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Lucia Zanotti- Impegno e Passione

15 May

Lucia Zanotti- Impegno e Passione

(di Francesca Fiorentini)

Ero sicura che non sarebbe stata una semplice intervista. Ho la fortuna di conoscerla da diversi anni e sapevo perfettamente cosa aspettarmi: un flusso di ricordi e pensieri sparsi, trascinati dallo stesso entusiasmo di sempre. Mi ero preparata le domande ma ne ho fatte ben poche perché le risposte uscivano senza volerlo, tra un risotto zafferano e cacao e un gioiello di cioccolato, nella perfetta cornice di Farage, in via Brera a Milano.

Lucia Zanotti è così: istintiva, intensa e appassionata. Può soffermarsi ad ammirare una sposa, una semplice fotografia o un abito, anche se si tratta della creazione di qualcun altro, con sincero entusiasmo. Lei gode della bellezza, senza invidia o bisogno di competizione. Se le chiedi il perché, risponde così:

“Semplicemente perché mi piace! Non posso evitarlo, vedo qualcosa che ritengo bello e mi emoziono come davanti a un dipinto. Per me gli abiti sono proprio come dei quadri e per questo ho usato tanto colore nelle mie collezioni: amo dipingere e lo facevo anche sui miei modelli, con pennellate di seta colorata, ricami e fiori”.

 

Un’artista innamorata di Dior e fedele alle icone di stile Grace Kelly, Jacqueline Kennedy, Audrey Hepburn. Le sue vere muse però erano le donne reali. La Signora Lucia (incarnazione perfetta della vera Signora), dando vita alle sue collezioni, desiderava creare l’abito perfetto per ogni sposa. Ecco perché proponeva sia abiti minimali che principeschi, romantici e rigorosi. In Atelier Aimée, chiunque poteva trovare il suo abito, perché la stilista non creava secondo il proprio gusto personale o con intento autocelebrativo. Basti pensare che il suo abito da sposa era composto da una tunica avorio su pantaloni marroni, una fascia in seta marrone sui fianchi, collo di volpe avorio (era dicembre) e fiori marroni in testa. Eppure le sue collezioni erano ricche di abiti ampi e romantici. Perché Lucia Zanotti pensava soprattutto alle spose, che mai  ho sentito chiamare “clienti”, nonostante la sua consapevole concretezza e propensione alla vendita. Il suo secondo pensiero andava infatti ai dipendenti dell’azienda. Voleva fatturare per il loro benessere, tanto caro a lei come al marito e presidente di Aimée SpA, il Dot. Matthias Kissing. Quell’adorato Matthias che è sempre al suo fianco per mettere in pratica i suoi sogni, con professionalità e concretezza. Non hanno avuto figli ma una grande famiglia, principalmente formata da donne, che stimavano e coccolavano. Non a caso, nel 2011, Aimée Spa è stata premiata dalla Regione per l’impegno e le politiche intraprese in tema di conciliazione famiglia-lavoro: 150 dipendenti e 50 turni diversi per permettere alle mamme, per esempio, di andare a prendere i figli a scuola o di occuparsi dei genitori anziani. Un’azienda unica nel suo genere, guidata da imprenditori illuminati e sensibili. Le ho chiesto se le venga mai voglia di tornare:

“Lasciare non è stato facile perché Aimée è stata la nostra vita per più di 30 anni. Dopo mesi di riflessioni però abbiamo capito che un cambiamento era necessario per il futuro dell’azienda, che doveva continuare ad avere vita propria e prospera, e dovuto per i nostri tanti dipendenti. Dal primo all’ultimo, stiliste, magazzinieri, impiegate e venditrici, sono stati fondamentali per il nostro successo. Quanti ricordi che mi legano a loro. A pensare di rimetterci piede mi viene un infarto (e lo dice ad occhi chiusi, mettendosi una mano sul cuore n.d.r.) ma prima o poi doveva succedere e adesso è il momento per noi di dedicarci alla famiglia e alla casa. Ci rimane la gioia di aver realizzato tante cose belle”.

 

 

 

 

E orgoglio? Chiedo io.

“Niente orgoglio, solo gioia. L’unica cosa che conta è fare quello che ci piace, con impegno e passione, perché la vita è breve e bisogna rimanere concentrati per non perdere neanche un’occasione per essere felici!”

 

 

 

 

 

Lucia Zanotti onn la nostra Francesca FiorentiniE qui straborda il suo animo sensibile. Le sta davvero a cuore la felicità delle persone. Nel tempo della nostra chiacchierata, mi ha chiesto almeno due volte “Tu stai bene? Sei felice?”. Fa venire voglia di abbracciarla. Credo che il suo successo sia dipeso anche da questa umanità, dal desiderio profondo di rendere bellissima ogni donna e dal rispetto per l’unicità di ognuna. Partita appena ragazzina da un negozietto di abbigliamento, è arrivata a creare più di 5000 modelli e a vestire almeno 250000 spose, facendo dell’allora Atelier Aimée Montenapoleone un punto di riferimento per la sposa Made in Italy. Le sue creazioni si riconoscevano tra mille, anche grazie a campagne pubblicitarie realizzate da fotografi del calibro di Aldo Fallai, per citarne uno, presenti nelle più importanti riviste di settore nazionali e internazionali. Tante le collaborazioni sviluppate negli anni con Gianni Versace, Dolce&Gabbana, Alberta Ferretti, Zuhair Murad e molti altri, che ne hanno riconosciuto la capacità produttiva, il talento creativo e la grande attenzione per la qualità.

Lucia Zanotti ha davvero fatto la differenza nel panorama della moda sposa, con proposte che in passerella sembravano azzardate ma che precorrevano i tempi e interpretavano in anticipo le richieste del mercato. Nessun altro avrebbe potuto unire altrettanto efficacemente romanticismo ed eleganza, tradizione e innovazione. Nessuno ha potuto fermarla, se non lei stessa, quando ha sentito che era arrivato il momento giusto per farlo. Però quello sguardo brilla ancora e sono sicura che ha un nuovo progetto in mente. Noi l’aspettiamo.

 

 

(photo Luca Arnone)