In memoria di Ezio Bosso

(di Marianna Porcaro)

Con la sua musica, ci ha spiegato che ogni nota d’amore arriva dritta al cuore anche senza note e che il silenzio è un forte abbraccio. Ci ha invitati a condividere qualcosa di meraviglioso per dire grazie. Pensarci dentro gesti semplici e sentirci casa per qualcuno. Casa è l’altro, il vicino, il prossimo che sta a un metro da me e che troppo spesso ignoro. Più di tutto, però, Ezio Bosso ci ha insegnato che le grandi rivoluzioni partono dal punto in cui siamo, con i mezzi che abbiamo. Che per essere pionieri, conquistatori, per realizzare un sogno alto, non serve essere più belli, più ricchi, più fortunati.  Nessuna vittoria è mai stata realizzata se non prendendosi interamente la responsabilità della propria vita. “Le cose immense non ti rendi conto, sei un bambino che non crede ai suoi occhi, sembra un sogno, no è il nostro vivere, lavorare duro, credere, andare avanti” diceva. Ci ha trasmesso la cosa più importante che esista: “Ascoltare.” Lo ha fatto con grande cura dell’animo umano e con tutto l’amore e la passione di cui ne era esempio. “Perché rinascere vuol dire costruire insieme uno per uno. E costruire è bellissimo, il gioco più bello, cominciamo..”

Grazie Maestro!

Royal Wedding: tradizioni, protocollo e galateo

(di Anna Ubaldeschi)

Ancora una volta un Royal Wedding ci ha rapito davanti ai teleschermi e sui social network.

Abbiamo guardato, letto ed ascoltato commenti, dichiarazioni e riflessioni sulla novella coppia reale ed il loro wedding day.

Ben sappiamo che, in particolare per delle nozze di regnanti, vi sono una serie di tradizioni ed un preciso protocollo a cui attenersi. Che è successo di tutte queste regolette con Harry e Meghan?

Diciamo che è stata data una bella rispolverata a codici di protocollo e dettami di galateo di nozze …

Harry, accompagnato dal fratello William, è arrivato alla cappella di St. George a piedi, entrambi indossavano l’alta uniforme militare, per Harry quella della cavalleria di sua maestà British Army Blues and Royals e qui primo strappo alla regola: l’etichetta impone che indossando l’alta uniforme ci si rada doverosamente, Harry invece ha mantenuto la barba.

William dal canto suo indossava sull’uniforme un cordone sulla spalla destra che ha un preciso significato: “aiutante in capo”, in questo giorno speciale quindi William si è messo al servizio del fratello Harry.

Meghan porta indubbiamente una ventata di novità nel rigido protocollo reale, venendo a meno e rivoluzionando tutta una serie di tradizioni e consuetudini reali.

Il suo ingresso nella cappella lo fa da sola, seguita unicamente da paggetti e damigelle. Fiera e sicura procede a testa alta per la navata fino al coro, punto in cui è attesa dal Principe Carlo con cui percorrerà il secondo tratto, fino all’altare. E qui attenzione … giunti all’altare non è Carlo a consegnare la mano della sposa allo sposo, è lei autonomamente che si avvicina allo sposo e prende posto.

Altro strappo al protocollo di corte: Harry accenna l’inchino con il capo alla regina Elisabetta, cosa che Meghan non fa …

L’omelia viene affidata ad un vescovo afroamericano che cita durante il sermone Martin Luther King e nella cappella risuonano per la prima volta durante una celebrazione reale le note di un coro gospel fortemente voluto dalla sposa.

Durante la dichiarazione delle promesse gli sposi non pronunciano come protocollo vorrebbe tutti i nomi di battesimo del consorte, ma unicamente “Harry” e “Meghan”, dalle promesse viene inoltre omesso il voto di obbedienza al coniuge.

I reali non indossano la fede nuziale, Harry ha invece deciso che la indosserà e sarà in platino decorato, mentre per Meghan viene rispettata la tradizione che vede la sua fede donata personalmente dalla regina Elisabetta e forgiata con oro gallese proveniente dalla miniera di Clogau St. David, ora dismessa, ma di cui si conservano delle pepite appositamente dedite a questo utilizzo.

Innamoratissimi, gli sposi si tengono la mano per tutto il tempo: adieu etichetta reale.

Il galateo consiglia che la sposa non indossi gioielli in eccesso.

Meghan portava l’anello di fidanzamento sulla mano destra per lasciare posto alla fede, ma subito dopo le nozze lo sposterà sulla sinistra, mentre almeno il giorno delle nozze la fede dovrebbe essere l’unico anello all’anulare sinistro; indossava la tiara Queen Mary’s Lozenge Bandeau, pezzo molto raro in stile art déco appartenuta alla Principessa Mary e indossata anche dalla Principessa Margareth nel 1965.

Nessun’altra dopo di lei, e prima di Meghan oggi, l’ha più indossata.

Oltre a questo preziosissimo gioiello, Meghan ha scelto una parure composta da orecchini e bracciale doppio pavé di Cartier. Decisamente troppo.

La torta delle nozze reali è tradizionalmente da decenni una torta alla frutta, in quanto gli ingredienti come frutta secca, alcool e spezie sono simbolo di ricchezza e prosperità.

Meghan e Herry hanno invece optato per un dolce ricoperto di glassa e decorato con fiori freschi al limone e fiori di sambuco con presentazione inusuale disposta in differenti coppe di dimensioni ed altezze differenti.

Il bouquet è piccolo e rotondo in stile natural chic e legato da un nastro di seta grezzo, non a goccia come è usanza delle principesse. E’ stato realizzato inserendo nella composizione di pisello odoroso, mughetti, astilbe, gelsomino e astrantia, alcuni “non ti scordar di me” raccolti il mattino stesso da Harry nel giardino della loro casa di Kensighon Palace. Un omaggio a Diana in quanto suoi fiori prediletti.

Come tradizione reale vuole all’interno del bouquet sono stati inseriti rami di mirto provenienti da un cespuglio nei giardini dell’isola di Wight, piantumato dalla regina Vittoria nel 1845, simbolo di fortuna in amore e nel matrimonio.

Rispettata anche la tradizione che impedisce il lancio del bouquet. Le spose reali lo portano sulla tomba del guerriero sconosciuto nell’Abbazia di Westminster, come fece la Regina Madre nel 1923 per onorare il fratello ucciso durante la Prima Guerra Mondiale. Oggi la tomba è considerata un simbolo per tutti i soldati che hanno servito l’Inghilterra e hanno perso la vita nei conflitti bellici. Dopo la Regina Madre tutte le spose della Corona Reale depongono in quel luogo il loro bouquet di nozze.

Il tradizionale giro in carrozza degli sposi per salutare i sudditi è stato effettuato con tanto di saluti, sorrisi e sguardi innamorati e complici tra i due sposi.

Forse l’emozione ha giocato un tiro mancino a Meghan che, venendo a meno alle certe nozioni di galateo e bon ton che le saranno state impartite, seduta durante la cerimonia ha accavallato le gambe, gesto che non si addice ad una lady.

Il protocollo della royal family lo dice chiaro e forte: niente unghie colorate per la manicure delle reali inglesi. I colori bene accetti dalla monarchia sono quelli rientranti nella palette delle tonalità nude.

La stessa Regina Elisabetta usa lo stesso smalto dal 1989. Nei precedenti appuntamenti istituzionali a cui ha presenziato a fianco di Harry in questi ultimi tempi, Meghan è stata attenta e perfetta. Al suo matrimonio invece … lo smalto c’era! Poteva essere annoverato nelle tonalità nude, ma la sfumatura tendeva ad un grigio perlato leggermente cangiante al viola. Un modo di svecchiare, senza infrangere completamente, il protocollo reale.

Ed infine vediamo alcune cadute di stile da parte di invitati

Camilla indossava un cappello decisamente eccessivamente largo, particolare raccomandato nel dress code degli inviti.

George Clooney in abito grigio perla con camicia azzurra, non consono alla richiesta degli inviti di morning coat, Amal di contro indossava tacchi talmente alti da impedirle un passo regolare, anche questo uno sgarro all’etichetta.

Svariate invitate si sono presentate con abiti sbracciati che mal si addicevano ad un ingresso in chiesa ed alle richieste di protocollo reale.

Infine Kate Middleton che ha preferito non sfilare a fianco dei reali come da protocollo, ma di restare accanto ai figli giungendo in auto con loro, come le mamme degli altri paggetti e damigelle.

Ha commesso la disattenzione di scegliere di indossare un abito color magnolia, quando l’etichetta impone di non indossare colori chiari che sono riservati alle spose, inoltre l’abito era stato già sfoggiato in occasione di una visita ufficiale in Belgio e del battesimo della secondagenita Charlotte e questo potrebbe essere interpretato come una scarsa attenzione nei confronti degli sposi.

Vera galanteria nel gesto del Principe Carlo che al termine della cerimonia, con un impercettibile cenno ha invitato Doria Radlan, mamma della sposa che presenziava in completa solitudine da famigliari alle nozze, ad unirsi a lui e Camilla per il corteo di uscita dalla cappella. Un vero gentleman!

Forse tutto questo segna l’inizio di una serie di piccoli e delicati cambiamenti in casa Windsor … certo è che le nozze reali fanno sempre sognare ad occhi aperti e che Harry e Meghan con tutto il loro amore che trapelava da ogni gesto ed in ogni sguardo, ci ha riempito i cuori.

(photo da web)

Due volte sì- Il matrimonio consapevole

(di Daniela Stella, Avvocato)

Penso al misto di pacatezza e meravigliosa aspettativa che precede il momento di un secondo sì. Unirsi ancora in matrimonio dopo un’esperienza fallimentare, o comunque dolorosa, richiede cautela e consapevolezza, oltre ad una grande fiducia nell’amore coniugale. Si celebra l’unione di due persone che non intendono rinunciare a un progetto di vita matrimoniale stabile e felice. Riflessione sì, ma anche rinascita.

SONO STATI 33.579 nel 2015 i matrimoni celebrati in seconde nozze in Italia (fonte: ISTAT), 3000 in più rispetto al 2014 (9%).

Non è compito di theWProject darvi proiezioni sul numero di divorzi (ahimé, in crescita). Noi rendiamo omaggio all’amore eterno, che in alcuni casi si palesa in un secondo tempo, e ci interessa dunque valorizzare la tendenza di queste nuove coppie a celebrarlo con una promessa ed uno scambio di anelli.

IL RITO E’QUELLO CIVILE, officiato in Comune. Ad oggi, infatti, non è ancora possibile celebrare il secondo matrimonio in Chiesa, a meno che il primo matrimonio non sia stato annullato dalla Sacra Rota. Le caute aperture del Papa all’ultimo Sinodo sulla famiglia indicano che i tempi non sono ancora maturi.

Prima delle nozze occorre presentare in Municipio copia integrale dell’atto del precedente matrimonio, corredato dell’annotazione della sentenza di scioglimento, da chiedersi alla Procura della Repubblica di competenza, e dalla Sentenza di divorzio, che è rilasciata dalla Cancelleria del Tribunale.

Queste sono gli unici adempimenti burocratici richiesti. Per il resto, le formalità richieste sono quelle di un normale matrimonio civile. Anche la cerimonia non presenta particolari variazioni, tranne quelle imposte dalle peculiarità familiari.

SARA’ IL MARITO, non il padre, ad accompagnare la sposa, in abito anche bianco ma rigorosamente senza velo e senza strascico, dentro la sala e a condurla al tavolo dell’officiante. Ad attenderli i testimoni, che il bon ton vorrebbe limitati ad uno per ciascun sposo, e i figli piccoli di primo letto, che con la loro presenza contribuiranno da soli ad un’immagine di intimità festosa dell’intera cerimonia.

Verranno letti gli articoli del codice civile che vincolano la coppia agli obblighi di fedeltà, assistenza, collaborazione reciproci (artt. 143 ss.) e di mantenimento ed educazione dei figli (art. 147 c.c.), questi ultimi di particolare importanza in seconde nozze.

SE VI SONO FIGLI di un precedente matrimonio, infatti, il nuovo consorte non diventa genitore dei figli dell’altro, che, anche se minori, mantengono il cognome del padre. Il secondo matrimonio non crea un vincolo di parentela, ma di mera affinità con i figli dell’altro coniuge, circostanza che però incide solo sui futuri diritti ereditari.

Per il resto, anche il secondo matrimonio impone ad entrambi i coniugi di concorrere al mantenimento, istruzione ed educazione di tutti i figli, compresi quelli acquisiti affidati al coniuge (art. 147 c.c.), di farli crescere in famiglia e di ascoltarli in tutte le questioni e le procedure che li riguardano (art. 358-bis c.c.).

LA DELICATEZZA dei rapporti tra famiglie “allargate” impone alle seconde nozze una cerimonia improntata a misura e sobrietà.

La location, rigorosamente diversa da quella del primo matrimonio, potrà essere di grande fascino ma non sontuosa, e così gli addobbi e il menu.

Ben vengano i fiori del giardino di casa e il menu a km. zero. Al posto della lista di nozze, perfetta la raccolta di beneficienza a favore delle cause che più stanno a cuore agli sposi. Per ricominciare con uno splendido messaggio di amore e rispetto per la vita.

(photo credit Pourfemme.it)