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Ricordi dal Fuorisalone 2017

16 May

Ricordi dal Fuorisalone 2017

Salone del Mobile e il Fuorisalone con la miriade di eventi dedicati attirano a Milano migliaia e migliaia di operatori del settore, appassionati, e semplici curiosi da ogni parte del mondo. A poco più di un mese dalla fine dell’edizione 2017, abbiamo chiesto ad Antonella De Lucia e Chiara Franzon di fare un personale bilancio di tutto quanto visto e vissuto in quei giorni

(di Antonella de Lucia)

Si è da poco conclusa a Milano la Design Week che coincide con il Salone del Mobile. Mentre le grandi firme del design si ritrovano nei padiglioni della Fiera, i creativi emergenti si danno appuntamento in alcuni quartieri della città meneghina, trasformandoli in veri e propri poli di attrazione non solo per gli estimatori, ma anche per i curiosi.

Ma ciò che rende unico l’evento del Fuori Salone è la possibilità di scoprire luoghi della città spesso impenetrabili o sconosciuti che in questa occasione aprono le porte ad artisti e designers. L’esperienza che ne deriva è impagabile. Antichi cortili, dimore storiche, fabbriche abbandonate riprendono vita, animati dalla presenza di migliaia di persone che visitano questi luoghi dove passato e futuro si avvicinano fino a fondersi.

Il cortile d’onore dell’Università degli Studi di Milano ha ospitato un installazione  che meglio di altre sintetizza il concetto di unione tra passato e futuro: Lo Scalone creato da Michele De Lucchi per Ferragamo Parfums. Una grandiosa struttura in legno consente un ingresso alternativo al Loggiato Ovest dell’ateneo, esaltandone la bellezza rinascimentale e creando la possibilità di ammirare i porticati circostanti da varie altezze e angolature. A metà rampa la scalinata include un ballatoio con la funzione di seduta divenendo così un spazio di ritrovo e di osservazione.

 

La maxi Augmented Surface di Antonio Citterio e Patricia Viel, nel cortile della Farmacia, con le sue quinte a specchio riflette all’infinito le arcate rinascimentali e i decori dei pannelli in lastre di gres di Marazzi, poste sotto i portici. La luce che arriva dal basso e il buio della notte creano così un caldo e avvolgente effetto mosaico di grandi dimensioni.

Ecco che la tradizione, come fonte di ispirazione, può convivere con il design contemporaneo tanto da rinascere e raggiungere le nuove generazioni.

 

Presso il Palazzo della Triennale, luogo simbolo dell’architettura milanese , nell’esposizione Japan Design Week, l’arte e la moda del sol levante si propongono con tecniche nuove ed accorgimenti di modernità al pubblico internazionale. Il Kimono, l’abito tipico, e i geta, i sandali tradizionali in legno a metà tra zoccoli e infradito, sono qui riproposti in una versione più attuale e molto fashion. Anche i dipinti ispirati agli antichi Ukiyo-e, le stampe giapponesi pensate per coloro che non potevano permettersi un vero dipinto, sono resi modernissimi da strutture tridimensionali che riprendono i contorni delle figure rappresentate.

 

Un padiglione ospitava al Korea Craft sedici tra i più importanti maestri di ceramica coreani: un meraviglioso percorso sul tema della ceramica, molto più antica di quella cinese, reinterpretata o totalmente trasformata per essere fruibile e allettante ad un pubblico contemporaneo ed internazionale. Vasi e ciotole sono presentati raggruppati per forma e colori in una disposizione di precisa casualità.

 

 

 

 

 

Infine l’Hong Kong Design Centre presentava una selezione di lavori di giovani designers centrati sulle ecologie creative. Questi progetti si propongono di avvicinare la spiritualità orientale alla tecnocraticità occidentale con la prospettiva di un futuro sostenibile attraverso l’utilizzo di materiali riciclati e biodegradabili . Gli stili tradizionali, dalla tavola all’abito, riprendono vita con un tocco di naturale modernità e di tecnologia essenziale.

 

 

Per concludere il mio viaggio tra tradizione e futuro non poteva mancare la visita alle Sale Prove del Teatro Libero, in via Savona 10, dove da Caotici Dettagli, organizzata da Vita Privata Home Gallery- Cremona, era possibile ammirare alcuni artisti emergenti e la loro visione dell’arte del riuso. Il designer Antonio Di Meglio apre il percorso con i suoi spettacolari lampadari dalla struttura di antica fattura, impreziositi da pietre colorate semi preziose. Sapientemente collocati negli ambienti, si integrano alla perfezione con le altre opere creando l’effetto di laboratorio/ officina di talenti.

 

 

 

 

 

Tra loro vorrei ricordare Silvia Manazza che ricopre oggetti e mobili di uso quotidiano con tessuti ricavati da vecchi materassi,

 

 

 

 

 

 

 

Dorothy Bhawl fotografo, scultore e pittore che presenta una sedia scultura Quenn of Snails, Cristina Costanzo con alcune sculture in terracotta e materiali riciclati e

 

 

 

 

 

 

 

Tiziana Cera Rosco con Le Custodi, sedie in gesso e metallo.

Gusto e cuore artefici dell’arte messa a disposizione della quotidianità e dei suoi bisogni anche elementari.

 

 

 

 

 

 

 

(di Chiara Franzon)

Da pochi giorni si è conclusa la Milano Design Week, la settimana dedicata alle ultime novità dell’ arredamento presentate al Salone del Mobile, allestito presso il complesso fieristico di Rho.

Durante gli stessi giorni, ormai da qualche decennio, la città meneghina si arricchisce di allestimenti, novità e tantissimi appuntamenti nell’ambito della Kermesse del Fuorisalone.

La manifestazione del Fuorisalone è un appuntamento che coinvolge e “travolge” tra presentazioni, installazioni ed eventi in palazzi, giardini, cortili nascosti, vecchi magazzini recuperati, dislocati in ogni zona della città, da Tortona a Brera, da Lambrate alla Statale e quest’anno con una new entry – il district di Isola.

Tra mostre, preview di artisti emergenti, esposizioni in location splendide, tra affreschi e soffitti da togliere il fiato, la città si veste di una luce e di colori speciali ed unici e si popola di migliaia di persone , di addetti ai lavori, operatori del settore, appassionati di design, lovers di arte, architettura ed innovazione, di personaggi più o meno illustri, con la stampa che corre all’evento più cool della giornata e di semplici curiosi. E’ un continuo andirivieni di persone che si mescolano e si incontrano tra i diversi district, che vanno e vengono, entrano ed escono dai cortili, dai palazzi, dalle mille location create e realizzate anche in posti e zone spesso sconosciuti ed inesplorate .

In questa settimana la Milano più nascosta, più riservata, più discreta si svela e si mostra ancora più bella e splendente e anche per l’edizione del 2017, Milano ha stupito e ha meravigliato.

La Milano Design Week regala un “viaggio” da una parte all’ altra della città: nel quartiere storico di Brera, chiamato ” Brera Design District”, quest’anno legato allo slogan “progettare è un gioco, giocare è un progetto”, zona degli artisti e del design per eccellenza, tra gallerie d’arte e musei d’eccezione, ha dominato il tema del ” White in the City” con installazioni e percorsi dalla piazzetta di Carpoforo alla Pinacoteca di Brera, fino a Palazzo Cusani.

La novità è stata il district di Isola (valeva la pena andarci anche solo per curiosare) il nuovo volto della città che mira ad un’ anima contemporanea senza cancellare il passato e le tradizioni, punto di fulcro destinato a diventare una meta chiave per la sua vicinanza ai grattacieli di Porta Nuova e per la Milano del futuro.

Immancabile un giro nel district di Tortona, con i suoi ampi spazi e magazzini recuperati, che rimane un simbolo nella storia ed evoluzione del Fuorisalone che anche quest’anno ha stupito per le installazioni e creazioni legate al design nomade e di manifattura 4.0 .

Da tempo non mi perdo l’appuntamento con il Fuorisalone alla scoperta di architetture, micro e macro progetti, designer emergenti, stranezze e stravaganze che regalano alla città un’impronta ed un’immagine ancora più internazionale.

Quest’anno mi sono regalata un “viaggio” alla scoperta dei palazzi storici e dei giardini “segreti” – palazzo Bocconi con l’installazione di Louis Vuitton e i suoi Objects Nomades, palazzo Bovara con le tappe dell’ evoluzione del concept store secondo la visione di Elle Decor, l’eleganza neoclassica di palazzo Saporiti, l’architettura barocca di palazzo Litta e la preziosità vintage di Dimore Gallery un tempo appartamento di Britt Moran ed Emiliano Salci , oggi spazio-showroom mix di design contemporaneo e d’antan nel cuore di Brera .

Ho “viaggiato” nella Milano più nascosta sino a conoscere e riconoscere, anche con stupore, il lato più discreto e silenzioso di una città infinitamente meravigliosa, vestita di una bellezza infinita.

Il Fuori Salone 2017 è stato un “viaggio” tra innovazione e tradizione, tra futuro e passato, tra moderno ed antico, il tutto perfettamente in sintonia, in armonia, in equilibrio, con un occhio al futuro ma attraverso lo splendore del passato, tra ciò che è stato ed è stato creato, realizzato e ciò che sarà e si trasformerà.

Ho passeggiato tanto tra i vari district, da un quartiere all’ altro, da una parte all’ altra della città, da Brera a Tortona, dalla Statale a Porta Venezia, lungo un percorso culturale- progettuale- sociale, tra mostre, iniziative, eventi, conversazioni che mi hanno fatto scoprire e conoscere le ultime novità in materia di design regalandomi un “viaggio” visivo-sensoriale-emozionale nella città .