“Bellotto e Canaletto- Lo stupore e la luce”

(di Isabella De Rorre)

La conferenza stampa

Il 18 ottobre 2016 si è tenuta alle Gallerie D’Italia di Piazza Scala a Milano la conferenza di presentazione alla stampa della Mostra “Bellotto e Canaletto- Lo stupore e la Luce“.

20161018_111259Dalle parole del Professor Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, è trasparso immediatamente come la mostra non voglia stabilire un primato dell’uno sull’altro, ma esaltare due identità grandi e autonome, quasi complementari fra loro e di valore artistico inestimabile. Alcune opere del Bellotto, che fu allievo del Canaletto, suo zio, emulano con tale perizia quelle del maestro da rendere talvolta quasi indistinguibili anche ad un esame attento le opere dei due artisti. Longhi del Canaletto scrisse che questo artista ha rappresentato: “la certezza illuministica di una verità assoluta”, e questo è uno stimolo importante di ordine culturale e per affrontare con occhi attenti la visita alla mostra stessa.

 

 

 

 

 

20161018_112212Il Sindaco di Milano, Dottor Giuseppe Sala, ha ribadito il ruolo fondamentale di Gallerie D’Italia per Milano e per l’arte e per quello che nel 2016 la città lombarda vuole essere: un’apertura internazionale con la forza di progettare il futuro al suo interno. Milano, nelle parole del sindaco, “fa Milano” cioè quello che sa fare, lavorare e produrre. Ma si è votata ad una rinascita intellettuale, culturale, artistica, che all’operosità e al concetto di “milanesità” esaltato dal Manzoni, finalmente si accompagna.

 

 

 

 

 

 

 

20161018_112934La curatrice della mostra, Dottoressa Bozena Anna Kowalczyk, ha ribadito come questo progetto si sia potuto realizzare solo grazie a prestiti importanti di opere d’arte. Per questo la mostra assume un significato europeo. Fattore ancora più significativo se rapportato ad una città come Milano, che sta vivendo un Rinascimento culturale importantissimo, e che prova interesse per le culture, per rappresentarle e viverle. E a ribadire il legame dell’arte con Milano, sta l’esperienza del Bellotto, giovanissimo pittore indipendente che arriva nel capoluogo lombardo nel 1744 per soggiornarvi un anno, nel  momento in cui la città sta diventando capitale dell’Illuminismo.  La mostra vuole rivelare la personalità artistica ed intellettuale del Bellotto, che nei paesi dell’Est è più rinomato del Canaletto stesso, presentando questo artista che aveva nella sua casa anche una stamperia e una ricca biblioteca archivio con un documento che rappresenta la sua dichiarazione di intenti, a lungo studiato ma sottovalutato.  Canaletto è dedicato nell’uso della luce, e ha il merito immenso di costruire una gabbia prospettica. Bellotto arriva alla bottega di Canaletto quando questa struttura è costituita e solida, e vi introduce la sua visione realista, monumentale. Comprende la realtà delle cose, il loro peso, e li esalta nella sua pittura.

 

 

Perchè visitare la mostra

1.Come per tutti i grandi eventi proposti da Gallerie D’Italia, la mostra rappresenta una occasione per conoscere e apprezzare questi grandi artisti la cui produzione è stata selezionata con ricerca e analisi attente . 2.I visitatori si troveranno di fronte a due vedutisti con, come anticipato, forti identità distinte e percorsi artistici definiti e di importanza fondamentale per la storia dell’arte. 3.Chi ha già avuto la fortuna di vedere alcune opere nei musei da cui provengono le vedrà sotto una luce nuova, anche letteralmente, scoprendo nuovi particolari e soffermandosi magari su punti di vista anche prospettici prima non considerati. 4. Le vedute, i monumenti, le luci rappresentate nei dipinti rispondono a quelle esigenza di bellezza anche inespressa o non riconosciuta magari, ma che è insita e propria del genere umano. Dobbiamo continuare, o tornare o cominciare, a nutrirci di bellezza, a guardare con occhi nuovi arte, letteratura, e a lasciarcene conquistare. 5- La mostra offre l’occasione per visitare la sede Museale di Intesa Sanpaolo, prima sede storica della Banca Commerciale Italiana, e dei Palazzi Anguissola Antona Traversi, e Brentani; un viaggio nell’arte dell’Ottocento e del Novecento unico e che non potrà lasciare indifferenti.

BELLOTTO E CANALETTO Lo stupore e la luce- Gallerie D’Italia Piazza Scala -25 novembre 2016/ 5 marzo 2017

 

Dove mi sposo? Il Museo ALT

Una sposa esigente e alla ricerca di una location insolita che location sceglierà per le proprie nozze? Ci guida nella scelta Claudia Bidasio

(di Claudia Bidasio)

Storia, archeologia industriale e arte contemporanea. Tutte sotto lo stesso tetto. Dove? A pochi passi da Milano. Il Museo ALT (acronimo di Arte, Lavoro e Territorio) di Alzano Lombardo (BG) è sicuramente uno scenario unico per chi desidera un matrimonio di carattere. Nato come spazio sperimentale, ricavato dall’eccellente restauro di un ex cementificio, il museo vuole “aprire le porte” dell’arte anche a un pubblico solitamente lontano da questo mondo.
La particolarità del contesto vi permetterà di avere un matrimonio dal sapore industrial chic reso ancora più originale dalla presenza delle opere d’arte. Il dialogo continuo tra ambienti, dipinti e installazioni creerà un’atmosfera particolare: i vostri invitati potranno sedersi a tavola accanto a opere di Duchamp, Cattelan, Man Ray, Delvoye e Balla. Spunti ideali per incuriosire e stimolare interessanti conversazioni.

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La location, con le sue ampie sale caratterizzate da volte in cemento e pietra, può accogliere fino a 500 persone ed è quindi perfetta anche per chi sta organizzando un matrimonio con numerosi ospiti.
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A chi piacerà:
Gli amanti dell’arte contemporanea
Chi sogna un matrimonio industrial chic
Chi vuole una location non tradizionale
Chi ha bisogno di spazi molto capienti

Contatti
Museo Alt
via Gerolamo Acerbis, 14
Alzano Lombardo (BG)
www.altartecontemporanea.it