanto moglie e anche in quanto donna di casa sono sicuramente gli spaghetti con le vongole e la bottarga perché è un piatto che mi riesce molto bene e che coniuga il gusto, un pizzico di fantasia perché ci sono sia le vongole sia la bottarga e piace a tutta la famiglia, anche a mia figlia e mio marito. E siccome dicono che è una delle cose che mi riesce meglio e io in casa ho un marito che è chef per passione non per lavoro ma è molto bravo, essere al suo livello non è facile. Questo piatto mi riesce talmente bene che quando ci sono le vongole è il piatto che faccio io. E quindi in qualche modo mi fa sentire realizzata come donna perché quando lo preparo anche per gli amici ricevo i complimenti e soprattutto da mio marito e da mia figlia che per me è il complimento migliore: vedere loro soddisfatti!”.

Beatrice P. (ufficio stampa) “Il piatto in cui mi identifico di più sono i carciofi perché hanno tante foglie per tutti, ma il cuore è per uno solo. E poi il gusto del carciofo è come sono io, dolce, ma posso avere anche fastidiose spine”.

Beatrice B. (food&beverage manager) “Astice alla catalana. Ricordo perfettamente il momento del mio incontro con un astice alla catalana… Avevo 12 anni e per l’età che avevo feci la prima associazione fra arte e sapori… In quel piatto vedevo un mondo colorato… Conquistò i miei occhi… La ricerca degli elementi di quel quadro erano da scoprire, stimolarono la mia curiosità… I profumi forti e marcati… Mi ricordavano profumi di casa (pomodoro… Cipolla?) e allo stesso tempo profumi nuovi forti e decisi (sempre stata una bambina, ragazza, donna ribelle) annusai il piatto… In casa mia c’è stata sempre la cultura del cibo ma correva l’anno 1977 e della buona educazione. Annusai d’istinto il piatto, chiusi gli occhi e fantasticai. A breve sentii un urlo di mio padre. ‘Non si annusa! Si guarda e si mangia!’ Subito dopo presi la forchetta misi in bocca il primo boccone… Buonissimo, corrispondeva al percorso fatto precedentemente con l’olfatto, la vista e il pensiero. Dopo poco incominciai a mangiarlo con le mani. Mio padre mi lasciò fare, stranamente. Quel piatto è stata la mia prima esperienza surreale con il cibo. Con gli anni è diventato la matrice del mio lavoro e un dolce ricordo d’infanzia. E libertà a tavola visto che mio padre non mi sgridò pur mangiandolo con le mani. Mi ricorda la tradizione e l’evoluzione”.

 

Emanuela (capogruppo Yves Rocher, food lover e pasticcera per passione) “Il piatto che più mi rappresenta è la parmigiana in versione light. Perché mi piace stare attenta alla salute senza rinunciare al gusto della vita”.

Krystel (giornalista, web influencer) “Delizia al limone perché è un dolce cremoso, vellutato ma non stucchevole che rappresenta i profumi delle mie vacanze estive. È fresco e delicato. Lo adoro, mi riconosco molto in questo piatto. È anche caldo e forte per l’essenza di liquore di limoncello”.

Ornella (interprete-traduttrice) “Pizza bufalina con foglia di basilico. Perché è semplice come me, ma attenta che ogni dettaglio sia al limite della perfezione… Solo tre ingredienti: impasto, pomodori e mozzarella di bufala… Devono essere ottimi perché la pizza sia molto buona”.

Annalisa (impiegata) “Il piatto che più mi rappresenta e per cui vado letteralmente matta è la parmigiana di melanzane. Piatto tipicamente siciliano come la sottoscritta, un vero must estivo, nonostante non sia certo uno dei piatti estivi più leggeri e freschi! Impossibile però resistere alla tentazione di una fetta di parmigiana! All’apparenza un piatto unto, pesante, quasi indigesto, ma dal gusto infinitamente saporito, morbido e corposo. Dal colore forte, intenso, quasi a racchiudere i colori della nostra terra. Dall’aspetto sensuale proprio perché dietro alla sua forma corpulenta nasconde un che di piacere; dal profumo ammaliante, da poter gustare sia in totale solitudine che in bella compagnia”.

Elsa (colorista) “Il piatto che mi rappresenta di più nella mia lingua si chiama ‘Speca te mbushur’ (peperoni ripieni). Io sono albanese di origine e per me questo è un piatto familiare, legato all’infanzia perché lo ho sempre mangiato sin da piccola. Rappresenta lo stare insieme in famiglia. Infatti noi abbiamo un modo di dire in italiano vuol dire ‘stare stretti a tavola come i peperoni’. Perché i peperoni, una volta riempiti, si mettono stretti stretti nella teglia che andrà poi in forno. Questo piatto ha tutti i sapori che mi piacciono e mi rappresentano perché è ricco di verdure di stagione (tantissime) e di riso. E poi ha il piccante (perché mia mamma lo fa così anche se la ricetta tradizionale non lo prevede) che io adoro e metto ovunque e mangio sin da bambina. In effetti a pensarci bene io sono così: una donna decisa ma anche con il cuore tenero. Tengo strette a me solo le persone più care così come i miei peperoni ripieni”.

Paulina (viaggiatrice) “La parmigiana di melanzane. Questo piatto mi rappresenta perché è elaborato e per gustarlo c’è bisogno di tempo. Non è leggero però nel complesso è semplice e buonissimo”.

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