Fucsia in arredamento

(di Antonella De Lucia)

Avete bisogno di dinamismo ed ottimismo per affrontare queste giornate di inizio estate? Aggiungete allora un tocco di fucsia alla vostra casa. Questo colore acceso, allegro e brillante, ma con un che di ipnotico, ha la caratteristica principale di combattere lo stress e stimolare la creatività.

Usato molto spesso nell’arredamento d’interni e per molti oggetti di design, la sua tinta decisa e vivace alla lunga potrebbe stancare un po’: meglio allora introdurre pochi elementi decorativi di questa tonalità, come un tappeto, dei cuscini, piccoli soprammobili o un quadro dai toni intensi. Ma se non si ha paura di osare si può introdurla in tutti gli ambienti della casa scegliendo il fucsia per un mobile libreria, per un tavolo da pranzo per gli elettrodomestici della cucina o per il divano.

Un complemento d’arredo in fucsia si adatterà sia alle pareti bianche, dove risalterà alla perfezione, sia ad ambienti dalle tonalità più scure, dove creerà un contrasto deciso e rivitalizzante, come potrete vedere nella selezione di immagini che vi propongo oggi.

(Photo: Pinterest)

Mobili in Bambù

(di Antonella De Lucia)

Visto il successo che hanno riscosso le tappezzerie tropical, volevo oggi suggerire alcuni complementi d’arredo da accostare a questo stile etnico: i mobili in bambù. Simbolo di naturalezza e di raffinatezza questo materiale naturale richiama immediatamente alla mente immagini di luoghi lontani. Proveniente dall’Oriente geografico e culturale, è ormai diffuso anche in Europa soprattutto per la sua adattabilità climatica, ma anche per la sua crescita veloce.

Il bambù è un insieme di diverse piante verdissime, perenni e sempreverdi, che dopo il taglio assume una calda colorazione nella gamma dei beige. Essendo un prodotto naturale unico e dalle caratteristiche particolari è estremamente resistente, ma allo stesso tempo leggero, flessibile, bello esteticamente ed ecosostenibile.

Utilizzato in numerosi settori dell’architettura, è impiegato maggiormente nel campo dell’arredamento perchè offre una valida alternativa al legno tradizionale.

Queste le motivazioni che hanno favorito la diffusione dei mobili in bambù, prima solo in terrazzo e giardino, ma poi anche in appartamenti ed uffici; raffinati, comodi e caldi, si adattano facilmente ad ogni ambiente,

Perciò se il vostro ideale è ricreare lo stile etnico, che ricordi la jungla o le spiagge dei tropici il bambù è la scelta giusta, ma se invece prediligete il gusto moderno è ormai possibile trovare anche mobili di design realizzati in questo materiale.

Il mio consiglio: non esagerare con la quantità; uno o due elementi d’arredo sono più che sufficienti a garantire il risultato.

Quel che resta del design

(di Isabella De Rorre)

 

Dopo qualche settimana dalla fine della Milano Design Week, sorge spontaneo pensare ancora al design. E dire che tutto quello che sappiamo di esso è che è ovunque. Possiamo amarlo, essere critici, apprezzarlo, sospendere il giudizio, odiarlo, ma non possiamo ignorarlo.

Dirò di più: se è davvero creativo e funzionale, lavora nel passato per far sì che, un giorno, quell’oggetto nel presente ci sembri famigliare e insostituibile nel futuro. Il design ci lega ad un’epoca e la identifica con perfezione chirurgica quando osserviamo una sedia una caffettiera un tavolo. Ma la forza del design è  immensa e inarrestabile.

Perché non si ferma e non si limita. Forse abbiamo cominciato a parlarne per l’arredo, ma abita le linee delle auto, corre sulle bottiglie delle bibite preferite, ci illumina e si trasforma.

A volte si nasconde, perché nasconde la sua etimologia. Un designer traccia a mano la storia la funzione e il destino di un oggetto. Penso alla perizia dell’orafo e a chi moltiplica la luce degli specchi.

Il design ci stupisce e ci conforta, quando richiama affetti e suggestioni di un’epoca in cui siamo stati felici, o icone che accompagnano il cammino

Il design è divertente, vuole sbalordire cambiando il mondo disturbando la forma della sostanza e viceversa.


Tutto quello che sappiamo del design è che rimane, fra ombre e luci, una delle vie che abbiamo per ricercare la bellezza. Che è un modo di vivere più pienamente lo stesso numero di anni che abbiamo in sorte. Attenzione alla valutazione che date dei creativi: essi sono uno strumento per comprendere la realtà, per vederla prima, per assicurarsi la certezza che le cose sopravvivono a noi e ci rendono quasi eterni.

Ecco a voi un piccolo e sentimentale excursus sul Fuorisalone 2018. Grazie sempre, per la documentazione fotografica, a Luca Arnone.


 

HOMI settembre 2016

(di Sabrina Maestri)

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Homi è per definizione, una dei saloni del lifestyle più importanti d’Europa. Successore dello storico Macef, Homi è per ben due volte l’anno, primavera ed autunno, un vasto panorama del bien vivre della persona e del suo abitare.

Tuttavia, negli ultimi anni, si trova a competere con Maison& Objects di Parigi, fiera di sempre maggior successo e risalto che, svolgendosi in contemporanea con l’edizione autunnale di Homi, è riuscita ad aggiudicarsi l’eccellenza di molti grandi brand.

Ciò nonostante il “salone degli stili di vita” di Milano rimane comunque un importante business center per produttori e commercianti, non solo europei ma anche asiatici, capace di suscitare il suo fascino su appassionati di design e di lifestyle.

Strutturato in dieci padiglioni, chiamati Satelliti, Homi si pone l’obiettivo di creare un percorso espositivo, merceologicamente e tematicamente suddiviso (purtroppo non realmente realizzato!), in cui lo stile di vita attuale si concretizza nelle proposte che i designers, e per loro le aziende, hanno colto, interpretato e saputo tradurre in scelte non solo di arredamento e accessori della casa, bensì di profumazioni, decorazioni del Natale, accessori moda, bijoux, regali per ogni evento, non trascurando il mondo tecnologico e l’infanzia, delineando una visione a 360 gradi del buon vivere moderno. Irragionevolmente trascurato invece il garden & outdoor che, seppur indicato come uno dei 10 satelliti, è risultato praticamente inesistente: dell’outdoor non rimane al visitatore che l’immagine di una sedia sdraio, dalle linee pulite in legno massello trattato al naturale, sulla scorta delle wood deck chairs americane.

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La casa Homi 2016 esprime fortemente il desiderio di regalare intense sensazioni sensoriali.

Materiali, colori, forme e profumazioni invitano ad immergersi in un ambiente armoniosamente coordinato nei colori in cui, pur tuttavia, i materiali e le forme, generalmente contrastanti, si fondono in un sorprendente connubio: Il ferro si accosta al legno naturale; la ceramica riproduce la robusta ed irregolare consistenza delle terrecotte modellate a mano; così come i tessuti grezzi, imperfetti ed elegantissimi, si sposano con pizzi e merletti, macramè e corde rustiche;

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mentre cotoni stampati dal new look anni ’50 si dividono il primato con i più preziosi velluti di seta, di cotone o di viscosa.

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Ocra, arancione e rosso bordeaux, marrone, ma anche grigio, celeste carta da zucchero, blu, viola, rosa cipria e acquamarina dominano ogni stanza, lasciando però un doveroso ed autorevole spazio all’eclettico nero, capace di donare, da sempre, quel non so che di semplicità e ricercatezza, secondo, forse, solo al bianco e a tutte le sue gradazioni.

14593364_10208821539110104_837724854_nDunque una calda palette dal prevalente sapore autunnale che si rafforza nell’accostamento con materiali naturali, capaci di rievocare la serenità e bellezza che solo la natura sa realmente trasmettere.

La fanno quindi da padroni il legno, grezzo o naturale, unicamente trattato con mordenti e cere, capaci di lasciar trasparire venature e difetti ma altresì scoprirsi, imprevedibilmente trasformato in un amplificatore del suono per smartphone , per un timbro meno metallico ( così ITòch);

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poi carta e cartone riciclati e certificati FSC e fibra di cellulosa lavabile che, allontanandosi dal loro originale impiego, prendono la forma di case e giochi smontabili per i bambini o sorprendenti contenitori, vasi e borse ( così Essent’ial);

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il marmo si veste di un nuovo design diventando, per esempio un comodo tagliere; a dominare la scena troviamo ancora la lavagna che, in diverse forme e misure, diviene la sostituta chic di fogli ed etichette di carta, confermando lo spirito sempre più diffuso di utilizzare materie riciclabili o rinnovabili; il ferro perde la sua nota funzione di struttura e diviene di per se’ mobile, oggetto, posata, lampadario, definendo il suo marcato ruolo nel crescente stile industriale; esordisce anche il rame, che grazie alla sua duttilità, prende le più svariate forme, da monili a finiture e decori;

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il vetro, ed ancor più il cristallo, capace di lasciar filtrare la luce e rifletterla, mantiene incontrastato il podio di elemento principe nell’unione di stili ed ambienti.

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Sta finalmente scemando, seppur ancora presente, il mobile “consumato ed usurato industrialmente”, che riproduce uno stile shabby, ormai monotono e scontato, ma nuovamente riproposto da aziende che paiono aver abbandonato il coraggio dell’innovazione.

14518203_10208821537230057_162380087_nMolto più audaci e accattivanti i brand che accostano con elegante maestria lusso e ironia: è così che si ritrovano corone di ferro su cuscini di velluto impreziositi di generose passamanerie e nappe, con sullo sfondo riproduzioni di antiche cornici a foglia dorata, raffiguranti statuari e regali busti di cane, in rigoroso doppio petto nero, fieramente adornato di medaglie e coccarde (Jordan Interior UK/it) 

14585346_10208821667753320_145884739_nTrasformazioni anche per la tavola

Abbandonate porcellane e ceramiche colorate, la tavola del 2016/2017 ha una semplicità ed un rigore “francescano”: la tavola è lasciata a legno nudo, coperta solo da runner o tavagliette di iuta, lino o cotone grezzo sfrangiato o semplicemente di carta; i piatti di ceramica, irregolari e monocromatici, vengono affiancati da posate che, accantonando la leggerezza dell’acciaio cromato, simulano la tipica pesantezza dei metalli grezzi dei quali, in realtà, rispecchiano solo la colorazione opaca, non forgiata.

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In questo gioco allegro tra ostentato lusso ed umile semplicità si inseriscono anche l’uso di filati come la corda e la iuta che, lavorati finemente a crochet, macramè, tricot o a tombolo, danno vita a sorprendenti cesti, sacche, tovagliette, portavasi, lampadari o tende oppure a filati impercettibili che donano eleganti trasparenze.

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Non mancano plaid di pelliccia ecologica né lampadari dalle forme classiche in cui, però, le sfere e gocce di cristallo hanno lasciato il posto a originali perle di legno infilate in semplici corde.

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Presenti anche glitter, strass e cristalli soprattutto nella decorazione del Natale, ma questo fa parte di un sogno, quello che vi racconterò nel prossimo articolo!

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