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Favola d’inverno

23 Dec

Favola d’inverno

(di Isabella De Rorre)

Te lo hanno detto fin da piccola, Principessa, che un giorno quel vestito lo avresti indossato per un Principe. Così avresti dato un senso a quei bei capelli che ora porti raccolti, a quegli occhi enormi e alla bocca carnosa, alle gambe lunghe e alla tua figura sottile. Te lo hanno ripetuto così tante volte, che hai dimenticato chi per primo te lo disse e lanciò questo incantesimo. Perchè di sicuro di incantesimo si trattò, se ora stai scappando con il tuo bell’abito da sposa. Scappi senza un Principe da raggiungere, scappi senza un matrimonio da celebrare, con il tuo vestito rosso che è una bandiera, una dichiarazione di indipendenza, un segnale insieme al tuo rossetto, che sai ballare e  corrrere da sola, se lo vuoi. E lo vuoi, Principessa. E’ questa la tua favola, quella che vivi ora. I rami si ritirano per farti passare intatta e coraggiosa, dritta sulle spalle. Il moto dell’acqua si interrompe e ogni foglia si domanda chi sei. Le ultime foglie sono cadute, impallidite di fronte alla tua determinazione. Hai guardato in alto, respirando forte, e hai riso, sola, sentendo le tue risate disperdersi nel bosco.

 

Hai trovato una lanterna, e nemmeno il buio, con cui le nonne amorevoli hanno cercato di trattenerti, di domare quel carattere che già allora sapeva quanto era lunga ma inevitabile la strada fino a qui, ora ti fa più paura. Il bosco è una distesa di avventure, ogni ombra ti chiama, ogni fruscio nell’erba ti seduce. La guardi, tutta questa vita, che ti sfida giocando a nascondino. E ti muovi leggera, sai le vie degli alberi e delle stagioni. Oh sì, certo che sì. Si celebrerà un matrimonio. Lo celebrerai tu, con te stessa. Pronta, da sempre, a ricevere e dare amore, perchè ti sei amata da subito. Hai capito chi eri, hai sempre saputo, Principessa. Non importa quali sentieri prenderà la foresta, non hai fretta tu; sei in buona compagnia, hai te stessa. Puoi aspettare la luna, e l’alba, puoi cantare e fermarti a contare le stelle o gli anni degli alberi. Puoi correre sotto la pioggia e non dire a nessuno dove andrai.

 

 

 

 

Questa favola d’inverno è dedicata alle donne che amiamo, alle nostre lettrici presenti e future. A tutte le donne che hanno sposato se stesse, che non smettono di guardare al mondo ad occhi aperti. Che amano sognare, ma non perdono tempo e i sogni li realizzano. Che sanno amare, incondizionatamente. Che hanno rispetto di sé perchè hanno imparato che è l’unico modo per farsi rispettare. Che vogliono essere belle e sanno ridere dei loro difetti senza farne un dramma. Che leggono tantissimo, e hanno un gatto o un cane, un cappotto delle borse delle agende e un armadio pieno di abiti che sono simili a loro. Che riconoscono la bellezza a naso, a occhi chiusi, perché tutto ciò che è bello, bello davvero, le fa fermare in mezzo ad una strada in una mattina di inverno glaciale o sotto un albero in Toscana in piena estate.  Che sanno di essere delle privilegiate, per la capacità di stupirsi, e di imparare, di saper chiedere scusa e di chiudere porte quando sta arrivando il momento di andare. Che coltivano un’anima folle e saggia insieme, da tirar fuori quando ci saranno da contare più rughe che balli. O forse no.

Grazie al nostro couturier, Massimo Panuccio di Sartoria Massimo, che ha creato questo meraviglioso abito rosso. Grazie a Valerio Antonelli, che con make up e hair styling ha reso ancora più splendente la nostra Principessa, Francesca Maria Cerri. Grazie ad Antonio Di Meglio, anima di Sussi e Biribissi, per lo chandelier in pietre dure che ha illuminato il cammino della nostra protagonista. Grazie a Luca Arnone, i cui scatti hanno ricostruito la favola.

 

 

 

 

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