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Capitolo VI

10 Jul

Capitolo VI

Capitolo VI – Gli abiti (di Marco Lui)

Eh sì perché in fondo pensandoci bene con un evento del genere si pensa subito alla sposa: e che abito avrà la sposa, ma le starà bene, sarà in armonia con lo sposo la chiesa – i fiori – e l’acconciatura … Entrerà ancora nell’abito?
Invece qui non stiamo parlando del vestito da sposa – no.
Qui Parliamo invece di una miriade di abiti – pluralità di tessuti, forme, colori ed organze, strass/tulle, muschi e licheni…(io veramente non ne colgo le differenze se non per somme vie)
Perché ogni femmina tra le invitate (e le imbucate in chiesa) si darà un gran da fare per organizzare al meglio la propria dotazione, prendendo informazioni sul “tenore” della cerimonia, orario ed ambientazione, condizioni meteo previste dalle vestali con 2-3 mesi di anticipo, senza dimenticare nessuna variabile.
Tutto questo per essere perfettamente perfette – in stile impeccabile per l’occasione, ma anche finendo per confrontare, commentare, biasimare o invidiare tutte le altre presenti all’evento – pratica nella quale ci immergiamo anche noi sovente volentieri.
Ebbene – allo scoccare della mezzanotte del sabato dell’ultimo novilunio PRIMA della fatidica data La catastrofe prende forma, si manifesta nelle case di tutti i morosi/compagni/mariti e si chiama:
Un armadio pieno di “non ho niente da mettermi”
“Ma come?” Tu arrivi e la vedi con lo sguardo fisso nel vuoto come se l’urlo di Edvard Munch si stesse guardando alla specchio…
Allora anche tu, titubante, cercando di prendere la medesima visuale, alle spalle della disperata lo guardi(l’armadio – non Munch) e ti ci perdi: vedi ogni tipo di colore,forma,taglia – e questo per ognuna delle ultime 6 collezioni stagionali , 34 paia di scarpe, vestiti double face e altre mille sfumature di…
“Ma come?”
“Perché vedi, Marta mi ha detto che ha già preso l’abito a fiori colorati, semplice ma elegante, ed è troppo simile a questo, non vedi?
E adesso come faccio?”
Per fortuna i primati sapiens dotati di cromosoma y non sono tutti Steve Jobs e la cura del dettaglio non è per loro così ricercata all’esasperazione;
basterebbe pertanto prenderne uno così – quasi a caso nel mucchio – “ecco si , prova quello li a destra, ma anche quello sopra” – insomma uno che magari valorizzi una curva(meglio due) e che catalizzi un complimento e dia un po’ di sicurezza già per me sarebbe perfetto, il miglior vestito che può indossare una donna in fondo è il suo sorriso diceva qualcuno – il resto non conta o quantomeno molto poco…
“Eh no! Ma non ti ricordi che questo l’avevo preso per il matrimonio di Jenny”
“Si ma pioveva – poi non l’hai messo”
“E non vorrai mica che ?#?GLIALTRI? pensino che lo abbia riciclato, poi l’ho usato al battesimo di Christian”
“Eh sì – infatti è un po’ consunto – hai ragione, e quello lì?”
“Ma questo ha già 2 anni…”
“Scusa – non ci avevo pensato – poverino, già così vecchio – e fuori moda”( provo ad improvvisare sperando di aver colto l’imbeccata)
Questo non va bene – l’altro si è ristretto(…) – l’altro ancora andrebbe, ma manca l’accessorio per completarlo.
“Bene”
Allora con la serenità di chi ha già affrontato queste avventure, incominci a farle provare qualche soluzione, qualche combinazione – con sincero interesse.
Commenti, approvi… attenzione: nel caso di disapprovazione meglio solo manifestare una perplessità – magari attraverso una domanda!
La aiuti a cambiare d’abito, la fai sfilare – la incoraggi – alla fine una buona occasione per vivere un momento di complicità: le allacci l’abito sulla schiena, le fai un complimento mentre si cambia – et voilà – insieme ce l’abbiamo fatta:
ABBIAMO IL VESTITO
Ovviamente non potrà mancare il pitstop shopping per corredare il tutto con un nuovo paio di scarpe più accessori vari da sfoggiare nell’occasione, ma va bene così.
Allora tu – il giorno fatidico, venti, massimo trenta minuti prima di uscire, cerchi di ricordare il colore scelto dalla tua bella e ti prepari cercando di accoppiare maldestramente colori e stile: ecco fatto!!!
Lei sale le scale, bella come sempre, ti sorride e ti lancia uno sguardo che domanda indulgenza -al che tu lì per lì non capisci:
“Ecco, sai, ho parlato con mia mamma e alla fine abbiamo pensato che questo era più adatto…
Poi non ho speso niente perché le scarpe e la collana me le presta lei, le scarpe nuove le porterò al mare…
Cosa dici, sto bene?????”
Evviva