Featured Posts

To top

Fragilità e Forza- La Peonia e la Katana

30 May

Fragilità e Forza- La Peonia e la Katana

(di Isabella De Rorre)

Questa volta theWProject parlerà di Fragilità e Forza. E lo farà come sempre attraverso gli articoli della sua redazione. Anni fa, parecchi ormai, mi avvicinai alla pratica dello Iaido, un’antichissima arte marziale giapponese, anche complementare al Kendo. Mi ci approcciai inizialmente forse per vanità: avevo visto immagini dei samurai che indossavano lo iaidoji, e la loro eleganza mi aveva incantato. E poi, perché c’era la katana, la spada dei samurai appunto. Una spada leggendaria, con una storia e una tradizione sempre affascinante alle spalle. Ci volle poco per liberarsi della vanità: lo laido è la lotta costante per abbandonare, a volte sconfiggere, lo “Io” di ieri, in favore di quello odierno. Sforzo costante, commovente, fragile perché infinito, e per questo pieno di forza. Poche volte nella mia vita sono stata così concentrata su respiro muscoli e ricerca della perfezione nell’esecuzione dei kata (il praticante non combatte contro altri, come avviene in altre arti marziali, ma contro se stesso). In silenzio, con i muscoli indolenziti dai movimenti rituali, lo sguardo fisso altrove, la schiena diritta. Il samurai vince sui suoi avversari senza sguainare la spada. Il gesto con cui la stessa spada la si arma, è di un’autorevolezza e di una potenza impressionante. Ecco. Da questo amore mai sopito per lo Iaido (sono un Ronin, ahimè,  ho abbandonato presto la pratica ma la mia katana è lì) è nato in seguito un blog, che si chiamava “La Peonia e la Katana”. Fragilità e Forza dunque. Mai meglio espressa come da un fiore di bellezza e profumo sconvolgente e indimenticabile, e di vita effimera. Dedichiamo la vita alla ricerca della costruzione di noi, se siamo capaci di capire che questo è uno dei pochi scopi per cui vale la pena lottare, consapevoli della nostra fragilità e della fragilità di tale ricerca. Sottoposta, per chi crede a disegni superiori, o al fato, e capace di mutare in modo repentino da un momento con un altro. Eppure, sta in questo, proprio in questo binomio e in questa dicotomia, la bellezza che cerchiamo. È lì, fra l’uno e l’altro eccesso, a dare significato alle nostre vite. E alle nostre parole. Buona lettura quindi, a chi è capace di servire come padrone il proprio divenire.



 

error: Content is protected !!