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La sposa Regina- Se l’invito è formale

11 Feb

La sposa Regina- Se l’invito è formale

(di Anna Ubaldeschi)

Invitare a casa propria gli amici oltre ad essere piacevole, è semplice. Una telefonata oppure, non seguendo esattamente il galateo, un messaggio con il cellulare ed il gioco è fatto.

Non è così quando si tratta di inviti formali, per i quali diviene necessario seguire alcuni dettami precisi.

Quindi? Come fare?

Iniziamo a ricordare la corretta nomenclatura dei momenti di convivialità che possono essere oggetto di un invito.

Il primo pasto è quello della prima colazione, difficilmente viene utilizzato per incontri, tanto meno formali.

A seguire avremo la colazione comunemente ed erroneamente denominato pranzo. Nel pomeriggio avremo l’ora del tea, raramente utilizzata a scopi formali. Quindi avremo il pranzo (che comunemente viene chiamato cena), infatti per cena dovrebbe intendersi il pasto effettuato a tarda ora, dopo teatro.

In tempi odierni può essere organizzato un incontro in orario di aperitivo, denominato oggi happy hour, che prende aspetto formale con la denominazione cocktail con svolgimento dalle 19 alle 21.

Gli inviti formali sono necessari in occasione di gala e cerimonie pubbliche, cerimonie private (quali matrimoni, battesimi, comunioni ed altri avvenimenti importanti) colazioni e pranzi formali in case private.

L’invito formale deve essere inoltrato per iscritto. Se si tratta di cerimonie, gala e cerimonie pubbliche si provvederà a far stampare dei cartoncini solitamente color avorio, meglio se in carta Amalfi o carta a mano su cui dovranno apparire il nome di chi invita, formula di invito, chiara indicazione del tipo di occasione, nome dell’invitato, giorno data e ora del ricevimento, luogo, in basso a sinistra dress code che deve essere sempre declinato al maschile (es. cravatta nera/black tie), in basso a destra acronimo R.S.V.P. (répondez s’il vous plaît) che sottintende che si debba rispondere per accettare o meno l’invito. Obbligatoriamente e in poco tempo e solitamente tramite telefonata.

Le buste, rigorosamente scritte a mano, riporteranno il nome degli invitati tralasciando titoli professionali ed accademici, possono essere utilizzati i titoli nobiliari e clericali, senza utilizzo di abbreviazioni di sorta.

Il galateo consiglia l’invito e la busta, che non dovrà essere chiusa, vergati a mano in calligrafica, la consegna e non l’invio, con un anticipo di almeno dieci giorni dalla data prevista per l’evento, per i matrimoni dovrà pervenire due mesi prima.

La busta porterà la dicitura S.P.M. (sue proprie mani) in basso a destra.

Ovviamente, nel caso in cui non sia possibile il recapito brevi mano, la busta dovrà essere affrancata e chiusa onde non incorrere in sanzioni da parte delle poste, l’indirizzo completo senza utilizzo di abbreviazioni.

 

 

Nei casi meno formali, gli inviti possono essere anticipati tramite telefonata, a cui farà seguito un biglietto “pro memoria” (attenzione si usa la locuzione latina “pro memoria” e non il termine promemoria).

Il biglietto pro memoria viene scritto utilizzando i normali biglietti da visita a cui sotto i nomi, a mano e rigorosamente a mano, viene ricordata la data (molto prossima per cui basta il nome del giorno della settimana) e l’ora. La sigla p.m., poco simpatica a dire il vero, che sta ad indicare “pro memoria”, si pone in genere nell’angolo in basso a destra. Da preferire la formula intera.

Questo tipo di biglietto non richiede risposta perché l’invito è già stato fatto per telefono e si presuppone che la risposta sia stata immediata.

In occasioni particolari non formali oppure se si vuole dare un tono goliardico all’invito, alla telefonata si può far seguire un biglietto colorato, divertente. Questo tipo di biglietto richiama alla memoria il biglietto pro memoria ma senza alcun formalismo. Oggi la tecnologia ci aiuta. Invece di spedire un biglietto di carta vero e proprio si può inviare via email un “promemoria” altrettanto divertente.

Che dire degli SMS? Diciamo che se all’interno di un gruppo di amici una coppia o un single decide di andare a mangiare la pizza all’ultimo momento, un SMS spedito a tutti gli altri può risolvere la questione in poco tempo per avere una risposta di ritorno al più presto. Da utilizzare unicamente in queste occasioni. È sempre meglio la telefonata!

Con che logica effettuare gli inviti? Ovvero chi invitare?

Ci sono occasioni in cui si può scegliere ed altre in cui non è possibile.
Sta ai padroni di casa evitare che la conversazione scivoli su terreni minati, soprattutto argomenti che potrebbero accendere dibattiti con finale a sorpresa. Pensate a ciò che divide di più gli italiani ed evitatelo accuratamente. Questo è un suggerimento valido non solo per chi invita ma anche per chi è invitato.

In situazioni eterogenee è controproducente arenarsi su argomenti di lavoro, estremamente noiosi per chi non è del mestiere, è necessario trovare argomenti con cui sostenere piacevoli conversazioni.
Tutt’altra situazione quando invece si possono scegliere gli invitati. Con un briciolo di buon senso si può mettere insieme un gruppo di persone anche con interessi diversi purché estroversi, curiosi di conoscere o confrontarsi con esperienze mai vissute. Non è detto che tutti si debbano conoscere. Un invito a cena può anzi essere l’occasione per allargare le proprie conoscenze. Un po’ più rischioso che tutti siano dei perfetti sconosciuti per gli altri.

Sta nel buon senso dei padroni di casa creare il gruppo migliore per i propri inviti.