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Alessandro Narducci: lo “chef di borgata” stellato

30 Jun

Alessandro Narducci: lo “chef di borgata” stellato

(di Valeria Cudini)

Alessandro Narducci: lo “chef di borgata” stellato

Ci ha da poco lasciati a causa di un incidente stradale la più giovane stella Michelin italiana, una talentuosissima promessa della cucina italiana

Un animo semplice con tutta la romanità nel cuore. Un ragazzo giovanissimo, neanche trentenne e già stellato. Amava definirsi “chef di borgata”, un ragazzo “da bosco e da riviera”. Si sentiva ancora quel ragazzino che cucinava per mamma e papà al ritorno dal lavoro.

Eppure aveva già fatto una carriera strepitosa: adesso era executive chef al ristorante l’Acquolina, in centro a Roma, in piazza del Popolo all’interno dell’hotel 5 stelle The First. Un locale gestito dai fratelli Troiani, nota famiglia della ristorazione romana e, da pochi mesi, era anche diventato loro socio al 50%.

Alessandro si avvicina prestissimo all’enogastronomia diplomandosi sommelier professionista all’Associazione italiana sommelier. Da lì la conoscenza con Heinz Beck con cui inizia il percorso di formazione culinaria. Lo segue fino a Dubai per due stagioni al Dubai Social.

Poi il rientro a Roma e il passaggio al ristorante Il Convivio dei fratelli Troiani e poi L’Acquolina, sempre con Angelo Troiani, dove nel 2016 riceve la prima stella Michelin.

La sua cucina si basava sulla mediterraneità: soprattutto pesce, di mare e d’acqua dolce, pane e pomodoro, pasta.

E poi tutta la sua romanità nei piatti, moltissimi infatti definiti “come a Roma”.

Ricciola e puntarelle “come a Roma”, panzanella “come a Roma”, spaghettone “Ajo e ojo” con la menta romana e potremmo continuare.

La sua era una cucina di casa con materia prima povera ma con tocco raffinato e grandissima tecnica, romanissima, nostalgica ma, al contempo, innovativa.

Nella sua semplicità e altruismo lo chef diceva

Sono contento quando faccio contenti gli altri con il cibo

Grazie Alessandro per averci regalato tanto della tua Roma,

per avercela fatta assaggiare un boccone dopo l’altro,

per essere la stella più giovane che risplenderà su di noi…

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