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Angelo Maroi: e che evento sia!

12 May

Angelo Maroi: e che evento sia!

(di Isabella De Rorre)

Incontro Angelo Maroi in una mattina di sole, e una delle cose che durante la chiacchierata che facciamo mi appare da subito ben chiara, è che “Il Cerimoniere” è un nome tagliato su misura sulla sua personalità. E quello che Maroi vuole essere è davvero un angelo custode per gli sposi e per chiunque si affidi a lui per un evento significativo della propria vita. Per questo, crede nella specializzazione e nel non essere invadenti, e rifugge il pressapochismo che spesso ha dilagato, insieme al voler sostituire il proprio progetto a quelli degli sposi. Così, il suo ruolo è quello di un coordinatore, che dimostra con il fare quanto il suo apporto e supporto siano importanti. Punto di forza del suo modus operandi è una progettualità che non vada contro le regole ma le assecondi e le completi, e che costituisce una garanzia per gli sposi di non poter sbagliare, quando si tratta di momenti del rito sia esso civile o religioso. E questa convinzione ha via via completato il percorso formativo, intrapreso nel 2007 presso La Fenice Eventi insieme alla collaborazione con un catering che gli ha dato modo di sviscerare ogni aspetto della parte organizzativa. “Coordinare” è un verbo che torna di frequente nella nostra conversazione, e il credo di Maroi è: essere presente e avere sotto controllo l’opera di tutti i partner e collaboratori, rispettandone le competenze e senza invadenza.

Gli chiedo come parte la sua giornata a seconda che il matrimonio sia pomeridiano o mattutino: nel primo caso, se i professionisti che collaborano all’evento sono suoi partner, la prima tappa e a casa degli sposi, per condividere con loro una risata, le emozioni del momento. Il passo successivo è il trasferimento nel luogo della cerimonia, dopo il wedding planner arriva con puntualità e si mette a disposizione degli invitati, che devono essere seguiti con discrezione e non costretti a fare cose che non desiderano. Punto di attenzione è il ruolo dello sposo, spesso sottovalutato perchè si tende a dare maggiore rilevanza alla sposa. Nel caso in cui le nozze siano mattutine, Angelo Maroi dopo essersi accertato che ogni partner svolga il proprio ruolo e che gli invitati siano a loro agio,  è a disposizione degli sposi per l’intera giornata e fino a che lo richiedano e ritengano opportuno. Parliamo di tendenze: rispetto a qualche anno fa, è tornato il colore. Ed è tornata la tradizione, che porta a fare le cose “come si deve”, controllando anche il budget. Budget che tende a essere disatteso, se si tratta di fuochi d’artificio o di musica. Chiedo ad Angelo quali siano i suoi obiettivi futuri: mi risponde che di certo vuole continuare a sviluppare e mantenere uno stile ben definito, che guidi a lui coppie di sposi “affini” al suo modo di progettare l’evento. E che il matrimonio non ancora realizzato ma chiuso nel cassetto è quello di un personaggio famoso, e in una città d’arte.

Un altro termine che ricorre spesso è “educazione”, che Maroi declina come rispetto per il lavoro altrui, per la figura di parroci e sindaci, e che pretende nelle fasi cruciali dei mesi precedenti l’evento: fondamentale con lui confermare la partecipazione alle nozze per definire con buon anticipo il numero degli invitati! Il consiglio rivolto agli sposi è quello di vivere il più possibile con serenità la giornata delle nozze, ed essere convinti della scelta fatta. Per lui, priorità è organizzare tutto in base alle aspettative dei clienti, adeguandolo alla propria idea di bellezza. Ed enfatizzare la grazia che già esiste, altrimenti aggiungerla con il proprio tocco. E capire che, a volte, “meno è meglio”, contro chi si affaccia al mondo wedding pensando di dover “esagerare”, fare molto, a volte troppo. Percorso più semplice ma non sempre efficace. Chiedo ad Angelo quali siano le caratteristiche che un wedding planner debba avere per gestire un evento perfetto; mi risponde che conta essere competenti, professionali, creativi, essere capaci di lavorare in team e in modo coordinato, e non essere primedonne. E se siete il fotografo dell’evento, non presentatevi vestiti in maniera sciatta!

Di fronte a Il Cerimoniere, bisogna essere impeccabili come lui, cui non sfugge alcun dettaglio. Finiamo con una confidenza, quella su momento che lo emoziona di più: quello della cerimonia, più sentito, più vero. E su cosa vuole fare “da grande”: diventare un insegnante per poter trasmettere le sue competenze, e perfezionare l’inglese. E ora, che evento sia!

(photo per gentile concessione Angelo Maroi)