Mi Vuoi Sposare? – Annalisa Carelli Fotografa

(di Isabella De Rorre)

Parlare di e con Annalisa Carelli è semplice e piacevole, perchè è una fotografa appassionata del suo lavoro. E quando comincia a raccontare di sè, tutta questa passione traspare da ogni parola. Sarà che è giovane, ma solo anagraficamente, e che questo lavoro lo fa, come mi dice, “per mestiere” da venti anni. Prima? Prima significa che a nove anni segue il padre, quasi per gioco, e a furia di vederlo scattare, su pellicola, comincia ad appassionarsi alla fotografia e il gioco piano piano diventa un hobby e poi una passione per la vita. Porta a termine un Master allo IED nel 2012, e altri corsi di formazione, ma la scuola vera la frequenta sul campo. Fotografandosi e confrontandosi con stili e tecniche di altri fotografi.  Le chiedo la differenza fra pellicola e digitale, e mi conferma che che la pellicola era più esigente, ossia consentiva molti meno errori. Il digitale ha aperto un mondo nuovo, pieno di opportunità, di soluzioni molteplici, e il fianco all’approssimazione di chi pensa di poter sostituire l’errore o l’incapacità tecnica con il ritocco. E dice una cosa interessante: mentre i fotografi di un tempo costruivano la loro carriera sulla professionalità, distinguendosi dai semplici appassionati per la capacità tecnica e la sensibilità artistica, il fotografo di oggi, oltre naturalmente a questo, deve essere un comunicatore. Fra tanti che si credono fotografi, chi fa ora questo lavoro ora come non mai, deve essere capace di comunicare con chiarezza la propria immagine e visione della fotografia. Nel pieno rispetto, e questo mi verrà segnalato più volte, della fotografia, che rimane l’unico, fondamentale, campo di indagine e sperimentazione per un fotografo che sia degno di questo nome. Il campo d’azione di Annalisa Carelli sono le persone, l’umanità. Obiettivo che si declina poi nella foto di matrimonio, come in reportage su chi lavora con le proprie mani, o su bambini, feste, eventi di ogni genere. Uno dei reportage di cui parliamo è quello ad una ragazza malata di tumore, che ha portato ad un confronto umano incredibile, a capire davvero come cambia la prospettiva di chi sente la morte così vicina da rendersi conto di quanto sia importante la vita. Per celebrare questo incontro, Annalisa ha usato polveri indiane, di cui il suo soggetto si è cosparso, in una esplosione di colore. Perchè ogni servizio, deve metterti in discussione. Completamente. Le chiedo se abbia un sogno nel cassetto, e mi risponde subito che vorrebbe fotografare un parto, anche se complicato per autorizzazioni burocrazia e vincoli igienici.  Ma ci è andata vicino fotografando il parto di una mucca per un progetto sulla identità sviluppato durante il Master in IED. Veniamo al reportage di matrimonio, che deve raccontare quello che succede nella giornata: per questo, le fotografie sono un mix di stili: reportage, still life… la sua presenza è discreta e mai invasiva, ma sempre creativa. Gli sposi, mi dice Annalisa, danno fiducia a qualcosa che non vedono prima, e che deve ricordare loro per il resto della loro vita quello che hanno vissuto, e provato, durante la giornata. Per questo, poco spazio al flash, e molto alla luce naturale, ambiente, e anche all’assenza di luce, che testimonia con realismo i vari monenti dell’evento.

 

 

Annalisa mi congeda dicendomi che dopo ogni matrimonio torna a casa incompleta, mai completamente appagata, perchè la fotografia è un viaggio e non un approdo: ci sono matrimoni con più personalità o meno, ma lei li ricorda tutti. Ricorda tutti gli scatti, anche dopo anni: è una artigiana della fotografia.

 

 

 

 

Annalisa Carelli – https://www.facebook.com/LaFotografiaDiAnnalisaCarelli/

L’estro ironico e incantevole di Roberta Sapino

Tutta la redazione di theWProject è lieta di annunciare una nuova, attesissima collaborazione: quella con Roberta Sapino, illustratrice di rara sensibilità ed estro, ed anima del blog lechategoiste.blogspot.it, in cui le sue passioni trovano declinazione perfetta fra cucina fotografia disegno e lifestyle. Le sue donne sottilissime dai colori pastello, moderne e ironiche, le situazioni rappresentate con immediatezza e precisione fotografica e con leggerezza, che in moltissimi già conoscono per la lunga esperienza nell’editoria di Roberta, ci avevano incantato da tempo. Ora il sogno, come nelle migliori storie d’amore, finalmente si corona! Ecco qui per voi la prima tavola, dedicata alla sposa tradizionale, proprio nei giorni in cui Pippa Middleton convola a nozze e si è appena conclusa la settimana milanese dedicata alla moda sposa. Quale modo migliore di iniziare, per chi già non la conoscesse, ad adorarla?

Essere esigenti

(di Isabella De Rorre)

Ogni tanto rileggo l'”Iliade”. Non è snobismo il mio; nostalgia forse, degli studi classici, quello può darsi. Ma credo dipenda da altro. Ogni tanto si torna al passato perchè è da lì che nasce ogni cosa. Ricerchiamo a volte risposte che è difficile avere altrove. E riprendiamo forza, traiamo nuove energie, dal confrontarci con chi è stato molto prima di noi. Peccato non poter vivere tante vite per assaporare ogni cosa, ogni momento storico, ogni stagione che ci ha portato fino a qui. Aver seguito studi classici mi ha reso sicuramente pedante, tignosa, tassonomica. Soprattutto, esigente. Caratteristica ardua in una donna, letale nel direttore di un magazine on line. Spesso discuto con editore e a volte anche con la pur fedelissima redazione. “Esigere” , l’etimologia non mente, significa “pretendere, chiedere e aspettarsi qualcosa come dovuto”. Componenti forti quelli di questo verbo: “agere” che significa “spingere” e “ex” che significa “fuori”. Essere esigenti significa richiedere e pretendere qualcosa in virtù di un diritto che si ha o che si crede di avere. E allora, impariamo ad esserlo, esigenti. Impariamo a desiderare di riscuotere dalla vita il meglio, e a guardare al mondo, al passato al presente ed anche al futuro, pretendendo che ci insegni qualcosa. Non restiamo sordi e ciechi di fronte agli stimoli che ci vengono da arte, fotografia, design, da ogni bellezza che possa arricchirci lasciando un segno in noi. Perchè è l’insieme di questi stimoli che plasma la creatività. Di un artista, di un architetto, di un wedding planner, di uno stilista, di un fotografo. Di chiunque voglia rendere piena di sostanza la forma del suo fare. Che sia salvare vite umane, costruire case, creare un piatto particolare o l’allestimento per un matrimonio. theWProject è esigente e invita i suoi lettori ad esserlo. Per questo, sempre ci sforzeremo di proporvi, oltre alle novità eccellenti del wedding, quello che è il nutrimento imprescindibile della creatività, delle idee, dei progetti. Per questo, a  cavallo fra ottobre e novembre vi proponiamo un modello di sposa esigente appassionata di design con una carrellata a posteriori delle novità proposte a Milano; il meglio dei saloni su matrimonio design lifestyle gardening del periodo; eccellenze e nuovi talenti sartoriali; le mostre di questa stagione, da Canaletto che inaugurerà a novembre a Rubens che è visitabile da due giorni,  e tutti  gli eventi artistici che possano insegnare ad essere migliori, più attenti, più sensibili. Ci siamo dati, visti i tempi, un obiettivo molto ambizioso, ma è nel nostro DNA non  accontentarci e andare alla radice delle cose. Lo “Young Pope” di Sorrentino firma la sua dichiarazione di intenti con una frase che sposiamo volentieri: “Accontentarsi significa morire in vita”.

Amore+Amore

Era stato preannunciato: l’intera redazione ha felicemente collaborato alla nascita e allo sviluppo dell’idea del “wedding corner”, ossia di immaginare un angolo, rappresentato da un comodino, da un tavolo o da altro supporto, che potesse rappresentare, ogni mese, il carattere di uno o di una coppia di futuri sposi. Già, perchè ognuno ha il suo carattere, i suoi sogni, le esigenze e le aspettative, riguardo il grande giorno. Questo è dedicato al tema: Amore+Amore. U. e U., ma anche D. e D., le abbiamo immaginate come coppie di futuri sposi che magari già convivono, come capita spesso di questi tempi. Che condividono molti interessi: arte, musica, design, fotografia. Che litigano, fanno pace, progettano fine settimana fuori porta e fanno i conti con il bilancio famigliare. Che hanno da occuparsi di genitori, amici, figli, animali. Che vivono una vita normale. perchè è la vita, comune a tutti noi, ad essere normale. Non è il sesso di chi si ama a determinarne la normalità o meno. Anzi: ci piacerebbe un domani vivere in un mondo in cui ogni essere umano, ed ogni coppia, è speciale: con i suoi hobby, le sue manie, le abitudini, le follie, i sentimenti.

(photo: Luca Arnone- Composizione floreale: Coral-Fiori e Interpretazioni- Styling: Architetti Silvia Maffeis e Antonella De Lucia, Sommelier Emanuela Pagani)