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E’ gradito un tocco di…

22 Jul

E’ gradito un tocco di…

(di Anna Ubaldeschi)

Sogno un matrimonio controcorrente. Niente di principesco … vorrei cuscini, candele e lanterne, fiori semplici colorati e composti in modo naturale. Tessuti grezzi dai colori neutri e tanta allegria”

Così una sposa potrebbe descrivere come immagina il suo grande giorno.

Un matrimonio libero ed anticonformista, informale, un po’ bohémien, un po’ boho chic con un pizzico di hippie e gipsy e componenti vintage e vagamente retrò.

Aria aperta, contatto con la natura e tanta libertà.

Ma attenzione … libertà non è sinonimo di ineducazione, allegria non significa baraonda, informale non significa “apro l’armadio e mi infilo la prima cosa che capita”.

Certo. Perché anche gli sposi informali desiderano che il loro giorno sia perfetto e da ricordare con gioia, vogliono semplicità senza particolari sfarzosi, ma non privo di armonia, emozione e cura dei dettagli.

Quando tutto è coordinato e omogeneo, anche se semplice nell’uso dei materiali, traspira eleganza e accuratezza, proprio come deve essere un giorno speciale.

Voilà, un piccolo decalogo per non incorrere in errori di stile.

  • La partecipazione è il biglietto da visita delle nozze, fa comprendere nell’immediato, che tipologia di evento ci viene presentato. Carta kraft, spago, raffia, daranno immediatamente immagine della tipologia di nozze. Non dimentichiamo di inserire, rigorosamente in basso a sinistra, l’indicazione del dress code. Sarà di aiuto ai nostri ospiti nella scelta più consona di abbigliamento.

  • La location dovrà certamente essere un luogo non troppo formale, dove profumi, colori e natura possano mescolarsi a creare l’atmosfera desiderata. Tutto questo non significa scomodità e poca attenzione verso i propri ospiti.

  • La nonna Antonietta potrebbe avere qualche difficoltà a sedersi sulla balla di fieno … L’attenzione per chi è agé ed ha necessità particolari non deve mai essere mai dimenticata

  • L’eccesso non va mai bene. Quindi sì natura e semplicità, ma attenzione a non eccedere. La cura sulla scelta dei cibi deve essere attenta, soddisfare i palati di tutti e prestare attenzione ad esigenze particolari.

  • Gli ospiti dovranno adeguarsi nella scelta dei capi da indossare, alla richiesta del dress code. Semplice, gipsy ed informale non rispecchia sciatto, trasandato ed inelegante. Certo … si può essere elegantissimi anche vestendo abiti bohémien.

  • Lasciamo il tacco 12 nella scarpiera. Anche se faremo fatica a rinunciare alle nostre amate Jimmy Choo, realizziamo che barcollare su ghiaia ed erba con un calice in mano causa scarpa inappropriata non è il massimo. Meravigliose flat renderanno l’outfit prescelto assolutamente in tema bucolico (Beatrice Borromeo docet)

  • Sì a lino, cotoni grezzi e sete naturali, no a jeans di qualsivoglia specie.

  • Natura, libertà ed allegria non tollerano ineducazione. Poniamo quindi attenzione al comportamento che dovrà essere consono alle nozze … non alla sagra della salciccia. Teniamo a freno i calici ed i toni della voce.

  • In nessuna situazione i giochi goliardici con protagonisti gli sposi sono graditi. Non fa eccezione nemmeno il matrimonio bucolico, gipsy o boho chic comunque lo si voglia chiamare.

  • Infine uno strappo alla wedding etiquette. La sposa vestirà abiti impalpabili, scivolati, eterei coordinati con calzature basse, coroncine di fiori o corolle a cingere i capelli in acconciature morbide ed un po’ spettinate … e lo sposo? Lo sposo potrà tralasciare l’abito scuro declinando la scelta sui colori della terra (beige, caffè, tortora) utilizzando lini e cotoni grezzi, ma conservando il buon gusto di indossare pantaloni lunghi, calza rigorosamente lunga e scarpe in vitello. Informale, ma elegante e curato.

Resteranno inalterate tutte le norme del buon ricevere e dell’essere buoni ospiti.

In alto i calici e felici nozze!

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