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La tavola in stile barocco

16 Apr

La tavola in stile barocco

(di Antonella De Lucia)

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Leggendo la storia sull’arte della tavola scopriamo che la posata più antica usata in tavola era il coltello; nell’antichità si usava mangiare con le mani e accanto al piatto veniva sistemata una ciotola d’acqua dove i commensali potevano lavarsi le mani costantemente. Per trovare notizie sulla forchetta si deve arrivare al XI secolo in Europa, fino ad arrivare al XVIII secolo, quando gli ospiti iniziarono ad utilizzare il proprio piatto, bicchiere, coltello, cucchiaio, forchetta e tovagliolo.

Soffermandoci sullo stile barocco possiamo vedere come l’allestimento della tavola assuma un compito assai diverso da quello estetico: le mise en place tra il seicento e il settecento sono finalizzate a mostrare l’opulenza e il potere del personaggio che riceve gli ospiti alla sua tavola. Nelle sale da pranzo di re e ricchi cortigiani viene messa in scena una vera e propria scenografia sfarzosa, ricca di particolari e suppellettili, simile ad una rappresentazione teatrale.

Ogni particolare è curato nei minimi dettagli: il tavolo, le sedie e le stoviglie, le posate si arricchiscono di decorazioni e i materiali più ricchi e preziosi vengono modellati e plasmati per soddisfare le esigenze più ardite.

L’utilizzo dell’argenteria per la tavola diventa un’arte pari all’oreficeria o alla pittura e la lavorazione della ceramica raggiunge vette di perfezione.

Il regno di Luigi XIV, a partire dal 1661, costituisce una delle tappe più importanti della storia dell’oreficeria francese. La formazione di un nuovo stile è inscindibile dalla volontà autocratica del nuovo re. E’ in questo contesto che bisogna porre lo sviluppo prodigioso, ed effimero, che conobbe l’oreficeria e l’argenteria da tavola durante la prima parte del suo regno.

Il gusto di Luigi XIV per gli oggetti di metallo prezioso non si spiega solo con motivazioni politiche e di prestigio; fin dall’infanzia il principe entrò in contatto con gli arredi preziosi di cui si circondava la madre Anna d’Austria e perciò non fece altro che estendere le usanze materne su scala inaudita.

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Il suo vasellame d’oro comprendeva un nef d’oro o vassoio con contenitori per posate, trentasei piatti piani, dodici piatti fondi e sessantotto posate. Non mancavano poi gli argenti: candelabri, bacili per lavarsi le mani, vasi, vassoi forniti di sostegni, boccali ed anche sedie, specchi e tavolini.

Atro segno di prestigio erano rappresentati dai sottocoppa e dai vassoi coperti per salvaguardare la qualità delle pietanze.

La porcellana, meno utilizzata sulle tavole reali, assume comunque una sua importanza sia dal punto di vista decorativo che da quello più utilitaristico.

All’epoca di Luigi XIV la manifattura di Rouen era quella di più alto livello tecnico: la pasta delle maioliche di Rouen si compone di argilla bianca della Senna, di argilla rossa e di sabbia. L’aspetto della maiolica variava da sottile e leggero, con colorazione tendente al grigio-giallastro (sec. XVII), ad un tipo più pesante e rosato (sec. XVIII). Lo smalto poteva avere colorazioni bianco latteo, bianco azzurrato e a volte verdastro. Mentre i colori tipici della decorazione erano il rosso violetto, l’ocra e il nero.

Un settore dove si utilizzò molto la porcellana fu quello delle minuzie: manici di posate piccole ciotoline, portapillole, ditali, statuine.

Meno importanti per la tavola barocca sono i tessuti, utilizzati invece a profusione per le sedie, le poltrone, i tendaggi o per ricoprire le pareti. I tipi di tessuto in voga in quel periodo sono svariati: damaschi, broccati, sovrarizzi (velluto operato, eseguito in riccio e taglio inserendo due ferri ogni quattro trame ) con prevalenza di disegni grandi e grottesche.

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Il tavolo è a volte ricoperto da una tovaglia con decori damascati, ma più frequentemente la tavola veniva imbandita direttamente sul piano in legno; anche il tovagliolo spesso mancava e veniva sostituito da bacili d’acqua profumata dove i commensali potevano lavare le mani tra una portata e l’altra.

Le pietanze venivano poste sulla tavola tutte insieme e nel centro campeggiavano delle alzate di fiori e frutta oppure, nelle case più ricche, il surtout veri e propri trionfi in metallo prezioso in cui prendevano posto salsiere, porta spezie, saliere, oliere, candelieri e porta fiori.

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