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Feriti dalla bellezza

11 Sep

Feriti dalla bellezza

(di Isabella De Rorre)

Settembre prosegue, dopo giorni di un cielo azzurro limpido e di propositi portati dall’aria che, lo sentiamo, non è più estiva ma nuova, fragrante. Oggi ci sono ancora sprazzi di azzurro dopo giorni di pioggia. Ho pensato a come la bellezza non ci venga mai insegnata abbastanza, e spesso sia lasciata alla nostra sensibilità, ad eventi particolari, o al caso. Invece, sarebbe bello essere educati da subito ad essa. Poterne capire il valore e conservarla come un dono e uno strumento per il cammino che ognuno di noi si troverà ad intraprendere. Sono stata fortunata, la bellezza mi è stata presentata da piccola, e da allora la ricerco ogni volta che mi è possibile. E in molte forme. Allora, parliamone, almeno proviamoci.

La Bellezza Svelata– Ho riscoperto dei testi del liceo abbandonati in un baule; fra i tanti, spicca la raccolta di novelle di Pirandello. Un segnalibro mi ha indicato la chiusura di “Ciàula scopre la luna”:Restò – appena sbucato all’aperto – sbalordito. Il carico gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprì le mani nere in quella chiarità d’argento. Grande, placida, come in un fresco luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la Luna. Sì, egli sapeva, sapeva che cos’era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è dato mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la Luna? Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva. Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola là, eccola là, la Luna… C’era la Luna! la Luna! E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là, mentr’ella saliva pel cielo, la Luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva più paura, né si sentiva più stanco, nella notte ora piena del suo stupore.

La Bellezza Svelata è la forma più pura forte e crudele di resurrezione. Ci colpisce, davvero a morte, apre l’anima a una rivoluzione. E ci salva, per sempre. Dopo, non si è più gli stessi. Perché è un’arma affilata, un pungolo che ci obbliga a ricercare se stesso altrove, ovunque. A non accontentarsi più.

La Bellezza Essenziale- Tempo fa ho visitato l’imponente permanente voluta da Giorgio Armani a Milano, l”Armani Silos”, che contiene una part rappresentativa delle creazioni dello stilista, una sala di proiezione e un archivio a disposizione dei visitatori. Un’opera di ristrutturazione importante di un edificio altrimenti abbandonato prima, e poi un lavoro di cesello che rende questa struttura assolutamente corrispondente al carattere e allo stile di chi l’ha creata e curata. E nei minimi dettagli, dalle luci al colore delle pareti e dei teli che dividono e definiscono gli spazi.

 

 

Si può non amare lo stile degli abiti di Armani, ma non si può non essere colpiti da questa intima, totale coerenza nell’attraversarne gli spazi. Cala su chi visita questo luogo un senso di completezza e quiete, come se improvvisamente, anche fuori da lì, la vita fosse semplice e ordinata e delicata ma ferma.

 

 

 

 

Come se modi persone e luoghi fossero eleganti, sempre, di diritto e per dovere.  Ricordo di aver sorriso perché sono entrata nelle toilettes per lavarmi le mani, ed erano talmente belle per forme e colori di design, da aver asciugato il lavandino prima di uscire. I miei compagni di visita, ho scoperto poi, avevano fatto esattamente la stessa cosa, e con la stessa motivazione. La Bellezza, quando ci colpisce, ci educa a rispettarla? Credo di poter dire di sì. A volte sì. Sarebbe bello poter dire sempre.

 

 

 

La Bellezza della Memoria- Visitare l’esposizione creata da Antonio Marras durante l’ultimo Fuorisalone è avere una riprova di quanto dello spirito creativo di questo designer passi dalla valutazione profonda del passato e della tradizione, per creare abiti che sono trasversali a diverse epoche, duttili, pensati per resistere al tempo.

 

 

 

 

 

 

 

Qui la Bellezza attinge e si nutre proprio di memoria, di taccuini con gli acquerelli originali dello stilista, di oggetti antichi riproposti come in una “Recherche” proustiana visiva, di tessuti e forme che ricordano qualcosa del passato, che si stringe saldamente a presente e futuro. Marras è sempre, sempre coerente a se stesso. Ha una gentilezza dell’anima ferma e essenziale. Elabora il suo vissuto e lo trasferisce sulle sue creazioni.

 

 

 

 

 

 

 

Il senso è di riconoscimento, di riappropriazione delle tradizioni, di attimi. E’ come vivere la vita di Marras, riconoscendovi dei brandelli della propria. La Bellezza è anche e soprattutto quello che siamo stati, i luoghi da cui veniamo, il nostro vissuto, la somma incerta ma straordinaria dei nostri giorni.

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ la cultura, l’arte, la poesia, la pittura, il rispetto degli altri e la conferma di ciò che siamo.

 

 

 

 

 

 

 

 

La Bellezza della Passione- Un paio di anni fa credo, Milano si è animata, fra i tanti eventi, per una settimana dedicata alla danza. Ed è stato meraviglioso vedere, in Stazione Centrale, delle giovani ballerine di una scuola di danza muoversi leggere fra i passanti.

 

 

 

 

Ho pensato, guardandole come stavano facendo tutti, con incredulità e una carezza sul cuore per quel regalo inaspettato, che la Bellezza spesso pretende dedizione, passione, fatica, dolore a volte, esercizio. Soprattutto, fede assoluta. Coraggio, di vivere, di alzarsi sulle punte, di spiccare un salto, di fidarsi.

 

 

 

 

 

 

E’ uno sforzo su se stessi costante, è miglioramento, critica, convinzione, sgomento, rinascita, insonnia, rabbia. E’ vita

 

 

 

 

 

 

 

Ne scriverò. Ancora. Un caro amico mi ha consigliato di dedicare alla Bellezza l’attenzione che merita. Forse questi pensieri sparsi del direttore, diventeranno una rubrica. Forse. Per ora, proseguiamo in questo settembre dunque, con una consapevolezza nuova, con delicatezza, ma con determinazione e con il cuore spalancato. Molte sono le novità, come sempre. Resta theWProject, resta il nostro entusiasmo. Accompagnateci nel cammino!

(photo: Luca Arnone  tranne foto “Ciaula”, da web)