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Evviva la Sposa!

27 Jan

Evviva la Sposa!


(di Anna Ubaldeschi)

Voglio il mio sogno.
“Le mie spose non rinunciano a nulla”.
Questa frase è stata pronunciata da Enzo Miccio durante un’intervista.
Che dite, sarà proprio così? Certamente una sposa ha tantissime elementi a cui dover pensare, da dover scegliere, da analizzare, verificare, provare, decidere.
Ed una sposa fashion? Sarà concentrata solo su elementi alla moda o anch’essa sarà influenzata dalla favola che si ricama intorno al wedding day, alle tradizioni, alle superstizioni ed alle usanze che da sempre circondano il giorno più bello di una fanciulla?
La sposa fashion a cosa non potrà mai rinunciare?
A nulla, proprio come citato da Miccio. Io credo che quando una donna si appresta a pianificare il suo matrimonio, il suo grande giorno, viene travolta da romanticismo, curiosità per credenze e usanze e via via che il giorno si avvicina il desiderio di non farsi mancare nemmeno un’emozione sarà sempre più forte. Perché si sa, anche la donna più alla moda, la ragazza più easy, la giovane oppure no, la sposa desidera che il suo sogno si avveri.
Il magico giorno si avvicina, la favola prende forma, via via sino a prender vita e tutto deve essere come è stato anelato, sognato, programmato.
Sì all’abito. Bianco o colorato, lungo o corto, romantico o sexy, trasgressivo o classico, purché sia quello. Quello che ti fa sentire splendida, unica, bella.
Sì alle scarpe. E’ o non è fashion? Quindi stiletto, tacco 12, plateau, bianco, avorio, suola rossa che sia, ma la scarpa per una donna è un’attrazione, un gioiello da sceglier con cura ed amore.
Sì al bouquet. Composto da magnifiche e reali peonie, piuttosto che da fiori di carta o di stoffa usciti dalle mani di quella artigiana di cui si è innamorata sfogliando post su facebook (sì, la sposa fashion sarà certamente una social addict).
Sì alle fedi. Quei due cerchietti, magari non proprio tradizionali, anche differenti tra loro, che con la loro forma circolare stanno ad indicare l’amore infinito, la continuità. Speriamo …
Sì alla festa. Che si danzi, si canti, si rida. Perché la felicità è anche gioire insieme a chi ti vuol bene.
Sì a quelle piccole tradizioni, usanze, superstizioni, leggende. Non ci credo, ma … male non fa e poi è divertente.
Sì al romanticismo di vedere il suo lui in fondo alla navata che non ha occhi che per lei, che l’aspetta e la vede bella come mai l’ha vista.
In poche parole: sì al sogno. Il suo.

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