Featured Posts

To top

Il lino: un fragile fiore dalla tempra d’acciaio

31 May

Il lino: un fragile fiore dalla tempra d’acciaio

(di Antonella De Lucia)

E’ il lino (o Linum Usitatissimum) una delle piante della famiglia delle Linaceae la cui coltura è antichissima; si pensi che alcune fibre di lino tinte risalenti al 30000 a.C. sono state rinvenute in una grotta in Georgia. Gli antichi Egizi poi utilizzavano le bende di lino per rivestire le mummie di faraoni, mentre i Romani furono i primi ad utilizzarlo oltre che per l’abbigliamento anche per la casa.

I Fenici, grandi navigatori ed abili mercanti lo esportarono su continente europeo divenendo uno dei tessuti più diffusi ed utilizzati. Nel Medioevo il lino raggiunse il culmine della sua espansione sul continente, in particolare nel centro e nord Europa e durante il periodo rinascimentale la fibra lavorata e tessuta, come lenzuola e camicie, entrò a far parte della vita quotidiana. Dalla metà del 1500 i tessitori fiamminghi esiliati in Inghilterra e Irlanda a seguito delle guerre di religione ne diffusero l’uso anche in questi paesi.

Questa fragile pianta dal fusto verdissimo e dai cerulei fiori viene coltivato per i suoi semi, ma soprattutto per la sua fibra composta dal 70% di cellulosa. La sua diffusione su larga scale è dovuta sì alla sua bellezza, ma soprattutto alle sue caratteristiche di resistenza, alle sue proprietà di isolamento ed al suo effetto rinfrescante.

La cellulosa è contenuta nella parte interna della corteccia o ” tiglio”; per ricavarla bisogna seguire una complessa lavorazione, prima eseguita manualmente, ma che con il tempo si è meccanizzata. Prima si lasciano macerare gli steli per alcuni giorni in acqua o con l’utilizzo di vapore acqueo. In seguito gli steli vengono essiccati e poi sottoposti alla maciullatura per mezzo di speciali martelli, che schiacciano frantumandola la parte legnosa. Con la scotolatura vengono asportati dai derivati i frantumi legnosi così da separarne le fibre a cui farà seguito la pettinatura al fine di dividere le fibre corte e spezzate, la stoppa, da quella lunghe ed integre.

A questo punto la fibra di lino può passare alla filatura che la trasformerà in fili sottili che alla fine verranno tessuti al telaio.

Ora il tessuto di lino finito è pronto; la natura, la composizione e l’architettura lo rendono una fibra dalle proprietà eccezionali. I vantaggi della lavorazione di questo materiale naturale sono evidenti e non ne condizionano l’uso finale del tessuto che può spaziare dall’abbigliamento, all’arredamento, alla biancheria per la casa fino agli usi tecnici.

Tra tutte le fibre tessili naturali, il lino è tra le più resistenti. Mettendolo in relazione con altri materiali e considerando la sua grande resistenza alla trazione, può essere classificato immediatamente dopo gli acciai speciali.

Il suo utilizzo come isolante invernale è sempre più diffuso, grazie soprattutto alla sua ridotta conducibilità termica: non a caso la fibra di lino è annoverata tra i più funzionali isolanti termici naturali, a pari con la fibra di legno e la canapa. I pannelli di lino vengono anche impiegati per l’isolamento acustico in quanto il materiale presenta un’alta fibrosità; è inoltre traspirante, anallergico e antibatterico.

Ultima caratteristica significativa del lino è rappresentata dal suo potere di assorbimento dell’umidità che lo rende un tessuto fresco e traspirante; esso infatti è in grado di trattenere una quantità di acqua pari alla propria massa secca e perciò è ideale come tessuto sia nell’abbigliamento che nella biancheria per la casa.

error: Content is protected !!