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Re-design per Maria Antonietta

11 Feb

Re-design per Maria Antonietta

(di Antonella de Lucia, Architetto)

Lo stile che si diffuse durante il regno di Luigi XVI può essere inteso come una prima fase del gusto neoclassico, alla cui formazione contribuì la riscoperta dell’arte classica nato già nel periodo di Luigi XV sulla spinta delle scoperte delle città romane di Ercolano e di Pompei. La ricercata eleganza di talune espressioni delle arti decorative francesi sfuggì tuttavia alla sobrietà del modello classico. Nel campo del mobile e dell’arredamento, più che trasformazioni di sostanza si ebbero variazioni stilistiche di forme e motivi del passato. Il recupero dell’antico, interpretato dal gusto settecentesco, sfociò in una sorta di eclettismo e di ambigua convivenza soprattutto tra forme neoclassiche e motivi decorativi rococò.

Maria Antonietta , sposa austriaca di Luigi XVI, amava poco lo stile sfarzoso imposto a corte e per questo motivo al “Petit Trianon”, palazzetto di sua proprietà, manifestò la sua predilezione per il Neoclassicismo: le forme degli arredi sono semplici e nelle stanze prevalgono i motivi floreali, il bianco e i colori pastello. Di gusto tipicamente classico è anche il “Tempietto dell’amore”, posto nei giardini attigui, una replica di un tempio pagano a dodici colonne corinzie, al cui centro è posta una mirabile statua di Eros.

 

 

Ma oggi è possibile creare mobili di design reinterpretando stili del passato?

Alcuni designers ci ha provato ,ma i risultati che ne sono scaturiti riuscirebbero a soddisfare il gusto di un re dei giorni nostri? E una regina così attenta alle mode come Maria Antonietta si sarebbe fatta affascinare da queste contaminazioni stilistiche?

Ecco allora una selezione di arredi RE- Design che ripropongono un falso in stile ( rococò e barocco) , ma con uno spirito provocatorio e postmoderno, multicolor , vivace ed ironico; prodotti con materiali diversi e innovativi riescono a ringiovanire e rendere accessibile a tutti un oggetto che nel settecento era esclusivamente destinato all’elite aristocratica.

La poltrona Proust di Alessandro Mendini, prodotta da Cappellini, è l’esempio più eclatante di RE-Design italiano ; realizzata nel 1978 ha la particolarità di essere rivestita con un tessuto stile puntinista alla Paul Signac. Ne esiste anche una versione geometrica del 1993 che ne conserva le forme rinnovandone l’immagine estetica.

 

 

 

Anche la Queen of love di Moro e Pigatti per SLIDE Design è una poltrona che ripercorre le orme del barocco. Prodotta dal 2009 ha la particolarità, oltre alla vasta gamma di colori, di essere realizzata interamente in polietilene con il vantaggio di essere lavabile e adatta per l’esterno.

 

 

 

 

Ma le sedute RE-Design non finiscono qui: non si può certamente dimenticare nella nostra ricerca la confortevole poltroncina , con braccioli o senza, Luigi Ghost in policarbonato trasparente e colorato dal design Luigi XV, prodotta da Kartell e disegnata da Philippe Starck.

 

 

 

 

 

Per ultima, ma non per difetto di bellezza , ecco Shadowy, chaise longue di Tord Boontje realizzata nel 2009 per Moroso. La strutture in acciaio verniciato e rivestita con intrecci colorati ottenuti dalla lavorazione manuale di fili di polietilene presenta un design fresco e originale con un tocco d’Africa.

 

 

 

 

 

 

 

Non è possibile non segnalare, infine, la linea di cassettoni The Trip Cartoon di Seletti , con 2 o 3 cassetti, realizzati in mdf bianco, ma soprattutto serigrafati a mano con disegni e fantasie da catalogo o personalizzati.