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Tutti dicono Bouquet

21 Jun

Tutti dicono Bouquet

(di Anna Ubaldeschi)

Si sente parlare e si parla di bouquet sposa, ma quanti di voi conoscono realmente da dove abbia origine questo simbolo tradizionale a cui difficilmente una sposa rinuncia?

Vi voglio accompagnare alla scoperta dei suoi significati e delle sue radici antiche, ma anche di trend innovativi.

Il bouquet da sposa esiste da sempre, fin dai tempi antichissimi, pur avente una fattura differente rispetto a quella ricorrente di oggi.

Il bouquet un tempo era collegato ad una sorta di rituale esoterico e di superstizione, era infatti composto da varie erbe aromatiche, ognuna con un suo significato.

Il timo e l’aglio avevano il compito di tenere lontane oscure presenze e cattivi presagi che avrebbero impedito alla coppia di essere felici; il mirto ed il rosmarino erano considerati invece di buon auspicio, simboleggiando fecondità e fedeltà. Altre piante presentavano doti afrodisiache e, ritenendo potessero avere influssi positivi sulla libido della coppia, venivano assaporate in piccole parti dagli sposi in previsione della prima notte di nozze.

Un simbolo ed un segno di buon auspicio in ogni caso, ma che ha ben poco a che vedere con i bouquet odierni che siamo abituati ad ammirare e che veniva donato al termine della cerimonia nuziale in dono agli dei, come fanno alcune spose moderne delle più svariate religioni.

Nei primi secoli dopo Cristo il significato del bouquet inizia a mutare, vengono abbandonate le erbe aromatiche in favore di gigli, simbolo di purezza e gli adfodeli simbolo della fine della vita da nubili.

Nell’Europa del Medioevo si affacciano tradizioni a dir poco stravaganti, infatti il bouquet veniva arricchito ed in alcuni casi addirittura sostituito, da alcuni oggetti come uno spillone per capelli, una rocca per filare, un ditale, una margherita d’argento, tutto questo a simboleggiare il futuro mestiere di casalinghe.

Fortunatamente questa tradizione venne abbandonata nel quattrocento, grazie ai Crociati che ne importarono una decisamente più bella e romantica dai paesi arabi, dove si usava adornare e decorare l’abito della sposa con i fiori d’arancio, simbolo di amore puro, vero e sincero e di buon auspicio.

Per qual motivo proprio i fiori d’arancio? Vi è una dolce leggenda a riguardo.

Una splendida fanciulla donò un giorno ad un re una pianta di arancio. Il monarca era segretamente innamorato di quella giovane donna, alla quale non poteva però unirsi in matrimonio a causa delle profonde differenze di rango, iniziò allora a custodire gelosamente quella pianta, prestando ad essa ogni cura ed attenzione.

Un giorno un ambasciatore in visita a palazzo rimase colpito della bellezza della pianta in piena fioritura e chiese al sovrano di avere in dono un ramoscello fiorito di quella pianta meravigliosa per poterne fare una talea, ma il re si rifiutò.

Con molta furbizia, l’ambasciatore offrì 50 monete d’oro al giardiniere di palazzo per tagliare di nascosto un ramoscello. Avendo una figlia in età da marito che non poteva accasare non possedendo i denari necessari per farle la dote, il giardiniere accettò, diede i denari alla figlia la quale poté così sposarsi. Il giorno delle nozze la fanciulla si adornò i capelli proprio coi fiori d’arancio che le avevano portato tanta fortuna.

Da quel momento in poi i fiori dell’arancio simboleggiano l’amore puro, sincero e vero e sono diventati il simbolo del matrimonio.

Le spose del 1400 si adornavano il capo con coroncine di fiori d’arancio, con il passare del tempo si passò dalla corona ad un piccolo mazzolino da portare in mano.

Con gli anni si unirono ai fiori d’arancio anche altri fiori aventi sempre corolle bianche simboleggianti candore e purezza, tenuti insieme da un nastro legato con un doppio nodo a scongiurare l’infedeltà del marito.

Sdoganato il bianco come unico colore ammesso, si giunge alla più ampia libertà di scelta di varietà e di colore per comporre il bouquet da sposa. La scelta dei colori può essere attribuita al loro significato e i fiori al loro linguaggio, talvolta con la volontà di lanciare dei messaggi in codice al proprio amato.

Oggi il bouquet viene scelto rispettando la linea dell’abito, il mood dell’evento, la tipologia di cerimonia e di ricevimento, si è trasformato progressivamente in un prezioso ed elegante accessorio di moda contribuendo, senza alcun dubbio, a perfezionare l’intero look della sposa.

Secondo tradizione rappresenta il suggello della conclusione del fidanzamento e l’inizio della nuova vita coniugale. Per questo motivo andrebbe scelto dallo sposo ed è l’ultimo dono da fidanzati. Dovrebbe essere lo sposo in persona a consegnarlo all’amata al suo arrivo, per poi precederla all’altare.

Nella realtà è la sposa che sceglie fiori, colori e foggia del bouquet per essere certa che ben si abbini all’abito prescelto di cui ovviamente il fidanzato è all’oscuro, viene recapitato a casa dal fiorista, dal testimone dello sposo o dal wedding planner e la sposa giunge sul sagrato già con il bouquet in mano. In alcune regioni del sud, come in Puglia, è la suocera accompagnata dal suocero a portarlo a casa della sposa.

Alcune spose, desiderose o originalità o particolarmente attente alle dinamiche ecologiche, effettuano scelte alternative come quella dei bouquet fatti a mano in stoffa o in carta, con ampie possibilità di personalizzazione e la certezza di non vederli mai appassire e poterli conservare integri come il giorno delle nozze.

Il bouquet dovrebbe passare per tre differenti mani: quelle dello sposo che lo dona alla sposa, che a sua volta lo dona ad una fanciulla nubile con l’augurio di ricevere la richiesta entro un anno, ed è con questo ultimo passaggio che nasce il tradizionale lancio del bouquet al termine della cerimonia (eh sì, il lancio andrebbe fatto all’uscita della chiesa, mentre sempre più spesso si destina il momento al termine del ricevimento)

Storicamente il lancio del bouquet è un’evoluzione di una usanza nata in Francia nel XIV secolo in cui si credeva che ottenere un pezzo dell’abito della sposa portasse fortuna agli invitati. Ai tempi gli abiti di nozze erano per molti i vestiti migliori che si possedevano, si è quindi passati dai pezzi di stoffa a donare agli ospiti i fiori del bouquet. Affiancato al lancio del bouquet spesso troviamo il lancio della giarrettiera che viene sfilata dallo sposo e gettata agli amici celibi.

E bene ricordiamo che, secondo galateo, la giarrettiera si indossa … ma non si lancia!

(bouquet: Coral Fiori e Interpretazioni)

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