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Là dove acqua e cielo non trovano confine…

18 Sep

Là dove acqua e cielo non trovano confine…

(di Chara Franzon)

LA’ DOVE ACQUA E CIELO NON TROVANO CONFINE ED IL TEMPO SEMBRA ESSERSI FERMATO

Un’altra Venezia. A poca distanza dalla città storica, dalle meraviglie di S. Marco, Rialto, di calli, campielli e ponti, si apre uno scorcio altrettanto storico ed autenticamente veneziano: la Venezia della laguna e delle sue isole. Un’ampia distesa di acqua e terre semi-emerse, fatta di paesaggi del silenzio, di imbarcazioni lagunari, di colori d’acqua-cielo-terra che si mescolano con il rosso delle costruzioni e di barene che offrono accoglienza alla fauna del luogo.

E’ una Venezia dove domina la natura, dove i segni della storia raccontano le origini stesse della città e del suo più lontano passato.

Tra queste meraviglie si trovano Murano con la trasparenza del suo vetro, Torcello con la sua natura selvaggia e Burano con i suoi allegri colori tanto da essere annoverata tra le dieci località più colorate al mondo.

La pittoresca Burano, che con le sue case multicolore sembra un acquarello fantastico, un quadro sospeso nell’acqua, è famosa per il suo merletto, per essere stata la dimora di grandi artisti come Baldassarre Galuppi, Remigio Barbaro e Pino Donaggio e per le origini dell’arte buranella.

E’ il posto ideale dove regalarsi una passeggiata alla scoperta di angoli e scorci segreti, dove trascorrere qualche ora immersi nella pace, tra barche di pescatori, case, casette e angoli nascosti, giardini ben curati e cortili.

E’ sempre magica, d’estate per i suoi panorami incantati e d’inverno per le forti suggestioni che si provano passeggiando avvolti nella nebbia bassa sull’acqua, in un’atmosfera di silenzio, dove sembra che il tempo si sia fermato.

Le credenze popolari raccontano che i colori delle abitazioni, che si susseguono lungo i canali, siano stati dipinti in modo “vibrante” per i pescatori locali per ritrovare la via di ritorno in caso di nebbia fitta. Vero o meno che sia il tutto crea una suggestiva immagine alla vista.

I mille colori delle case si riflettono nelle acque verdi dei canali e si respirano calma e tranquillità.

Passeggiando per le calli si possono vedere anziane signore che ricamano l’originale merletto buranello con il loro tombolo mentre ridono e chiacchierano. Sembra di essere dentro un racconto delle fiabe tra balconi fioriti e variopinti, tende alle porte delle case e pescatori che issano il pesce fresco appena pescato alle loro tipiche imbarcazioni.

In questa piccola isola di pescatori sembra di ritornare indietro negli anni: il tutto è così minuscolo ed essenziale ed è sufficiente una passeggiata per ricaricarsi e riprendere fiato.

Ogni istante è novità, scoperta, esplosione di colori (merita una visita la casa di Bepi Suà in Calle del Pistor, che si dice essere la più famosa dell’isola per i suoi colori), storia, ricordi, racconti delle merlettaie.

La storia del merletto e delle merlettaie si perde negli anni ed è circondata da una nube poetica: una lavorazione complessa che richiede esperienza e dedizione e semplice al tempo stesso, per la spontaneità e naturalezza delle donne al lavoro. Si narra che la nascita di questa arte e tradizione sia legata al mare e all’amore.

Una leggenda racconta che un pescatore lasciando la fanciulla amata per partire per la guerra poneva tra le sue mani, quale pegno d’amore, una pianticella marina da lui colta, una specie di fiore che si levava con tentacoli e arabeschi, strano ed irreale al tempo stesso. Passavano i mesi e la ragazza ingannava l’attesa tessendo una fitta rete per il suo pescatore. Al rientro la rete era compiuta e quest’ultimo nell’aprirla e stenderla a terra scoprì nella sua trama leggera l’impronta di quel fiore marino.

Si racconta inoltre che tra i nodi dei lavori di intreccio delle merlettaie si intersechino racconti leggendari, storie d’amore, di attesa e di solitudine che hanno sempre al centro la donna.

In questo angolo di laguna si è catturati dalla magia di colori, semplicità e naturalezza.

Burano regala un mondo fantastico, un’oasi di pace e serenità, un luogo di ritorno alle origini e tradizione e riporta indietro alle cose semplici e più vere.

(photo credit: meteoweb)