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Viola e basta

1 Feb

Viola e basta

(di Isabella De Rorre)

Bandito nei teatri per motivi scaramantici, osannato dai creativi e dai coraggiosi e temuto dai più per l’aura di eccesso che lo circonda, il viola resta uno dei colori più intensi e misteriosi di sempre. In questo 2018 tocca a Pantone sdoganarlo, nella tonalità- guida dell’ultraviolet. Il viola è incontro di ragione e sentimento, blu e rosso, che si fondono in equilibrio perfetto. E’ il colore del cambiamento, della spiritualità, della metamorfosi. Nulla, dopo una sua pennellata, è uguale a prima. Colore per pochi, che invece dona a molti. Colore serio, autoritario, più profondo e cangiante del nero, più denso e criptico del blu, e potentissimo.

Quando, in “Elizabeth, The golden Age” Cate Blanchett entra in scena dominando un plastico della città di Londra in attesa dell’attacco della Invincibile Armata spagnola, è facile comprendere che la situazione è grave, e che tutto sta per mutare. Quell’abito, solo quell’abito di scena e nessun altro del film, preannuncia in modo così deciso e inequivocabile il precipitare degli eventi.

Ma il viola è anche moda, e che moda. Quella di una artista, Elsa Schiapparelli, disprezzata da Coco Chanel ma geniale nel proporre abiti di alta moda che sembrano quadri astratti.

Quella, minimale, architettonicamente destrutturata, lineare, di Giorgio Armani, che lascia parlare il colore e lo purifica, lo rende fluido.

Quella sontuosa, immaginifica, estrema, impeccabile dal punto di vista sartoriale!, di John Galliano per Dior nella sfilata del 2011, dove colore e façon diventano un unico esercizio di stile perfetto.

Quella sexy, spudorata, esibita di Versace, una cascata di seta morbida che scivola sulle curve del corpo e le ridisegna, come in un Olimpo moderno in cui le donne sono assolutamente consapevoli della propria femminilità.

Accettiamo perciò la sfida dell’ultraviolet, guardando al 2018 come ad un anno di trasformazione e di positivo cambiamento. Ne parleremo relativamente all’arte, ai fiori, al cinema, al design. Chiudo con gli occhi di una attrice che è stata involontariamente grande testimonial di questa tonalità: Liz Taylor

(photo da web)

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