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Una passeggiata a Parigi

26 Jan

Una passeggiata a Parigi

(di Chiara Franzon)

Parigi è sempre magica, splendida, signorile e regala continui incantesimi – con la Torre Eiffel, Les Champs-Elysées, Montmartre, Notre Dame, le Jardin des Tuileries.

Parigi è prima di tutto un’atmosfera, un ricordo, un’immagine da film in bianco nero, è la città dei baci rubati, dell’amore, degli amori infelici, della nostalgia e della felicità, dell’eleganza, delle canzoni malinconiche, del jazz e di Edith Piaf.

Parigi mi regala sempre nuove emozioni e non finisce mai di stupirmi in qualsiasi stagione – a primavera quando i giardini si riempiono dei colori dei fiori, d’estate quando cerco un pò di fresco rifugiandomi con un libro a leggere in uno dei suoi giardini ai bordi di una fontana, durante l’inverno quando si illumina a festa tra luci, lucine, addobbi e Santa Claus arriva con la slitta tra suoni e campane lungo Les Champs-Elysées e d’autunno quando si colora di giallo e delle gradazioni del rosso e di sfumature d’arancio.

Avvolta dalla sua atmosfera un pò romantica, un pò malinconica, mi lascio trasportare nei suoi angoli più nascosti ed ogni volta me ne innamoro sempre di più.

Mi piace scoprirla perdendomi tra i boulevards della città, le viuzze di Montmartre o passeggiando lunga la Senna.

La stagione in cui la preferisco è l’autunno, quando vestita con caldi maglioni di lana mi concedo lunghe passeggiate senza meta e mi ritrovo tra i meravigliosi scorci e colori che questa città regala.

Con una calda tazza di caffè ed un fragrante pain au chocolat parto alla scoperta della zona del Marais, uno dei quartieri più caratteristici della città sulla riva droit della Senna. Partendo da Place des Vosges, la più antica piazza di Parigi, mi perdo tra suggestivi viali, i negozietti, ristoranti e cafè in Rue des Rosiers e mi regalo una tappa al Musée Carnavalet che permette di rivivere la città attraverso la storia, gli eventi e i personaggi più famosi.

Dopo un salto nel passato, mi concedo una visita al Musée Picasso, per ammirare i capolavori del cubismo o al Centro Pompidou per una full- immersion di arte moderna spaziando dalla musica al design e al cinema.

Altra tappa a cui non rinuncio è nella zona dell‘Ile de la Citè, l’isolotto collegato alle due rive della Senna da nove ponti . Attraversato il ponte Neuf, il più antico della città, affascinata dalla maestosità della cattedrale di Notre Dame, da lasciarmi ogni volta senza fiato, ammiro i colori dei suoi rosoni prima di entrare. Se mi trovo in zona nel tardo pomeriggio, mi piace sedermi in uno dei cafè con vista sulla cattedrale e sorseggiando una tazza di caffè accompagnata da una deliziosa tarte-tatin, attendo che le luci della sera si riflettano sulle vetrate esaltandone i colori.

La mia zona preferita per lo shopping è il quartiere latino, dove vado girovagando lungo il Boulevard Saint Michel alberato tra negozietti di artigianato e le numerose librerie, con sosta obbligata alla libreria Shakespeare and Company al 37 della rue de la Bucherie.

Questa zona, frequentata soprattutto da studenti, mi riporta indietro negli anni, ai tempi dell’università. Solo di recente ho scoperto che l’origine del nome di questo quartiere – da sempre frequentato da studenti provenienti da tutto il mondo – si rifà alla lingua latina scelta come lingua franca.

Da qui riprendo la mia passeggiata fino ai giardini du Luxembourg – al cui interno si può visitare il Palais du Luxembourg, edificio in stile barocco oggi sede del Senato francese, dove mi fermo a leggere un libro appena acquistato godendo di qualche ora di relax in questa oasi di verde al centro della città, immersa nell’atmosfera tipica parigina.

Per un pò di evasione, la mia destinazione non può essere che Montmartre, a nord della città, il quartiere degli artisti dove si respira una speciale ed unica atmosfera di romanticismo.

Mi regalo in questa parte della città, rilassanti passeggiate, lungo le viuzze e le stradine fiancheggiate da cafè, bistrot e negozietti caratteristici, sino a salire in cima alla collina “alla Butte” ove lo sguardo si perde avanti ad uno spettacolo su tutta la città con la Basilique du Sacrè Coeur, vista da togliere il fiato soprattutto se si aspetta la sera. Scendendo, prima di prendere la funicolare, mi concedo un passaggio da Place du Tertre, pittoresca piazzetta, per ammirare gli artisti ed ascoltare i musicisti di strada e seduta ad un bistrot, mangio una omellette o una quiche o una gallette bretonne con verdure, accompagnate da un bicchiere di vino rosso, completamente immersa nello spirito bohemienne della zona.

Cerco di evitare le ore più affollate per la passeggiata sugli Champs-Elysées – attraversando il lungo viale alberato non può mancare una sosta a Ladurée, tra velluti, eleganza, una tazza di tè e qualche macarons dei miei preferiti (rose e framboise) e poi mi spingo sino a le Jardin des Tuileries dove mi ritrovo avvolta in un’atmosfera settecentesca tra laghetti, fontane, oche ed anatre.

Da qui passeggiando lungo la rive droit della Senna ammiro i riflessi del sole che tramonta, gli artisti con la loro tavolozza che catturano gli scorci dalle tante sfumature che il paesaggio regala e mi fermo tra le bancarelle di libri usati, scorgendo i bateaux mouches arrivo al calar della sera a godermi dalla Terrazza del Trocadero, la “Dame de Fer” illuminata da mille luci e colori. A presto, mon bien aimée Paris.

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