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Area Porta Romana- fra Sinagoga e Moschea

21 May

Area Porta Romana- fra Sinagoga e Moschea


(di Antonella De Lucia)

Si è da poco conclusa la Milano design week e le manifestazioni del Fuori Salone 2018 ad essa correlate che hanno visto partecipare la redazione di TheWproject come media-partner di Areaportaromana.
Come ultimo evento della settimana, domenica 22 Aprile è stata organizzata una suggestiva passeggiata che potesse idealmente unire due luoghi di culto di grande rilevanza per la città e per l’area di Porta Romana. Partendo dal Centro Coreis (Comunità Religiosa Islamica Italiana) che ospita la moschea al_Wahid situata in via G. Meda al n°9 ci siamo poi recati in corso Lodi al n° 8 per visitare Il Centro Studi Beth Shlomo con l’attigua Sinagoga.


La prima tappa ci ha permesso di scoprire un luogo poco noto ai milanesi che raccoglie sotto la sua guida quasi tutti i mussulmani presenti a Milano. Qui siamo stati accolti dall’ Imam Yahya Pallavicini che ci ha raccontato come l’associazione Coreis si proponga di tutelare e proteggere il patrimonio religioso islamico, ma anche formare ed aiutare la comunità islamica cittadina e diffonderne gli usi e la cultura antichissima.
La moschea al-Wahid, nata nei primi anni novanta, nel 2000 è stata riconosciuta luogo di culto ed è oggi una delle più rappresentative del nord Italia; è accessibile per la preghiera del venerdì, durante le feste del calendario islamico e per le preghiere del mese di Ramadan. Alcuni degli imam coinvolti nelle attività dell’associazione sono italiani mussulmani, perciò più vicini e attenti alle esigenze delle nuove generazioni.


Terminata la visita la comitiva si è diretta verso corso Lodi per ritrovarsi al Centro Studi Beth Shlomo dove sorge la sinagoga, punto di ritrovo di una piccola comunita’ ebraica milanese e dove si svolgono lo Shabbat e le altre feste religiose. Il centro studi, sorto con il compito di salvaguardare l’identità nazionale e diffondere le tradizioni e i valori della cultura ebraica, ha al suo attivo l’organizzazione di varie attività e progetti finalizzati all’integrazione nel tessuto cittadino.
Nata nel 1940, dopo la proclamazione delle leggi razziali, la sinagoga continuò la sua opera durante il periodo bellico, come fulcro del campo di internamento milanese. Durante la liberazione divenne il punto di incontro logistico dei soldati appartenenti alla Brigata Ebraica, che con le sue azioni ha scritto una pagina, poco conosciuta, ma determinante per la storia italiana, come ci ha illustrato Davide Riccardo Romano.
Il Corpo dell’esercitò inglese di cui facevano parte molti soldati ebrei si formò nel 1941, per scongiurare l’avanzata del comandante Rommel; si arricchì poi di ebrei provenienti da molti altri paesi e nel 1944 sbarcò a Taranto per unirsi all’esercito di liberazione che risaliva lungo l’Adriatico.
Proprio per ricordare e celebrare le numerose operazioni militari condotte da questo corpo militare sul territorio Italiano, a fine maggio presso il centro Studi Beth Shlomo verrà inaugurato il primo museo della Brigata Ebraica con una mostra intitolata “La Brigata Ebraica in Italia e la Liberazione”, curata dal ricercatore dell’Università del Piemonte Orientale Stefano Scaletta e dai professori dell’Università Ben Gurion di Israele Cristina Bettin e Samuele Rocca; sarà una raccolta di testimonianze e cimeli, fotografie e reperti, cartoline e lettere risalenti a quel periodo storico.

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