Save the Wedding – Il dono della Bellezza

(di Isabella De Rorre)

Chi si interroghi seriamente sulla bellezza, soprattutto in questi tempi sospesi, sa che essa ha un compito innato e superiore: offrire conforto.

L’architetto Angelo Garini lo fa da tempo, attraverso l’attività di designer dell’evento matrimonio, con una cultura raffinata e profonda, la formazione, la passione.

Ma la bellezza resta un concetto olimpico, isolato, se non viene tradotto in azione.

Ecco allora nascere il progetto solidale Save the Wedding fortemente voluto da Angelo Garini, per essere di aiuto, a titolo gratuito, alle coppie che hanno dovuto, per l’emergenza pandemica attuale, rimandare le nozze e loro organizzazione.

Insieme al suo team “Garini Soul Trainers”, composto da 44 professionisti su tutto il territorio nazionale coordinati e scelti personalmente fra persone che condividono il medesimo modus operandi – verrebbe da dire vivendi – del noto wedding planner, Angelo Garini si occuperà di realizzare il sogno di futuri sposi che hanno dovuto rimandare le nozze, e che non potrebbero usufruire normalmente del supporto di professionisti dedicati all’organizzazione del matrimonio, come di quelli che, proprio perché in prima linea in questo momento per contrastare l’emergenza, lì concentrano le loro energie, non riuscendo quindi a compiere le scelte cruciali legate alla scelta dei fonitori, e del mood dell’evento stesso.

L’opportunità è davvero unica: avere in dono un progetto creativo ad hoc, sviluppato da una delle voci più significative e autorevoli a livello nazionale e internazionale in materia di wedding design e planning, l’assistenza durante i mesi che precedono il grande evento, e una regia discreta e attenta nel giorno del matrimonio.

Di certo, un sogno nel sogno, la realizzazione di un desiderio che molte future spose hanno coltivato.

Non perdano nemmeno un attimo quindi i nubendi che pensano di corrispondere ai requisiti sopra elencati!

Per candidarsi al contest, occorre scrivere alla mail: garini@gariniimmagina.com

Vi verrà inviato un form, da compilare con alcune indicazioni per comprendere se siete idonei alla partecipazione e qualche informazione su di voi e sulle nozze.

Perché, e questo l’architetto Garini lo sa bene, la creatività ed il talento non conoscono sosta. La bellezza deve continuare a nutrire le nostre anime, ad appagare sensi e far battere il cuore.

http://www.gariniimmagina.com

Photo courtesy of Angelo Garini

Royal Wedding: tradizioni, protocollo e galateo

(di Anna Ubaldeschi)

Ancora una volta un Royal Wedding ci ha rapito davanti ai teleschermi e sui social network.

Abbiamo guardato, letto ed ascoltato commenti, dichiarazioni e riflessioni sulla novella coppia reale ed il loro wedding day.

Ben sappiamo che, in particolare per delle nozze di regnanti, vi sono una serie di tradizioni ed un preciso protocollo a cui attenersi. Che è successo di tutte queste regolette con Harry e Meghan?

Diciamo che è stata data una bella rispolverata a codici di protocollo e dettami di galateo di nozze …

Harry, accompagnato dal fratello William, è arrivato alla cappella di St. George a piedi, entrambi indossavano l’alta uniforme militare, per Harry quella della cavalleria di sua maestà British Army Blues and Royals e qui primo strappo alla regola: l’etichetta impone che indossando l’alta uniforme ci si rada doverosamente, Harry invece ha mantenuto la barba.

William dal canto suo indossava sull’uniforme un cordone sulla spalla destra che ha un preciso significato: “aiutante in capo”, in questo giorno speciale quindi William si è messo al servizio del fratello Harry.

Meghan porta indubbiamente una ventata di novità nel rigido protocollo reale, venendo a meno e rivoluzionando tutta una serie di tradizioni e consuetudini reali.

Il suo ingresso nella cappella lo fa da sola, seguita unicamente da paggetti e damigelle. Fiera e sicura procede a testa alta per la navata fino al coro, punto in cui è attesa dal Principe Carlo con cui percorrerà il secondo tratto, fino all’altare. E qui attenzione … giunti all’altare non è Carlo a consegnare la mano della sposa allo sposo, è lei autonomamente che si avvicina allo sposo e prende posto.

Altro strappo al protocollo di corte: Harry accenna l’inchino con il capo alla regina Elisabetta, cosa che Meghan non fa …

L’omelia viene affidata ad un vescovo afroamericano che cita durante il sermone Martin Luther King e nella cappella risuonano per la prima volta durante una celebrazione reale le note di un coro gospel fortemente voluto dalla sposa.

Durante la dichiarazione delle promesse gli sposi non pronunciano come protocollo vorrebbe tutti i nomi di battesimo del consorte, ma unicamente “Harry” e “Meghan”, dalle promesse viene inoltre omesso il voto di obbedienza al coniuge.

I reali non indossano la fede nuziale, Harry ha invece deciso che la indosserà e sarà in platino decorato, mentre per Meghan viene rispettata la tradizione che vede la sua fede donata personalmente dalla regina Elisabetta e forgiata con oro gallese proveniente dalla miniera di Clogau St. David, ora dismessa, ma di cui si conservano delle pepite appositamente dedite a questo utilizzo.

Innamoratissimi, gli sposi si tengono la mano per tutto il tempo: adieu etichetta reale.

Il galateo consiglia che la sposa non indossi gioielli in eccesso.

Meghan portava l’anello di fidanzamento sulla mano destra per lasciare posto alla fede, ma subito dopo le nozze lo sposterà sulla sinistra, mentre almeno il giorno delle nozze la fede dovrebbe essere l’unico anello all’anulare sinistro; indossava la tiara Queen Mary’s Lozenge Bandeau, pezzo molto raro in stile art déco appartenuta alla Principessa Mary e indossata anche dalla Principessa Margareth nel 1965.

Nessun’altra dopo di lei, e prima di Meghan oggi, l’ha più indossata.

Oltre a questo preziosissimo gioiello, Meghan ha scelto una parure composta da orecchini e bracciale doppio pavé di Cartier. Decisamente troppo.

La torta delle nozze reali è tradizionalmente da decenni una torta alla frutta, in quanto gli ingredienti come frutta secca, alcool e spezie sono simbolo di ricchezza e prosperità.

Meghan e Herry hanno invece optato per un dolce ricoperto di glassa e decorato con fiori freschi al limone e fiori di sambuco con presentazione inusuale disposta in differenti coppe di dimensioni ed altezze differenti.

Il bouquet è piccolo e rotondo in stile natural chic e legato da un nastro di seta grezzo, non a goccia come è usanza delle principesse. E’ stato realizzato inserendo nella composizione di pisello odoroso, mughetti, astilbe, gelsomino e astrantia, alcuni “non ti scordar di me” raccolti il mattino stesso da Harry nel giardino della loro casa di Kensighon Palace. Un omaggio a Diana in quanto suoi fiori prediletti.

Come tradizione reale vuole all’interno del bouquet sono stati inseriti rami di mirto provenienti da un cespuglio nei giardini dell’isola di Wight, piantumato dalla regina Vittoria nel 1845, simbolo di fortuna in amore e nel matrimonio.

Rispettata anche la tradizione che impedisce il lancio del bouquet. Le spose reali lo portano sulla tomba del guerriero sconosciuto nell’Abbazia di Westminster, come fece la Regina Madre nel 1923 per onorare il fratello ucciso durante la Prima Guerra Mondiale. Oggi la tomba è considerata un simbolo per tutti i soldati che hanno servito l’Inghilterra e hanno perso la vita nei conflitti bellici. Dopo la Regina Madre tutte le spose della Corona Reale depongono in quel luogo il loro bouquet di nozze.

Il tradizionale giro in carrozza degli sposi per salutare i sudditi è stato effettuato con tanto di saluti, sorrisi e sguardi innamorati e complici tra i due sposi.

Forse l’emozione ha giocato un tiro mancino a Meghan che, venendo a meno alle certe nozioni di galateo e bon ton che le saranno state impartite, seduta durante la cerimonia ha accavallato le gambe, gesto che non si addice ad una lady.

Il protocollo della royal family lo dice chiaro e forte: niente unghie colorate per la manicure delle reali inglesi. I colori bene accetti dalla monarchia sono quelli rientranti nella palette delle tonalità nude.

La stessa Regina Elisabetta usa lo stesso smalto dal 1989. Nei precedenti appuntamenti istituzionali a cui ha presenziato a fianco di Harry in questi ultimi tempi, Meghan è stata attenta e perfetta. Al suo matrimonio invece … lo smalto c’era! Poteva essere annoverato nelle tonalità nude, ma la sfumatura tendeva ad un grigio perlato leggermente cangiante al viola. Un modo di svecchiare, senza infrangere completamente, il protocollo reale.

Ed infine vediamo alcune cadute di stile da parte di invitati

Camilla indossava un cappello decisamente eccessivamente largo, particolare raccomandato nel dress code degli inviti.

George Clooney in abito grigio perla con camicia azzurra, non consono alla richiesta degli inviti di morning coat, Amal di contro indossava tacchi talmente alti da impedirle un passo regolare, anche questo uno sgarro all’etichetta.

Svariate invitate si sono presentate con abiti sbracciati che mal si addicevano ad un ingresso in chiesa ed alle richieste di protocollo reale.

Infine Kate Middleton che ha preferito non sfilare a fianco dei reali come da protocollo, ma di restare accanto ai figli giungendo in auto con loro, come le mamme degli altri paggetti e damigelle.

Ha commesso la disattenzione di scegliere di indossare un abito color magnolia, quando l’etichetta impone di non indossare colori chiari che sono riservati alle spose, inoltre l’abito era stato già sfoggiato in occasione di una visita ufficiale in Belgio e del battesimo della secondagenita Charlotte e questo potrebbe essere interpretato come una scarsa attenzione nei confronti degli sposi.

Vera galanteria nel gesto del Principe Carlo che al termine della cerimonia, con un impercettibile cenno ha invitato Doria Radlan, mamma della sposa che presenziava in completa solitudine da famigliari alle nozze, ad unirsi a lui e Camilla per il corteo di uscita dalla cappella. Un vero gentleman!

Forse tutto questo segna l’inizio di una serie di piccoli e delicati cambiamenti in casa Windsor … certo è che le nozze reali fanno sempre sognare ad occhi aperti e che Harry e Meghan con tutto il loro amore che trapelava da ogni gesto ed in ogni sguardo, ci ha riempito i cuori.

(photo da web)

Evviva la Sposa!


(di Anna Ubaldeschi)

Voglio il mio sogno.
“Le mie spose non rinunciano a nulla”.
Questa frase è stata pronunciata da Enzo Miccio durante un’intervista.
Che dite, sarà proprio così? Certamente una sposa ha tantissime elementi a cui dover pensare, da dover scegliere, da analizzare, verificare, provare, decidere.
Ed una sposa fashion? Sarà concentrata solo su elementi alla moda o anch’essa sarà influenzata dalla favola che si ricama intorno al wedding day, alle tradizioni, alle superstizioni ed alle usanze che da sempre circondano il giorno più bello di una fanciulla?
La sposa fashion a cosa non potrà mai rinunciare?
A nulla, proprio come citato da Miccio. Io credo che quando una donna si appresta a pianificare il suo matrimonio, il suo grande giorno, viene travolta da romanticismo, curiosità per credenze e usanze e via via che il giorno si avvicina il desiderio di non farsi mancare nemmeno un’emozione sarà sempre più forte. Perché si sa, anche la donna più alla moda, la ragazza più easy, la giovane oppure no, la sposa desidera che il suo sogno si avveri.
Il magico giorno si avvicina, la favola prende forma, via via sino a prender vita e tutto deve essere come è stato anelato, sognato, programmato.
Sì all’abito. Bianco o colorato, lungo o corto, romantico o sexy, trasgressivo o classico, purché sia quello. Quello che ti fa sentire splendida, unica, bella.
Sì alle scarpe. E’ o non è fashion? Quindi stiletto, tacco 12, plateau, bianco, avorio, suola rossa che sia, ma la scarpa per una donna è un’attrazione, un gioiello da sceglier con cura ed amore.
Sì al bouquet. Composto da magnifiche e reali peonie, piuttosto che da fiori di carta o di stoffa usciti dalle mani di quella artigiana di cui si è innamorata sfogliando post su facebook (sì, la sposa fashion sarà certamente una social addict).
Sì alle fedi. Quei due cerchietti, magari non proprio tradizionali, anche differenti tra loro, che con la loro forma circolare stanno ad indicare l’amore infinito, la continuità. Speriamo …
Sì alla festa. Che si danzi, si canti, si rida. Perché la felicità è anche gioire insieme a chi ti vuol bene.
Sì a quelle piccole tradizioni, usanze, superstizioni, leggende. Non ci credo, ma … male non fa e poi è divertente.
Sì al romanticismo di vedere il suo lui in fondo alla navata che non ha occhi che per lei, che l’aspetta e la vede bella come mai l’ha vista.
In poche parole: sì al sogno. Il suo.

La bottega creativa di Elena

(di Antonella De Lucia)

Manualità e creatività sono due attività strettamente interconnesse tra loro: più esercitiamo la manualità e più sviluppiamo la creatività e la capacità di saper fare.

All’interno del laboratorio di Elena Parenti possiamo trovare tutto ciò che serve per dare libero sfogo alla nostra fantasia creativa; l’occorrente per realizzare decorazioni per la casa, bomboniere per il matrimonio e ornamenti natalizi è affiancato dai corsi specifici di tagli, cucito, ricamo, maglia e decoupage che si svolgono periodicamente in bottega.

Ghirlande, lanterne, cuscini, tessuti, nastri, pizzi e candele fanno bella mostra di sé in un caleidoscopio di tinte pastello che non possono che attirare lo sguardo già dalla vetrina. Le novità e i pezzi originali non mancano; ogni particolare è studiato con gusto e la libertà di scelta non ha limiti.

Elena, dopo gli studi presso un istituto d’arte, si è dedicata alla gestione del negozio di abbigliamento di famiglia. Nel tempo libero ha però coltivato e migliorato la sua preparazione seguendo corsi specialistici fino al conseguimento di una abilità finalizzata all’insegnamento e all’apertura di un piccolo spazio solo suo.

Dal 2013 il suo sogno si è concretizzato nella Bottega creativa di Elena, il regno per tutte le amanti del fai da te e dei lavori creativi, in via Vittorio Emanuele 12 /A a Lazzate, in provincia di Monza e Brianza. L’atmosfera che si respira ricorda le antiche mercerie, ormai inesorabilmente scomparse, dove si andava con la nonna a cercare quel particolare bottone o pizzo per rifinire il vestitino della bambola preferita, con il contorno dei profumi degli oggetti in legno o in paglia e delle candele aromatizzate.

A coronamento del suo successo lavorativo, Elena, mamma e moglie, mi ha mostrato con orgoglio una foto del suo matrimonio con Riccardo, il 4 giugno del 1989, in cui la sposa indossa un sobrio e vaporoso abito bianco de Le Spose di Giò.

E come da tradizione non si può che ripetere: “…la sposa era bellissima”.

elenaparenti65@gmail.com

www.elenacrea.com

Favola d’inverno

(di Isabella De Rorre)

Te lo hanno detto fin da piccola, Principessa, che un giorno quel vestito lo avresti indossato per un Principe. Così avresti dato un senso a quei bei capelli che ora porti raccolti, a quegli occhi enormi e alla bocca carnosa, alle gambe lunghe e alla tua figura sottile. Te lo hanno ripetuto così tante volte, che hai dimenticato chi per primo te lo disse e lanciò questo incantesimo. Perchè di sicuro di incantesimo si trattò, se ora stai scappando con il tuo bell’abito da sposa. Scappi senza un Principe da raggiungere, scappi senza un matrimonio da celebrare, con il tuo vestito rosso che è una bandiera, una dichiarazione di indipendenza, un segnale insieme al tuo rossetto, che sai ballare e  corrrere da sola, se lo vuoi. E lo vuoi, Principessa. E’ questa la tua favola, quella che vivi ora. I rami si ritirano per farti passare intatta e coraggiosa, dritta sulle spalle. Il moto dell’acqua si interrompe e ogni foglia si domanda chi sei. Le ultime foglie sono cadute, impallidite di fronte alla tua determinazione. Hai guardato in alto, respirando forte, e hai riso, sola, sentendo le tue risate disperdersi nel bosco.

 

Hai trovato una lanterna, e nemmeno il buio, con cui le nonne amorevoli hanno cercato di trattenerti, di domare quel carattere che già allora sapeva quanto era lunga ma inevitabile la strada fino a qui, ora ti fa più paura. Il bosco è una distesa di avventure, ogni ombra ti chiama, ogni fruscio nell’erba ti seduce. La guardi, tutta questa vita, che ti sfida giocando a nascondino. E ti muovi leggera, sai le vie degli alberi e delle stagioni. Oh sì, certo che sì. Si celebrerà un matrimonio. Lo celebrerai tu, con te stessa. Pronta, da sempre, a ricevere e dare amore, perchè ti sei amata da subito. Hai capito chi eri, hai sempre saputo, Principessa. Non importa quali sentieri prenderà la foresta, non hai fretta tu; sei in buona compagnia, hai te stessa. Puoi aspettare la luna, e l’alba, puoi cantare e fermarti a contare le stelle o gli anni degli alberi. Puoi correre sotto la pioggia e non dire a nessuno dove andrai.

 

 

 

 

Questa favola d’inverno è dedicata alle donne che amiamo, alle nostre lettrici presenti e future. A tutte le donne che hanno sposato se stesse, che non smettono di guardare al mondo ad occhi aperti. Che amano sognare, ma non perdono tempo e i sogni li realizzano. Che sanno amare, incondizionatamente. Che hanno rispetto di sé perchè hanno imparato che è l’unico modo per farsi rispettare. Che vogliono essere belle e sanno ridere dei loro difetti senza farne un dramma. Che leggono tantissimo, e hanno un gatto o un cane, un cappotto delle borse delle agende e un armadio pieno di abiti che sono simili a loro. Che riconoscono la bellezza a naso, a occhi chiusi, perché tutto ciò che è bello, bello davvero, le fa fermare in mezzo ad una strada in una mattina di inverno glaciale o sotto un albero in Toscana in piena estate.  Che sanno di essere delle privilegiate, per la capacità di stupirsi, e di imparare, di saper chiedere scusa e di chiudere porte quando sta arrivando il momento di andare. Che coltivano un’anima folle e saggia insieme, da tirar fuori quando ci saranno da contare più rughe che balli. O forse no.

Grazie al nostro couturier, Massimo Panuccio di Sartoria Massimo, che ha creato questo meraviglioso abito rosso. Grazie a Valerio Antonelli, che con make up e hair styling ha reso ancora più splendente la nostra Principessa, Francesca Maria Cerri. Grazie ad Antonio Di Meglio, anima di Sussi e Biribissi, per lo chandelier in pietre dure che ha illuminato il cammino della nostra protagonista. Grazie a Luca Arnone, i cui scatti hanno ricostruito la favola.

 

 

 

 

Mi Vuoi Sposare? – Annalisa Carelli Fotografa

(di Isabella De Rorre)

Parlare di e con Annalisa Carelli è semplice e piacevole, perchè è una fotografa appassionata del suo lavoro. E quando comincia a raccontare di sè, tutta questa passione traspare da ogni parola. Sarà che è giovane, ma solo anagraficamente, e che questo lavoro lo fa, come mi dice, “per mestiere” da venti anni. Prima? Prima significa che a nove anni segue il padre, quasi per gioco, e a furia di vederlo scattare, su pellicola, comincia ad appassionarsi alla fotografia e il gioco piano piano diventa un hobby e poi una passione per la vita. Porta a termine un Master allo IED nel 2012, e altri corsi di formazione, ma la scuola vera la frequenta sul campo. Fotografandosi e confrontandosi con stili e tecniche di altri fotografi.  Le chiedo la differenza fra pellicola e digitale, e mi conferma che che la pellicola era più esigente, ossia consentiva molti meno errori. Il digitale ha aperto un mondo nuovo, pieno di opportunità, di soluzioni molteplici, e il fianco all’approssimazione di chi pensa di poter sostituire l’errore o l’incapacità tecnica con il ritocco. E dice una cosa interessante: mentre i fotografi di un tempo costruivano la loro carriera sulla professionalità, distinguendosi dai semplici appassionati per la capacità tecnica e la sensibilità artistica, il fotografo di oggi, oltre naturalmente a questo, deve essere un comunicatore. Fra tanti che si credono fotografi, chi fa ora questo lavoro ora come non mai, deve essere capace di comunicare con chiarezza la propria immagine e visione della fotografia. Nel pieno rispetto, e questo mi verrà segnalato più volte, della fotografia, che rimane l’unico, fondamentale, campo di indagine e sperimentazione per un fotografo che sia degno di questo nome. Il campo d’azione di Annalisa Carelli sono le persone, l’umanità. Obiettivo che si declina poi nella foto di matrimonio, come in reportage su chi lavora con le proprie mani, o su bambini, feste, eventi di ogni genere. Uno dei reportage di cui parliamo è quello ad una ragazza malata di tumore, che ha portato ad un confronto umano incredibile, a capire davvero come cambia la prospettiva di chi sente la morte così vicina da rendersi conto di quanto sia importante la vita. Per celebrare questo incontro, Annalisa ha usato polveri indiane, di cui il suo soggetto si è cosparso, in una esplosione di colore. Perchè ogni servizio, deve metterti in discussione. Completamente. Le chiedo se abbia un sogno nel cassetto, e mi risponde subito che vorrebbe fotografare un parto, anche se complicato per autorizzazioni burocrazia e vincoli igienici.  Ma ci è andata vicino fotografando il parto di una mucca per un progetto sulla identità sviluppato durante il Master in IED. Veniamo al reportage di matrimonio, che deve raccontare quello che succede nella giornata: per questo, le fotografie sono un mix di stili: reportage, still life… la sua presenza è discreta e mai invasiva, ma sempre creativa. Gli sposi, mi dice Annalisa, danno fiducia a qualcosa che non vedono prima, e che deve ricordare loro per il resto della loro vita quello che hanno vissuto, e provato, durante la giornata. Per questo, poco spazio al flash, e molto alla luce naturale, ambiente, e anche all’assenza di luce, che testimonia con realismo i vari monenti dell’evento.

 

 

Annalisa mi congeda dicendomi che dopo ogni matrimonio torna a casa incompleta, mai completamente appagata, perchè la fotografia è un viaggio e non un approdo: ci sono matrimoni con più personalità o meno, ma lei li ricorda tutti. Ricorda tutti gli scatti, anche dopo anni: è una artigiana della fotografia.

 

 

 

 

Annalisa Carelli – https://www.facebook.com/LaFotografiaDiAnnalisaCarelli/

Mi Vuoi Sposare? – Francesca di Via Lattea Eventi

(di redazione TWP)

Francesca Boiocchi, titolare di Via Lattea Eventi, è una wedding and event planner giovane, e dalle idee molto chiare. La passione per il wedding è nata nel 2011, proprio in concomitanza con il raggiungimento di un obiettivo importante come la laurea in Economia. Ad un approccio razionale si è affiancata la voglia di sviluppare il lato creativo che comunque costituisce parte integrante del carattere e delle aspirazioni di questa imprenditrice. Così, dopo corsi di formazione di ogni tipo, sei anni fa è nata l’agenzia, che prende il nome da un luogo di montagna dove Francesca ha trascorso quando era bambina vacanze bellissime, e dove si è qualche anno più tardi innamorata.

 

 

 

 

Quali sono gli elementi caratterizzanti il suo stile? Di certo, ama la luce calda delle candele, che crea un’atmosfera unica e sognante e un effetto scenico raffinato ma naturale.

 

 

 

 

Altrettanto naturale ed elegante è la palette dei colori preferiti, fra cui spiccano bianco e verde, in tutte le gradazioni più presenti in natura; e la scelta di fiori semplici nella forma, e che parlino da soli senza orpelli e accessori che ne snaturino la bellezza. Ecco spiegato allora l’uso gradevole delle orchidee come fiori principe dei suoi allestimenti.

 

 

 

 

 

 

Il matrimonio pensato da Via Lattea Eventi non punta quindi allo sfarzo, ma alla semplicità e ad elementi che, affiancati con gusto fra di loro, facciano da ornamento discreto della felicità di invitati e sposi.

Con queste premesse, il  matrimonio curato da Francesca Boiocchi non può che essere una festa, dinamica, che si snoda secondo un filo conduttore all’interno della location prescelta, creando aree diverse.

Matrimoni di stranieri in Italia, in barca al mare, e in ogni regione; alla nostra wedding planner rimane un sogno nel cassetto, che spera presto riuscirà a realizzare: nozze fra i monti, dove si esalti il senso più profondo dell’unione fra i due sposi, e dove gli elementi naturali facciano da scenario alla cerimonia e al ricevimento.

 

 

Il target dei futuri sposi che si rivolgono a Via Lattea Eventi? Coppie giovani, fra i 22 e i 25 anni, o coppie intorno ai 40 anni, con esigenze e consapevolezze diverse. Quasi sempre è la sposa a contattare Francesca, anche se negli ultimi anni anche lo sposo, soprattutto quello di giovane età, ha cominciato ad avere voce in capitolo e a voler intervenire nell’organizzazione. E quali i servizi più richiesti? Uno spicca sugli altri ultimamente: la regia e il coordinamento dei fornitori nei due/tre mesi precedenti le nozze e nel giorno dell’evento. Ma l’esperienza di Via Lattea Eventi è in grado di venire incontro a ogni richiesta, anche nel campo degli eventi, che in questo periodo vede come protagonisti i bambini.

Fra i punti di forza, lo stretto rapporto di collaborazione e stima che legano Francesca Boiocchi ai propri fornitori; il lavorare fianco a fianco in questi anni ha davvero dato luogo a una partnership costante e orientata al raggiungimento dell’unico obiettivo preso in considerazione: la realizzazione del sogno dei futuri sposi. Un matrimonio firmato Via Lattea Eventi, rispondente alle esigenze dei nubendi.

Francesca continua a formarsi, senza sosta e guardando alle ultime tendenze. E vuole essere consapevole delle attività complementari alla sua opera, per poter veicolare al meglio esigenze degli sposi al fornitori, ma anche per poter esprimere a chi collabora con lei con chiarezza ed efficacia come sviluppare il progetto di nozze;  per questo, collabora da tre anni con un flower designer, e con una sarta. Da entrambi ha appreso i “trucchi del mestiere”, per  poter ovviare a qualsiasi imprevisto e proporsi come consulente preparata e attenta.

 

 

 

 

E il riscontro, derivante dal passaparola positivo che si crea dopo ogni evento firmato Via Lattea Eventi, è la riprova che questa, è la via giusta.

(photo Annalisa Carelli)

vialatteaeventi.it – Via Castelmanfredo 36, 26020 – San Bassano (CR)

 

 

Nozze da Regina- A Venaria e Colorno il sogno si avvera

(di Claudia Bidasio)

Potrebbe essere il set di un film in costume. O l’ambientazione perfetta per un romanzo di Alexandre Dumas. A pochi minuti da Torino la Venaria Reale ci catapulta nel passato. Sembra quasi di sentirli, lo scalpiccio dei cavalli, le ruote delle carrozze e i violini dei balli a corte. L’atmosfera che si respira è carica di regalità.
Pesantemente danneggiata durante la seconda Guerra Mondiale, grazie a un sapiente restauro oggi la reggia Sabaudia è tornata all’antico splendore. E da qualche anno, questo bellissimo patrimonio UNESCO, ha aperto le sue porte alle coppie che desiderano sposarsi in un contesto unico e affascinante.

 

 

È possibile infatti celebrare il matrimonio con rito civile nella Sala Diana, il grande salone seicentesco che si affaccia direttamente sui giardini e che permette allo sguardo si spaziare fino alle cime innevate delle Alpi. Il salone, che ospita fino a 600 posti, può essere poi utilizzato per il ricevimento: cenare sotto i dipinti e gli affreschi barocchi farà sentire gli invitati parte di un’opera d’arte.

 

 

 

 

 

Un’altra location davvero regale dove è possibile sposarsi è la Reggia di Colorno, conosciuta anche come “la Versailles dei duchi di Parma”. Con le sue eleganti facciate e con la magnificenza del Giardino Storico, la reggia è la scenografia ideale per una matrimonio da fiaba. Facendo richiesta è possibile celebrare il matrimonio con rito civile sia nella Gran Salle sia nei giardini alla francese. Perfetto l’arrivo della sposa in carrozza, ça va san dire!

 

 

www.lavenaria.it
www.reggiadicolorno.it

 

Un (altro) anno da ricordare

(di Isabella De Rorre)

I bilanci, a noi di theWProject, piacciono davvero poco. Ci piace di più considerare questa avventura, straordinaria impegnativa faticosa appassionante, come un viaggio iniziato quasi per scommessa due anni fa. Un viaggio che, in questo 2016, ha gettato le basi per altri progetti e cambiamenti che impegneranno tutto il 2017. La redazione lo affronterà come sempre fatto finora: telefonate e whatsapp interminabili e feroci, bisticci, riappacificazioni, cambi di idea dell’ultimo minuto su una mise en place, una copertina, un abito, un articolo. Molte cioccolate calde. Messaggi in piena notte per riprendere le fila di un servizio o parlare dell’ultima ispirazione per il prossimo perchè non si può aspettare il giorno dopo. Foto, milioni di foto.  Ecco, se c’è una cosa che sappiamo, è che la redazione non può aspettare: mettere insieme così tanti cervelli, e cuori, così brillanti, è impegnativo e costa continua attenzione e dedizione. Le idee corrono velocissime, ci si confronta e già quello che era stato proposto all’inizio sembra vecchio, sembra da migliorare. Ecco, se c’è un’altra cosa ancora che sappiamo, è che la redazione ama imparare, e non si risparmia quando c’è da provare qualcosa di nuovo, da mettersi alla prova. Ventiquattro redattori, numero che fa paura solo a vederlo scritto, figuriamoci a dirlo, e che sta ancora aumentando, è un dato importante per spiegare un anno di fede assoluta, di lavoro duro e serio. Di passione vera. Il direttore sorride quando guarda alla redazione, composta da designer, wedding planner, esperti di marketing, flower and garden designer, sommelier, commerciali, fotografi, architetti, storici dell’arte, avvocati, consulenti di formazione, creativi… E le viene in mente il titolo di un film: “I cavalieri che fecero l’impresa”. Ecco, in poche parole, il segreto di tanto divertimento e di tanta determinazione: siamo un’armata che guarda oltre le proprie sfere di competenza, e anzi le utilizza per realizzare qualcosa di comune e sentito che, ci sembra, ve lo confessiamo, bellissimo. Ecco perchè nel 2017 theWProject diventerà ancora più nostro per essere più vostro, più trasversale, più esigente con se stesso, più affamato di ricercare gli stimoli, le ispirazioni, le idee, che stanno dietro ad un progetto, di matrimonio, di evento, di vita, ben riuscito. Può darsi che la W del nostro nome non starà più solo e soltanto per Wedding. Di certo, noi siamo, e saremo, qui. Con la stessa speranza e con l’augurio che facciamo a voi: di continuare a essere esigenti e a fare progetti, di voler migliorare. Di vivere davvero. Buon Natale e Buon Anno nuovo da tutti noi.

“Chi ama ha ragione” – Intervista a Mapi Danna

(di Isabella De Rorre)

Maria Paola Danna, che è conosciuta come Mapi, non è certo una donna che passa inosservata. Ci incontriamo a Milano, che è la città dove è  nata e abita, per questa intervista, e la sua sola presenza cattura l’attenzione di tutti. Ho immediatamente la conferma, e lo ripeterò più volte nel corso della nostra chiacchierata, che sia una persona concreta e vera, senza mezze misure e con le idee estremamente chiare. Vogliamo parlare del progetto, partito nel 2013 grazie all’appoggio di Barbara Lacalamita che da amica e imprenditrice, attualmente titolare dell’ atelier Pronuptia, ci ha creduto subito e l’ha sostenuto. Love Books gode ormai di un consolidato successo. Per chi ancora non sapesse che cosa sono, i Love Books sono libri, meglio un progetto di personal writing che racconta l’amore in tutte le sue espressioni. Guai a chiamarli “carini”! Significa non aver compreso in cosa consistano davvero. Parlano d’amore certo, non solo di quello “romantico” ma di tutti gli amori, tutti quelli da cui le nostre vite sono sostenute: famiglia, amici, passioni professionali che diventano imprese. Raccontano emozioni magari prima del libro mai espresse; esprimono con le parole più adatte sentimenti che restano spesso muti, e che riappacificano, sorprendono, avvicinano.

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Mapi Danna è, come ama definirsi, la “storyteller delle relazioni” o la “ghost writer dei non vip”: ascolta le storie che le persone le raccontano, aiutandole ad esprimere sensazioni spesso ritenute scontate, trattenute per anni o sentite come non oppurtune per timidezza e ritrosia.

E poiché Mapi per prima crede nei valori, ecco che i Love Books ne raccontano la radice. Sono piccoli tesori unici, che ripercorrono la storia di un amore per il suo senso, non per ricostruirne una cronologia. Tanto è che il suo intervento non tocca il giorno dell’evento (anche se tutte le spose affezionatissime la coinvolgono inviandole foto delle nozze e dell’abito), ma si svolge nei mesi e nei giorni prima.

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I Love Books, come li definisce Mapi, sono molto “pop”, e trasversali. Parlano di sentimenti, di amore, che sono le uniche cose forti e motivanti che ci restano, anche quando il resto può essere perduto.

Così, attraverso un’opera di ascolto empatico quindi attivo e consapevole, Mapi Danna testimonia ad esempio l’amore di una madre per le due figlie che ha adottato, e ne manifesta i desideri, le aspettative, le ansie, la felicità. Parla di relazioni, di speranze, di attese, di progettualità. E lo fa intervistando i singoli protagonisti separatamente, immedesimandosi in ognuno di loro, e uscendone arricchita, tanto da dare un senso ancora più profondo al suo ruolo di moglie e di madre.

Sentire Mapi parlare è sentire anche quanto questo progetto sia stato voluto, difeso dallo scadere in analisi zuccherose e banali. Parlare di emozioni banale non lo è mai. Questa donna elegante e solida, presente a se stessa e lineare, non può che conquistare. E questo giustifica l’enorme successo dei suoi libri e il passaparola affettuoso che ha fatto decollare il suo progetto.

Se siete sposi, genitori, nonni, amici, fratelli dunque, non esitate a prendere un appuntamento con Mapi Danna: l’incontro sarà un’intervista di un paio d’ora circa, cui seguirà il riascolto e la elaborazione da parte della nostra storyteller per arrivare al testo definitivo. Una volta condiviso con quelli che ci pesa chiamare clienti, ma che di fatto lo sono, si procederà alle stampe, che possono andare da una sola a quanti sono gli invitati all’evento (se parliamo di matrimoni, lauree, battesimi…).

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Qualche curiosità? Mapi Danna sorride e mi confida che gli uomini, per anni relegati ad ascoltatori anche un pò forzati, sono ora sempre più sorprendenti, teneri, profondi e intensi su questi temi. E accettano volentieri di parlare di emozioni e sentimenti.

Mi colpisce, nel leggere il racconto di due sposi, di come donne e uomini esprimano i sentimenti in modi differenti, ma di quanto poi quello che si compone davanti agli occhi del lettore sia un mosaico speculare e accorato. Alla fine la radice è l’amore. Un’altra cosa che mi commuove è una pagina, nel libro che racconta dell’amore dei figli per i genitori che festeggiano un anniversario, e come Mapi Danna abbia saputo identificate le parole, i modi di dire che costituiscono quel “lessico famigliare” di cui scrive la Ginsburg, una lingua privata che ogni famiglia parla al suo interno, e che rappresenta un codice conosciuto solo ai componenti stessi del nucleo. Un vocabolario affettuoso che stringe il cuore per la tenerezza che riporta alla memoria.

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Il sogno di Mapi (dopo una rubrica su Il Giorno La Nazione e Il Resto del Carlino e il programma radiofonico “Parlami d’Amore” su Radio Reporter)  è riuscire a portare i suoi Love Books in televisione, e parlare di amore davvero, dare voce a chi vuole esprimerlo e regalarlo, per la sua sostanza, per l’essenza. Amore non urlato o esibito ma raccontato con la delicatezza che gli si deve.

Per chi, ed è impossibile non esserlo! fosse interessato a questo punto a conoscere i costi: intervista e stesura della storia (attenzione! Stiamo parlando di un libro unico creato singola storia d’amore, senza alcun clichet predefinito) costano 500 euro a cui si aggiunge la stampa finita dei Love Books che parte dai 4.50 euro cadauno a salire a seconda di carta, stampe interne e materiali usati.

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Ci preme segnalare che alla stampa dei Love Books si può accompagnare la completa suite grafica: in caso di matrimonio, ma anche di altro evento, un punto di forza per dare continuità e tema all’evento stesso.

Concludo questa intervista con il “compito” che Mapi assegna a chi ricorre a lei per parlare di amore: rileggere almeno una volta all’anno il proprio Love Book. Rileggerlo per rinnovare emozioni e scelte e soprattutto per ricordarsi da dove si era partiti e perché.

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Lo ripete:”L’amore, i sentimenti, le relazioni, sono l’unica cosa vera che possediamo, dobbiamo avene cura, coltivarli, comunicarli, esprimerli. L’amore fa bene. Chi ama ha ragione”.

 

The Love Affair -spazio alle emozioni

Dove andrà la sposa che voglia trasformare il giorno del matrimonio in una emozione continua e sentita, e che sia alla ricerca di novità sì, ma tagliate su misura sui suoi desideri? Ce lo dice Claudia Bidasio che per noi ha visitato poche settimane fa The Love Affair

(di Claudia Bidasio)

Se The Love Affair si potesse descrivere con una sola parola, quella parola sarebbe “wow”! Anche quest’anno infatti le aspettative dei visitatori non sono state deluse. Nella bellissima cornice delle Officine del Volo di Milano è stato ricreato un piccolo “Paese delle meraviglie del wedding” dove riempirsi gli occhi (e il cuore) di bellezza, creatività e passione.

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L’evento ha sicuramente colto nel segno: offrire alle giovani coppie di sposi spunti e idee per progettare un matrimonio moderno, fresco, emozionante. I 42 espositori, selezionati con cura delle organizzatrici Cristina Di Giovanna (wedding planner di Le Jour du Oui) e Sofia Barozzi (Il profumo dei Fiori) hanno creato allestimenti particolari e ricchi di dettagli.

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Il tema di questa terza edizione è stata la contaminazione. Due su tutte le tendenze più in voga: l’ispirazione all’Oriente, con i suoi profumi speziati e le sue atmosfere zen, e l’utilizzo di tanto, tantissimo verde: foglie, piante rampicanti, grasse e succulente per un piacevole “effetto jungla”.

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“Non è facile riuscire a portare creatività e innovazione in questo settore ma vogliamo crederci e piano piano i risultati stanno arrivando”, ci ha raccontato Cristina. “Quando prima visitavo le fiere uscivo sempre demoralizzata. Non era quello il matrimonio che volevo offrire alle mie coppie di sposi. Con grande impegno siamo riuscite a creare questo evento di nicchia che ci sta dando ogni anno maggiori soddisfazioni”.

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Il successo di TLA ha lasciato naturalmente la sua traccia anche sui social: centinaia le foto condivise e tantissimi gli hashtag. Anche in Italia finalmente qualcosa si sta muovendo. Spira una brezza carica di energia ed entusiasmo. C’è tanta voglia di cambiamenti e di freschezza. Anche noi ci crediamo: let’s share love, anzi, The Love Affair.

photo Credit: sito Ufficiale

Viaggio di nozze a settembre. Se gli sposi lavorano

(Avvocato Daniela Stella)

Risale al 1937 l’introduzione in Italia di un “congedo straordinario non eccedente la durata di giorni quindici”, di cui usufruire “per contrarre matrimonio” (art. 1 Regio Decreto n. 1334).

Inizialmente concesso ai soli impiegati pubblici e privati, l’attuale congedo matrimoniale è pressoché previsto in tutti i contratti collettivi di lavoro nazionali, e garantisce per tutta la durata del permesso l’intera retribuzione, anche ai fini del calcolo del TFR, delle ferie e della tredicesima mensilità. Il dipendente in congedo, infatti, “è considerato ad ogni effetto in attività di servizio” (R.D. 1334/37).

Se entrambi gli sposi lavorano, la richiesta di permesso retribuito andrà presentata ai rispettivi datori con congruo anticipo (almeno sei giorni prima delle nozze, ma i tempi variano contratto per contratto in funzione del comparto lavorativo e della qualifica rivestita), mentre nei successivi sessanta giorni dovrà essere esibito il certificato di matrimonio.

La durata del congedo è generalmente di quindici giorni, anche se i singoli CCN possono prevedere durate diverse. I giorni sono consecutivi e comprendono perciò anche i sabati e le domeniche: se però il matrimonio è celebrato di sabato o domenica, il periodo decorre da prassi dal lunedì successivo.

Nel silenzio della legge al riguardo -la legge 1334/37 prevede soltanto che il permesso sia richiesto “per contrarre matrimonio”-, a lungo si è discusso se i quindici giorni debbano decorrere dal giorno delle nozze o possano essere goduti in un diverso momento.

La risposta è arrivata dalla Corte di Cassazione con un’importante sentenza, la n. 9150 del 6 giugno 2012. Il principio di diritto affermato dalla Corte è che, in assenza di puntuale previsione nella Legge 1334 e di una specifica disciplina contrattuale sul punto, la decorrenza del congedo matrimoniale può essere differita a data successiva, purché a distanza non eccessiva dal giorno delle nozze, perché deve comunque essere mantenuto il nesso causale con l’evento matrimonio.

Il giorno del matrimonio, secondo i Giudici, deve dunque essere inteso non come l’inizio del permesso, ma come “la causa” che fa sorgere il diritto del lavoratore al permesso.

Applicando i principi di buona fede e correttezza (artt. 1175 e 1375 c.c.), la Cassazione ha così contemperato le esigenze personali del lavoratore con quelle organizzative dell’impresa, autorizzando il primo a usufruirne anche in un secondo tempo, con il limite della “ragionevole connessione” con la data del matrimonio (nel caso deciso dalla Corte, a dieci giorni dal matrimonio).

Gli sposi di settembre possono dunque decidere se beneficiare continuativamente del congedo in aggiunta alle ferie estive, in vista ad esempio di un viaggio di nozze impegnativo, oppure di rientrare al lavoro dopo le nozze per usufruirne in un secondo tempo.

Il congedo matrimoniale non è cumulabile (gli sposi entrambi lavoratori devono usufruirne contemporaneamente) ed è riservato, per ovvie ragioni, ai soli lavoratori dipendenti, esclusi dunque i liberi professionisti e tutti i lavoratori autonomi. Per questi ultimi viaggio di nozze libero, e totalmente a proprie spese…

(photo: turismo.it)

Dania 5 settembre 2016

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(photo Luca Arnone)
Abito Rosa Clarà Atelier Madrigalia, Enna.
Tutta la tensione accumulata i giorni prima del matrimonio è improvvisamente sparita nel giorno del sì. Mi sentivo molto tranquilla, emozionata senz’altro, ma nonostante questo ero serena. In particolare, durante lo scatto di questa foto ero felice all’idea che tutti  stessero aspettando proprio “noi” al locale per continuare i festeggiamenti. È una giornata che, nonostante la stanchezza accumulata, rivivrei altre 100 volte! È stato tutto emozionante e tutto perfetto, proprio come lo avevo immaginato!

Un matrimonio in stile anni 50

Con l’inizio della collaborazione di Marzia Mazzuccato con il nostro magazine, inauguriamo la rubrica “Le Spose Raccontano”: interviste a novelle spose, che sono state affiancate da un wedding planner per l’organizzazione e la regia delle loro nozze. E apriamo con un articolo controcorrente e un pò provocatorio,  che vuole e farà senza dubbio riflettere i wedding planners che ci leggono.  In questo caso, gli sposi non hanno scelto infatti di affidarsi ad un wedding planner, ma hanno fatto da soli, contattando per la realizzazione delle loro idee dei fornitori ricercati con attenzione. Vogliamo, attraverso questa intervista, capire soprattutto quali sono i loro desideri ed esigenze, quali i servizi che prediligono e che considerano più importanti; comprendere come auspicano debba svolgersi il tema conduttore delle loro nozze. Confrontarsi con i fornitori e gli eventi di settore, che entrano quasi sempre a far parte del circuito di collaborazioni di cui si vale un wedding planner nello svolgimento delle attività precipue del suo ruolo.  Lo spirito che farà da chiave di lettura dell’articolo vorremmo fosse proprio questo, cioè cercare di capire come il lavoro, preziosissimo!, di un professionista dell’organizzazione possa affiancare e far diventare progetto compiuto ed emozionante il sogno di chi decide di convolare a nozze.

 

La nostra sposa di oggi si chiama Alessia, ha 27 anni (quasi 28, ma lei ci tiene a puntualizzare che saranno 27 fino al 22 agosto!) ed ha coronato il suo sogno di amore con Luca lo scorso 21 maggio, nella bellissima Chiesa di San Barbaziano, nel comune di Tribiano (ultimo paese della provincia di Milano prima di scavallare nel Lodigiano, immerso nel verde e noto per il bellissimo ed esclusivo Golf Club di Zoate).

Alessia è una bella ragazza solare con due splendidi occhi azzurri e forme da pin up di casa nostra e mi accoglie nell’appartamento che condivide con già da due anni con l’uomo della sua vita, che da poco più di un mese è anche diventato suo marito.

La prima domanda che mi viene spontaneo farle è “Ma in un periodo come questo, in cui lo sposarsi sembra quasi non andare più “di moda”, come mai tu e Luca avete deciso di andare contro tendenza e non continuare con la vostra convivenza?”

Alessia, mi sorride e timidamente mi dice “ Era il sogno di entrambi. Ci tenevamo a sposarci. All’inizio pensavamo di farlo in Comune, ma poi abbiamo deciso di prenderci il nostro tempo ed organizzare tutto per bene, sposandoci in Chiesa.” Quando pronuncia queste parole le brillano ancora gli occhi. Si vede che è convinta di ciò che ha fatto e ne è decisamente felice e soddisfatta.

M: “Hai parlato di organizzazione e so che avete curato tutto da soli, dalle bomboniere, ai fiori per finire con le fedi. Come mai?”

A:”Abbiamo deciso di sposarci circa un anno e mezzo fa e visto che avevamo molto tempo abbiamo deciso di seguire ogni dettaglio per avere la certezza di organizzare un matrimonio come piaceva a noi.

M:”In particolar modo, su cosa avete puntato la vostra attenzione?”

A: “Ci siamo focalizzati innanzitutto sullo stile del matrimonio. Io adoro gli anni 50 perciò siamo partiti da lì. Il mio abito l’ho scelto proprio seguendo la moda anni ’50: non il classico abito lungo, ma all’altezza del polpaccio e con una fascetta di pizzo che mettesse in risalto il punto vita. Anche Nelli (soprannome di Luca!) aveva un particolare che richiamava gli anni ’50, il papillon anziché la cravatta classica.”

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M:”Oltre all’abito, cosa ti sei divertita a seguire?

A: “Le bomboniere!!! (e uno scintillio le illumina gli occhi!) Abbiamo deciso di regalare ai nostri ospiti dei vasetti di salsa chutney, ma non volevamo che restassero anonimi e allora ci siamo messi a cercare su internet e abbiamo trovato un sito che ci permetteva di ideare lo stampo per creare l’etichetta personalizzata da mettere sui vasetti. Abbiamo scelto il carattere, i colori e abbiamo realizzato esattamente il disegno che avevamo in testa!

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Poi abbiamo iniziato a pensare ai fiori. Luca ha un’amica, Sofia Barozzi, che ha un bellissimo negozio di fiori a San Giuliano Milanese (Il profumo dei fiori ) e ci siamo affidati a lei. Io adoro le rose e lei mi ha proposto un mix tra rose bianche, gialle, arancio e peonie…una meraviglia!!!

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La fiorista è anche l’organizzatrice di un evento che si svolge tutti gli anni alle “Officine del volo” di Milano: The Love Affair.

Si tratta di una fiera dedicata al wedding e lì abbiamo siamo entrati in contatto con Camilla Marinoni di “Mio e Tuo”. Camilla è un’artista di Bergamo che si dedica alla realizzazione di fedi matrimoniali originali, basandosi sul disegno proposto da noi!

Anche le partecipazioni le abbiamo ideate noi! Sempre grazie ad internet abbiamo scoperto “We oui” un sito di progettazione grafica che ci ha permesso di creare gli inviti con lo stile e i materiali che preferivamo e il risultato finale è stato fantastico!”

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M:”Quindi è andato tutto bene ed è stato tutto perfetto? C’è qualcosa di cui non sei rimasta soddisfatta?”

A: Ti sembrerà strano, però per me è riuscito tutto benissimo. E sai una cosa? Non ho mai vissuto i preparativi con ansia o preoccupazione, anzi. Mi sono divertita moltissimo a curare tutto nei minimi particolari, anche perché Nelli mi ha dato carta bianca e non ho mai dovuto trovare un compromesso con lui! (e quando pronuncia queste parole ride con aria furba e molto soddisfatta!).

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A questo punto ringrazio moltissimo Alessia, che con il suo entusiasmo e la sua spontaneità mi ha ricordato quanto sia bello condividere questo percorso con la persona amata, percorso che porta dritto dritto alla Felicità!

Matrimonio fra le dune

E se il tema del mese è viaggiare…allora anche il matrimonio diventa un viaggio…di colori profumi sapori colori.

(di Sabrina Vimercati)

Se si parla di matrimonio Gipsy qui a Dubai non può non ispirarci il deserto con i suoi colori e la sua vastità.
E non si può non pensare alle carovane di beduini che con i loro cammelli e le loro tende si spostavano per cercare un’oasi dove fermarsi e costruire la loro piccola comunità.

Allora perchè non organizzare un matrimonio al tramonto, proprio tra le dune color ocra dalle sfumature arancio e rosse?!

Ad attendere gli sposi una tipica tenda beduina con all’interno cuscini di broccato e ricami dorati, un incensiere per spargere i forti e inebrianti profumi dell’ Oud e un braciere per preparare il Qawa tipico caffè arabo.
In sottofondo le note di musiche mediorentali.
E lanterne ovunque per illuminare la serata.

La sposa potrebbe indossare un abito off white con ricami rossi e dorati e lasciare i capelli sciolti intrecciando solo qualche ciocca con nastri dello stesso colore del vestito.
Le mani decorate con hennè e al posto del classico bouquet di fiori, una piccola composizione di pietre dure.

Lo sposo potrebbe indossare un completo in lino ecrù col gilet color terra .
Tutti e due rigorosamente scalzi.

Rinfresco con cibi mediorientali serviti all’interno della tenda dove sposi ed invitati saranno seduti comodamente sui vari cuscini.

Un matrimonio speciale con il cielo stellato e la luna ad avvolgere gli sposi e i loro sogni.

(photo credit: in-marocco.it)

Di un progetto che è un viaggio

(di Isabella De Rorre)

Luglio è per definizione mese di relax, di vacanze, e di viaggi, di grandi e piccole esplorazioni. Non poteva la nostra redazione non affrontare il tema, interpretandolo in più modi. Esiste allora il viaggio verso una nuova vita, che sia matrimonio o scoperta di altri orizzonti lontani. Esiste un viaggio che parte da un calice di vino e nasconde miglia e tradizioni diverse; quello che passa per una mise en place nomade ma elegante in un prato, soffia delicatamente su fiori colorati disposti in un caos geniale e chic in vasi di recupero, e fugge attraverso il dondolio di tanti memorabilia appesi ai rami di un albero. Quello che è viaggio verso la moda che sarà e la prossima generazione di stilisti talentuosi, capaci di vivere il presente ma con la testa proiettata al futuro. Sono felice di notare che al progetto theWProject, che è uno dei viaggi più irresistibili, faticosi, stimolanti che abbia mai intrapreso, accorrono altri amici e amiche e si aggiungono quindi altre redattrici, per la precisione: Elena Bonomi, che ritorna a me con affetto dopo gli anni del weddig, e  che tratterà di ispirazioni e brevi racconti; Roberta Pompeo, nata con la moda e gli eventi e wedding and event planner, che ha aperto una finestra sulla Toscana e non solo; Marzia Mazzuccato, che intervisterà novelle spose che sono ricorse o meno all’aiuto dei wedding planner per organizzare il loro matrimonio; Marta Petrini, garden designer, che progetterà begli spazi verdi da vivere per voi. E altri stanno arrivando.  Per questo, nella foto, io non vedo solo modelle e una parte della redazione. Vedo l’impegno comune a trasformare il progetto in un viaggio compiuto e bello. Ci vedo fatica e prove e emozione.  Come in ogni viaggio che si rispetti, luoghi e persone assumono un ruolo ed entrano a far parte della vita vera. I luoghi diventano, o restano, cari al cuore, e le persone che incontriamo diventano o si confermano amici. Che strada sarebbe quella percorsa da soli? Una strada spedita forse, ma molto più triste e spoglia. Noi di theWProject amiamo da sempre i sentieri meno battuti. Per cui, non vi diamo consigli su dove trascorrere le vostre vacanze (o forse qualcuno sì), ma vi chiediamo di partire. Ora. Subito. Di entrare nelle pagine di un libro, nell’allestimento di un evento, nella gonna frusciante di un abito da sposa, in un giardino fiorito. Di stappare una bottiglia, o di mangiare un piatto diverso dal solito. Di portare poche cose per il vostro viaggio, e di dimenticare qualcosa, perchè il viaggio stesso sia almeno un pò avventuroso. Per vedere, nelle foto che riporterete, amici cose luoghi che assomiglino ad un posto il più possibile vicino al vostro cuore.  (foto Luca Arnone)

In prima fila sedute: Francesca Paredi (Due Cuori e una Valigia) e Giada Pezzoni, in abiti e coroncine vintage Officina delle Fate

Da sinistra, seduti: Marzia Mazzuccato (Le Spose Raccontano), Tiziana Temporali (Passione Fiorita), Tommaso Porta, Antonella De Lucia (A Occhi Aperti), Paola Roganti Spoletini (Passione Fiorita), Daniela Stella (La Spina del Bouquet)

In piedi, da sinistra: Gianmaria Vercesi (titolare Azienda Agricola Vercesi Del Castellazzo), Claudio Cardone, Francesca Fiorentini (Moda e Modo/ About the Dress), Luca Arnone (Una Foto Una Storia), Roberto Ramperti (titolare pasticceria Ramperti), Francesco Porta, Sarah Tavazzani (in abito e coroncina vintage Officina delle Fate), Isabella De Rorre, Francesco Vercesi

Un ringraziamento particolare va a Fabio Porta, per la stoica sopportazione. A Gianmaria e Daria Vercesi per l’accoglienza affettuosa e la messa a disposizione della location. A Cedric e a Oliver, per l’energia il primo e lo shooting con sposa e valigia l’altro. A tutti coloro che hanno partecipato, come modelle, redattrici, guest star, per continuare ad assecondare le follie di chi scrive.

Now Generations 2016: il Fashion Show di Accademia del Lusso

(di J.M.)

Nella serata del 10 giugno 2016, con la cornice avveniristica di Palazzo Lombardia a Milano, si è tenuto il Fashion Show 2016 di Accademia del Lusso, dal titolo #NOWGENERATIONS. I 18 migliori allievi della scuola, selezionati con un pre-contest, hanno potuto presentare una capsule collection di 3 capi ciascuno, ispirati alla bellezza in tutte le principali età della vita: fanciullezza, giovinezza, maturità. Modelle professioniste e non, in un alternarsi reale e contemporaneo di archetipo della bellezza, in tutte le sue manifestazioni. Filo conduttore il mood urban folk, declinato con maestria dai talentuosi stilisti, secondo il legame fra passato presente e futuro, i background individuali e la ricerca tessile e materica più appassionata ed evoluta. Un piacere vedere tanta capacità espressiva, declinata in moda che nasce e promette di conservarsi aderente al reale per molto tempo. Abiti per vivere il presente, esprimere se stessi, abitare metropoli; ispirati a volte a tradizioni proprie del paese di appartenenza dei designer, altri con punto di partenza da tessuti e finiture, per arrivare all’outfit. Abiti, qui si aggiunge, che piacerebbe vedere indossati dalle invitate e testimoni di un matrimonio moderno e disinvolto. Il parterre, popolato fra gli altri dalla giornalista di moda Giusy Ferrè, ha accolto con grande entusiasmo la produzione degli stilisti chiamati a rappresentare la scuola e lo stile italiano. Stile italiano, e non è un controsenso, quanto mai internazionale. Milano si conferma fucina di nuovi talenti. Ecco a voi una ricca selezione di scatti del fashion show, di cui ricordiamo gli stilisti: Maira Oliveira, Cecilia  Yamilleth Morales Rodas, Lorenzo Papi, Valentina Magretti, Gian Luigi Calonico, Liu Zixuan, Eleonora Marini, Lamia Belouard, Zorana Vujanic, Filippo Fiorini, Tijana Perisic, Mudovica Santoro, Astrid Coltré, Eka Todua, Andriana Drincic, Angelica Barbieri, Gloria Campanella, Sara Andrignolo, Nadia El Mhami, Sonia Ciamprone, Vasilija Djalovic. (photo: Luca Arnone)

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Invito al matrimonio

Invito al matrimonio (di Isabella De Rorre)

Proviamo a tornare un pò bambine, e a rovistare nell’armadio creando nuovi abbinamenti? I risultati potrebbero stupirci, senza ulterori spese e divertendoci.

004Il vestito di colore deciso utilizzato come testimone o invitata ad un matrimonio si reinventa con un cappottino fantasia e accessori a contrasto. Eccoci pronte per un cocktail!

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008 La tuta, così attuale, diventa un passepartout per l’invito ad un matrimonio informale così come per la festa di laurea o l’inaugurazione di una mostra.

 

 

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Il bolerino in ecopelliccia dal colore acceso, portato solitamente su una t-shirt e dei jeans skinny al compleanno dell’amica più cara, completa ora l’abitino per festeggiare una sposa che ha scelto di sposarsi nel tardo pomeriggio.

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010Infine…il miniabito che ci ha accompagnato ad un battesimo diventa insieme ad una giacca nera un outfit per affrontare una lunga giornata di lavoro e…perchè no?, con un cambio di scarpe, una serata insieme agli amici!

 

 

 

 

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Divertitevi, mixate abiti e accessori del vostro guardaroba, giocate con forme e colori fino a trovare quello che più vi si addice…ogni armado è un vero a proprio scrigno dei tesori!

(Foto Luca Arnone- modella. Silia Baù- Styling: Silia Baù in collaborazione con Isabella De Rorre)

Mazel Tov!

In fondo, celebrare un matrimonio è celebrare una festa. Ed è bello ricordare, anche dopo anni, le espressioni felici di parenti ed invitati, che partecipano con il cuore all’evento. “Mazel Tov!” è l’augurio rivolto, al lancio del riso, ai due giovani sposi della foto, pronti all’allegria dei futuri  festeggiamenti!

(Foto GIVIELLEfoto)