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Un nuovo modo di lavorare: Il Coworking

13 Jul

Un nuovo modo di lavorare: Il Coworking

Un nuovo modo di lavorare: Il Coworking

(di Antonella Ravaglia)

Avere uno studio dove poter ricevere i clienti, per chi vuole diventare o per chi è già Wedding Planner, è un fattore indispensabile. Purtroppo, il detto “l’abito non fa il monaco” non è sempre vero: infatti lo studio è un po’ il biglietto da visita per gli sposi che hanno deciso (o stanno decidendo) a chi affidare la preparazione del grande evento e ricevere i clienti in un bar non ha certo lo stesso impatto.
Si, ma affittare un appartamento o una stanza in questo momento di crisi potrebbe non essere semplice e rappresentare una spesa di poco conto. La soluzione perfetta potrebbe essere l’utilizzo di uno spazio condiviso: il Coworking.
Sono ormai passati dieci anni dalla nascita del primo Coworking, ovvero da quando il programmatore informatico californiano Brad Neuberg, creò un locale sostanzialmente arredato con mobili Ikea, per condividere con altri professionisti servizi e connessioni: era la soluzione perfetta per tutte quelle persone che non potevano permettersi un posto di lavoro proprio. Da allora abbiamo potuto assistere a un vero e proprio boom e, due anni dopo, questi spazi condivisi sono arrivati anche in Italia, non solo nelle grandi città come Roma e Milano, ma anche in centri più piccoli.
Lavoro condiviso pur mantenendo un’attività indipendente: un nuovo modo di concepire l’ambiente di lavoro che sta portando un vero e proprio cambiamento culturale economico e sociale. Tutto questo offre la possibilità di abbattere i costi fissi di gestione di un classico ufficio, trasforma la flessibilità d’impiego degli spazi e degli strumenti di lavoro, ma soprattutto offre delle opportunità di creare delle comunità che abbiano come obiettivo una convivenza sociale e professionale. In un unico ambiente si possono trovare più aziende e liberi professionisti che operano in campi anche molto lontani tra loro: il Coworking non è concepito solo come uno spazio fisico, ma è anche un luogo dove si creano contesti relazionali, un ambiente collaborativo e stimolante e dove le idee corrono liberamente.
In Italia, ad oggi, abbiamo circa 300 Cokorwing sparsi su tutto il territorio. La scelta è ampia, anche perché la crescita non accenna a fermarsi. Le tariffe di noleggio variano da sede a sede, le modalità invece sono molto simili: si va dall’abbonamento mensile a quello annuale, con differenti canoni a seconda dei servizi aggiuntivi, daily pass oppure ingressi quantificati a ore.
Quelli più famosi li troviamo chiaramente nelle grandi città. A Milano per esempio abbiamo Cowo Milano/Lambrate attivo dal 2008 e in cui possiamo scegliere non solo la tipologia di Coworking che ci interessa di più ma anche la frequenza, ossia la possibilità si scegliere se abbiamo bisogno di una postazione tutti i giorni, solo qualche volta o anche solo una sala riunioni.
Milano Login invece offre delle prove gratuite di una settimana e mette a disposizione 200 postazioni in 1400 metri di spazio.
A questo punto non ci resta altro che augurarvi Buon Lavoro!
(photo credits – Wikipedia/ Video Andria)

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