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La Moda Sposa ha il suo calendario

18 Dec

La Moda Sposa ha il suo calendario

(di Aurora Nina Allegra)

Il 17 dicembre 2017, presso 117 Studios a Milano, la redazione di theWProject è stata invitata ad un evento che ha visto come protagonista un calendario. Potrebbe apparentemente sembrare tutto molto scontato: in questo periodo dell’anno, ad una settimana dal Natale e a meno 14 giorni dall’inizio del nuovo anno, il calendario è un “must have” per ogni realtà. Dodici mesi offrono spazio e ambientazione a raffinati abiti da sposa di dodici celebri stilisti del made in Italy, fra cui fra gli altri Peter Langner, Atelier Lascari, Antonio Riva, Le Spose di Giò. La maestria di Andrea Ciriminna, autore delle foto, ci regala immagini sofisticate, patinate nei riflessi degli abiti ma dalle scenografie ruvide e antichizzate, con un risultato di lustro che rende giustizia alla scelta di utilizzare il termine moda associato alla sfera della sposa. Adesso anche il mondo wedding può vantare il suo calendario. Entusiasmante, tutto qui? No, assolutamente. Oltre la trama della carta stampata c’è molto di più e ce lo spiegano gli occhi azzurri e vivaci di Barbara Badetti Click E Chic, padrona di casa dell’evento e anima generatrice di questa idea: “nel 2018 ricorre il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e abbiamo voluto, nel nostro piccolo, rendere omaggio a questo evento così importante per la nostra storia, celebrando il prodotto del made in Italy”, mi dice sorridente Barbara, visibilmente orgogliosa del risultato raggiunto. Un calendario, dunque, con un carico di valore nell’intento di voler proteggere ed enfatizzare l’importanza della sartorialità fatta in casa nostra, del lavoro artigianale che ci rende unici, speciali, che dona prestigio al prodotto finito proprio perché la cura del dettaglio e il tempo richiesto per realizzarlo lo rendono straordinariamente più ricco di un prodotto di serie. Non è un caso che il capo scelto a rappresentare questo diritto sia un abito da sposa. Ricorrono e persistono notizie di attualità che vedono la donna oggetto di violenza, soprusi e mercificazione. La donna diventa quindi simbolo di una nuova Dichiarazione dei Diritti che la vuole protagonista. Come reazione a tanto dolore e tanta bruttura inferta si sente il dovere di reagire e sono le stesse donne pronte a farlo. Questo calendario vuole rappresentare una donna forte, sicura di sé, determinata, una donna consapevole. Ed è proprio questo Melania Fumiko, artefice dell’abito che apre l’anno 2018 nel calendario. Lo aveva presentato in anteprima durante Italian Wedding Style a Palazzo Giureconsulti proprio come opera prima della sua nuova collezione 2019. Abbiamo già avuto modo in passato di conoscere e scoprire la bellezza insita nell’arte di Melania, il suo profondo amore per il dettaglio, le rifiniture. Mi racconta di quanta cura ci sia in questo abito apparentemente semplice nella forma perché dinnanzi all’essenzialità la perfezione è d’obbligo. Mi lascio trasportare dal fiume dei suoi pensieri che scorrono senza impeto ma con tanta determinazione. Mi soffermo su un dettaglio, la foglia di Ginkgo che porta al collo. E’ lei stessa a mostrarmela, mi racconta ancora delle sue origini e di quanto ruolo abbia avuto sua madre nella sua vita. “Non perché fosse mia madre” – si affretta a precisare – “era davvero una donna meravigliosa, colta, di mente aperta e molto esigente verso se stessa. Ed io non posso essere da meno”. Ancora una volta è la storia di una donna che si fa strada nei discorsi di questa serata e che mi ricorda quanta bellezza regna nel mondo femminile. L’abito da sposa di Melania Fumiko è dominato da una lunga e pesante cappa, un mantello che conferisce regalità. Le chiedo su quale donna lei lo vedrebbe indossato e mi risponde che ha pensato agli inverni freddi della Russia, ad una donna che non teme di dire sì al suo sposo nei mesi più rigidi dell’anno, una donna austera. Nell’immaginario comune la sposa è simbolo di purezza per antonomasia, il bianco dell’abito, il velo, il make up semplice per tradizione vogliono preservare questo concetto ma oggi la sposa è più che mai donna che esce dai cliché, si spoglia dai luoghi comuni e si veste di personalità, una donna che scegli di dire sì senza violenza inflitta, sceglie di farlo a qualunque età e con indosso qualunque tipologia di abito perché la protagonista della vita è lei stessa e non la sua rappresentazione. Ecco perché i fiori realizzati da Elisabetta Cardani si ridimensionano a questa nuova imponenza della figura femminile: le coroncine di Gipsofila diventano criniere, il fiore posto tra i capelli diventa una corona, le bottoniere decorazioni del corpetto dell’abito. Tutto diventa possibile se è la donna a volerlo. Lascia estasiati sentir parlare di tanta determinazione da Elisabetta, una donna di infinita dolcezza, rincorsa dagli abbracci di altre donne presenti in questa serata anche per lei. Stringe mani con calorosità e trasporto, i suoi occhi brillano come perle nere quando, insieme a Barbara e Andrea, richiama l’attenzione degli astanti per ringraziare, per ricordare che questo calendario non ha scopo di lucro ma è un dono, è un messaggio in bottiglia destinato ad essere raccolto ed è solo il primo di una lunga serie che si auspica diventi da collezione. E noi tutti ce lo auguriamo di cuore.

(photo Click and Chic – abito Melania Fumiko- copricapo floreale Elisabetta Cardani)