Dove mi sposo? Il Museo ALT

Una sposa esigente e alla ricerca di una location insolita che location sceglierà per le proprie nozze? Ci guida nella scelta Claudia Bidasio

(di Claudia Bidasio)

Storia, archeologia industriale e arte contemporanea. Tutte sotto lo stesso tetto. Dove? A pochi passi da Milano. Il Museo ALT (acronimo di Arte, Lavoro e Territorio) di Alzano Lombardo (BG) è sicuramente uno scenario unico per chi desidera un matrimonio di carattere. Nato come spazio sperimentale, ricavato dall’eccellente restauro di un ex cementificio, il museo vuole “aprire le porte” dell’arte anche a un pubblico solitamente lontano da questo mondo.
La particolarità del contesto vi permetterà di avere un matrimonio dal sapore industrial chic reso ancora più originale dalla presenza delle opere d’arte. Il dialogo continuo tra ambienti, dipinti e installazioni creerà un’atmosfera particolare: i vostri invitati potranno sedersi a tavola accanto a opere di Duchamp, Cattelan, Man Ray, Delvoye e Balla. Spunti ideali per incuriosire e stimolare interessanti conversazioni.

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La location, con le sue ampie sale caratterizzate da volte in cemento e pietra, può accogliere fino a 500 persone ed è quindi perfetta anche per chi sta organizzando un matrimonio con numerosi ospiti.
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A chi piacerà:
Gli amanti dell’arte contemporanea
Chi sogna un matrimonio industrial chic
Chi vuole una location non tradizionale
Chi ha bisogno di spazi molto capienti

Contatti
Museo Alt
via Gerolamo Acerbis, 14
Alzano Lombardo (BG)
www.altartecontemporanea.it

La tavola della Sposa- tradizione e design

(di Antonella De Lucia, Daniela Stella, Isabella De Rorre)

Come è la tavola di una sposa esigente? Quali sono le sue scelte di stile nella mise en place? theWProject ha provato ad immaginarlo, calandosi nella mentalità e nel carattere di una donna senz’altro contemporanea e appassionata di arte, di design, e architettura. Pronta a riutilizzare per dar loro continua nuova vita i servizi e i complementi d’arredo di famiglia; a sottolineare le linee pulite di uno stile che guarda molto agli anni Cinquanta e Sessanta, scaldandolo con il dettaglio del colore. Ecco il risultato di questa ricerca.

dsc_0897Bicchieri Baccarat; servizio piatti originale anni 60; posate Sambonet; calici Murano originali anni 60; tovaglioli in lino C&C

 

 

 

 

 

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Tavolo originale anni 50

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Quadro: opera di Sanja Milenkovic “Centre Pompidou”; vaso vintage originale anni 60

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Si ringrazia per la cortese ospitalità e l’affettuosa consulenza la Signora Alessandra Taglione Pediconi; per le tartine in gelatina Meriggi Gastronomica di San Donato Milanese.

(photo Luca Arnone)

Essere esigenti

(di Isabella De Rorre)

Ogni tanto rileggo l'”Iliade”. Non è snobismo il mio; nostalgia forse, degli studi classici, quello può darsi. Ma credo dipenda da altro. Ogni tanto si torna al passato perchè è da lì che nasce ogni cosa. Ricerchiamo a volte risposte che è difficile avere altrove. E riprendiamo forza, traiamo nuove energie, dal confrontarci con chi è stato molto prima di noi. Peccato non poter vivere tante vite per assaporare ogni cosa, ogni momento storico, ogni stagione che ci ha portato fino a qui. Aver seguito studi classici mi ha reso sicuramente pedante, tignosa, tassonomica. Soprattutto, esigente. Caratteristica ardua in una donna, letale nel direttore di un magazine on line. Spesso discuto con editore e a volte anche con la pur fedelissima redazione. “Esigere” , l’etimologia non mente, significa “pretendere, chiedere e aspettarsi qualcosa come dovuto”. Componenti forti quelli di questo verbo: “agere” che significa “spingere” e “ex” che significa “fuori”. Essere esigenti significa richiedere e pretendere qualcosa in virtù di un diritto che si ha o che si crede di avere. E allora, impariamo ad esserlo, esigenti. Impariamo a desiderare di riscuotere dalla vita il meglio, e a guardare al mondo, al passato al presente ed anche al futuro, pretendendo che ci insegni qualcosa. Non restiamo sordi e ciechi di fronte agli stimoli che ci vengono da arte, fotografia, design, da ogni bellezza che possa arricchirci lasciando un segno in noi. Perchè è l’insieme di questi stimoli che plasma la creatività. Di un artista, di un architetto, di un wedding planner, di uno stilista, di un fotografo. Di chiunque voglia rendere piena di sostanza la forma del suo fare. Che sia salvare vite umane, costruire case, creare un piatto particolare o l’allestimento per un matrimonio. theWProject è esigente e invita i suoi lettori ad esserlo. Per questo, sempre ci sforzeremo di proporvi, oltre alle novità eccellenti del wedding, quello che è il nutrimento imprescindibile della creatività, delle idee, dei progetti. Per questo, a  cavallo fra ottobre e novembre vi proponiamo un modello di sposa esigente appassionata di design con una carrellata a posteriori delle novità proposte a Milano; il meglio dei saloni su matrimonio design lifestyle gardening del periodo; eccellenze e nuovi talenti sartoriali; le mostre di questa stagione, da Canaletto che inaugurerà a novembre a Rubens che è visitabile da due giorni,  e tutti  gli eventi artistici che possano insegnare ad essere migliori, più attenti, più sensibili. Ci siamo dati, visti i tempi, un obiettivo molto ambizioso, ma è nel nostro DNA non  accontentarci e andare alla radice delle cose. Lo “Young Pope” di Sorrentino firma la sua dichiarazione di intenti con una frase che sposiamo volentieri: “Accontentarsi significa morire in vita”.