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Mise en Place al profumo di Fiori

21 Apr

Mise en Place al profumo di Fiori

(di Martha Petrini)

Mise en place al profumo di Fiori

Dal Rinascimento al Rococò

Brano consigliato per l’ascolto: Jean Philippe Rameau- Opera Dardanus Overture

Che i fiori danno vita agli ambienti lo sapevano bene anche in passato, ogni arte li ha rappresentati la pittura la musica persino l’arte del ricamo ma più di tutte in assoluto li ha fatti vivere e prosperare l’Architettura del Giardino, grazie all’arte del paesaggio che raggiunse la massima espressione nel periodo che andò dal Rinascimento al Rococò.

Partendo dal Rinascimento l’ideologia del periodo afferma l’immagine dell’uomo al centro dell’universo, capace di avere il controllo su ogni cosa compreso la natura.

Nel ‘500 numerosi artisti italiani si recarono alle corti straniere per prestare la loro opera portando l’immagine dell’arte italiana un riferimento unico e riconoscibile in tutta Europa. L’arte del giardino divenne una delle più importanti e riconoscibili anche all’estero. I nobili facevano a gara per selezionare e aggiudicarsi i migliori giardinieri italiani per incaricarli di creare i giardini più belli ricchi e sfarzosi, segno di una nobiltà unica che voleva contraddistinguersi. Grazie anche all’invenzione della stampa, il modello italiano si diffuse ancora più rapidamente, così da far diventare ville e giardini degli elementi indispensabili a creare uno status sociale importante, oltre che un simbolo per distinguere principi e famiglie di potere.

In questo periodo in Italia nacque il termine di “Giardino all’Italiana” partendo da due grandi centri cittadini Roma e Firenze.

Il giardino diventa un estensione della villa realizzato seguendo forme geometriche ben precise, ricche di armonia e di proporzione. I giardini acquistano un carattere scenografico, grazie anche all’arte topiaria fatta di essenze sempreverdi come il Bosso, il Cipresso, il Tasso, Mirto

Troviamo elementi vegetali potati e fatti crescere in forme geometriche. Molto utilizzato è anche l’elemento dell’acqua sotto forma di cascate e zampilli, fontane canali, finalizzato a creare stupore nello spettatore.

 

 

 

 

 

 

L’architettura del giardino all’italiana si concretizza con la creazione di riquadri simmetrici all’interno dei quali trovano posto le aiuole circondate da siepi sempreverdi mantenute basse e squadrate, mentre disseminati lungo il percorso si trovano manufatti architettonici di epoca evocativi di un’epoca romana oltre che scultorei insieme a elementi vegetali (piante in vaso e piante topiate) posizionati in modo da non disturbare la lettura del disegno del giardino.

Il giardino all’italiana è anche chiamato “Giardino formale” un luogo di svago e divertimento e non più di puro utilizzo finalizzato solo per la coltivazione come nel Medioevo.

Il giardino formale del Castello Ruspoli di Vignanello.

Tra i nomi di giardinieri italiani troviamo: Niccolò Tribolo, progettista dei giardini di Boboli, Villa Corsini , Giovanni Antonio Montorsoli con il progetto dei giardini di palazzo Doria.

Nascono anche i Giardini Segreti utilizzati per lo più per passeggiate o incontri sociali. Complessi articolati composti da terrazze, scalinate, rampe, fontane, tempietti, loggiati, pergole, ninfei e gruppi scultorei ed ogni elemento costituisce una sosta nei complicati percorsi simbolici del giardino.

 

Il giardino segreto di Tramontana, Villa Borghese. Roma

Ispirandosi ai giardini italiani del primo rinascimento, i francesi ne adottarono i principi sia nel disegno dell’impianto sia nell’utilizzo dei diversi elementi, quali la compartimentazione delle aiuole, le fontane di marmo, le pergole ed i padiglioni.

L’adozione del modello italiano costituì̀ l’inizio dell’evoluzione artistica del giardino francese del 600, per arrivare al “Giardino Barocco” , ma mentre nella Roma pontificia il barocco si esprime soprattutto nell’architettura religiosa e urbana, nel resto d’Europa si afferma un’arte più̀ legata al sovrano e alla rappresentazione del suo potere.

Il giardino Barocco ho forme meno rigide e schematiche ma mantiene i tracciati lineari del giardino rinascimentale. L’effetto scenografico e pittorico diviene predominante, i giardini si relazionano e si legano al contesto ambientale inglobando parte del paesaggio circostante, sfruttandone gli elementi di maggiori potenzialità̀ scenografiche: vedute panoramiche, dislivelli e salti di quota, presenza di boschi, colline e corsi d’ acqua.

Veduta a volo d’uccello sui giardini della Reggia di Versailles, XIX secolo

Vengono addirittura riprodotte artificialmente rocce, grotte ninfee e fontane che assumono dimensioni più ampie mentre cascate d’acqua diventano l’elemento principale della composizione.

La vegetazione diventa più ampia il volume è armonizzato, vi è una maggiore attenzione allo sviluppo verticale a all’utilizzo di raggruppamenti arborei. L’effetto chiaroscuro del bosco di fondo gioca un ruolo fondamentale.

La sua magnificenza culminerà con il modello alla francese dello stile del Giardino Rococò.

Un esempio molto rappresentativo di quest’ultimo è rappresentato nel Boschetto des Rocaille progetto di André Le Nôtre, (architetto di famosi giardini reali ,come Palazzo Reale a Torino) che fu l’ultimo boschetto che andò a realizzare nella reggia di Versailles.

I Boschetti furono l’elemento distintivo durante la seconda fase di costruzione dei giardini di Versailles una grande proliferazione che portò Le Nôtre a realizzarne ben dieci.

Arrivato fino a noi come eredità del regno di Luigi XIV° fu Inaugurato nel 1685 dopo il suo insediamento definitivo a palazzo.

Il Boschetto des Rocaille (boschetto delle pietre 1678-1682 ) ha cascate semicircolari, conteneva dei grandi candelabri dorati, nel centro la Salle de Bal che venne in seguito sostituita alla morte di Le Nôtre con una piccola isola.

La struttura di questo boschetto ricorda l’anfiteatro romano è avvolto da gradini in parte ricoperti d’erba e in parte da cascate d’acqua realizzate con incastonature di Lapislazzuli del Madagascar con pietre e conchiglie, provenienti dall’Île-de-France che accompagnavano la musica al suono dell’acqua.

Pittura dell’epoca del Boschetto des Rocaille.

Le rampe sono in marmo rosa del Languedoc e sono adornate e decorate con e vasi di piombo dorato.

L’utilizzo di vari materiali rende la composizione architettonica ancora più scenografica rappresentando molte delle regole decorative dello stile Barocco e Roccocò, riconducibile anche alle rappresentazioni teatrali dell’epoca illusionistiche ed artificiali che ben rappresentavano la sontuosa magnificenza.

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