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Due volte sì- Il matrimonio consapevole

15 May

Due volte sì- Il matrimonio consapevole

(di Daniela Stella, Avvocato)

Penso al misto di pacatezza e meravigliosa aspettativa che precede il momento di un secondo sì. Unirsi ancora in matrimonio dopo un’esperienza fallimentare, o comunque dolorosa, richiede cautela e consapevolezza, oltre ad una grande fiducia nell’amore coniugale. Si celebra l’unione di due persone che non intendono rinunciare a un progetto di vita matrimoniale stabile e felice. Riflessione sì, ma anche rinascita.

SONO STATI 33.579 nel 2015 i matrimoni celebrati in seconde nozze in Italia (fonte: ISTAT), 3000 in più rispetto al 2014 (9%).

Non è compito di theWProject darvi proiezioni sul numero di divorzi (ahimé, in crescita). Noi rendiamo omaggio all’amore eterno, che in alcuni casi si palesa in un secondo tempo, e ci interessa dunque valorizzare la tendenza di queste nuove coppie a celebrarlo con una promessa ed uno scambio di anelli.

IL RITO E’QUELLO CIVILE, officiato in Comune. Ad oggi, infatti, non è ancora possibile celebrare il secondo matrimonio in Chiesa, a meno che il primo matrimonio non sia stato annullato dalla Sacra Rota. Le caute aperture del Papa all’ultimo Sinodo sulla famiglia indicano che i tempi non sono ancora maturi.

Prima delle nozze occorre presentare in Municipio copia integrale dell’atto del precedente matrimonio, corredato dell’annotazione della sentenza di scioglimento, da chiedersi alla Procura della Repubblica di competenza, e dalla Sentenza di divorzio, che è rilasciata dalla Cancelleria del Tribunale.

Queste sono gli unici adempimenti burocratici richiesti. Per il resto, le formalità richieste sono quelle di un normale matrimonio civile. Anche la cerimonia non presenta particolari variazioni, tranne quelle imposte dalle peculiarità familiari.

SARA’ IL MARITO, non il padre, ad accompagnare la sposa, in abito anche bianco ma rigorosamente senza velo e senza strascico, dentro la sala e a condurla al tavolo dell’officiante. Ad attenderli i testimoni, che il bon ton vorrebbe limitati ad uno per ciascun sposo, e i figli piccoli di primo letto, che con la loro presenza contribuiranno da soli ad un’immagine di intimità festosa dell’intera cerimonia.

Verranno letti gli articoli del codice civile che vincolano la coppia agli obblighi di fedeltà, assistenza, collaborazione reciproci (artt. 143 ss.) e di mantenimento ed educazione dei figli (art. 147 c.c.), questi ultimi di particolare importanza in seconde nozze.

SE VI SONO FIGLI di un precedente matrimonio, infatti, il nuovo consorte non diventa genitore dei figli dell’altro, che, anche se minori, mantengono il cognome del padre. Il secondo matrimonio non crea un vincolo di parentela, ma di mera affinità con i figli dell’altro coniuge, circostanza che però incide solo sui futuri diritti ereditari.

Per il resto, anche il secondo matrimonio impone ad entrambi i coniugi di concorrere al mantenimento, istruzione ed educazione di tutti i figli, compresi quelli acquisiti affidati al coniuge (art. 147 c.c.), di farli crescere in famiglia e di ascoltarli in tutte le questioni e le procedure che li riguardano (art. 358-bis c.c.).

LA DELICATEZZA dei rapporti tra famiglie “allargate” impone alle seconde nozze una cerimonia improntata a misura e sobrietà.

La location, rigorosamente diversa da quella del primo matrimonio, potrà essere di grande fascino ma non sontuosa, e così gli addobbi e il menu.

Ben vengano i fiori del giardino di casa e il menu a km. zero. Al posto della lista di nozze, perfetta la raccolta di beneficienza a favore delle cause che più stanno a cuore agli sposi. Per ricominciare con uno splendido messaggio di amore e rispetto per la vita.

(photo credit Pourfemme.it)